Il romanzo d’esordio dell’autore cresciuto a Portico di Caserta è per Christopher
Lambert «un thriller incredibile». Il 25 ottobre la prima presentazione alla Festa
del Cinema di Roma
C’è una Napoli che non appare nelle cartoline: quella dei vicoli stretti, delle famiglie che contano i soldi a
fine mese, dei ragazzi che capiscono presto che il mondo ha già deciso per loro. È da lì che parte Il vestito
buono, romanzo d’esordio di Luca Monaco, autore cresciuto a Portico di Caserta, pubblicato da
Capponi Editore e disponibile dal 23 ottobre in libreria e sui principali store online.
Il protagonista, Vincenzo De Feo, è cresciuto nella Napoli degli anni Novanta, figlio di un meccanico, ed
è diventato CEO di Dynethra, multinazionale con sede in una torre di Milano. Pur di non essere mai più
«quel ragazzo di Napoli con le tasche vuote e gli occhi bassi» ha manipolato, corrotto e sacrificato tutto
alla scalata, e poco alla volta ha smesso di tornare a casa. Finché una vecchia foto con due amici di
gioventù, scattata davanti ai muri della Sanità, riporta a galla il suo passato e dà il via a un attacco
informatico che finisce per fermare l’Italia intera.
Ma Il vestito buono non è un semplice thriller tecnologico. Dietro la caccia a chi ha riportato a galla quel
passato, fatto di codici rubati, amicizie tradite e un malware creato per gioco da ragazzi, il romanzo
racconta la solitudine di chi comanda, una famiglia che si allontana senza far rumore, la fragilità della
nostra intimità nell’era digitale e il rapporto mai risolto con le proprie radici.
«Il vestito buono era la mia corazza, il simbolo che ce la potevo fare. Era la replica adulta di quello che indossavo da
bambino la domenica, quando mio padre mi faceva lucidare le scarpe davanti allo specchio. […] Quello che si mette
per sembrare migliori. Quello che nasconde le ginocchia sbucciate e i pensieri sporchi. Quel giorno lo indossai bene.
Così bene che tutti mi credettero».
Tratto dal capitolo 4.
Il titolo nasce da un ricordo d’infanzia: il vestito buono della domenica, quello che il padre di Vincenzo,
meccanico, indossava per andare a messa. Da adulto quell’abito diventa una corazza, il costume con cui
si entra nelle stanze del potere per sembrare migliori di come ci si sente.
È soprattutto un libro sulle maschere che non riusciamo più a toglierci.
«Il vestito buono copriva il crollo. Ma io lo sentivo e sapevo che prima o poi quella cucitura invisibile si sarebbe
lacerata. Davanti a tutti, o peggio, solo davanti a me stesso».
Tratto dal capitolo 8.
A presentare il romanzo è Christopher Lambert, il protagonista di Highlander, che con l’autore ha già
lavorato nel film Eyes Everywhere. In un videomessaggio dedicato al libro, Lambert ne sottolinea l’attualità
(«è esattamente quello che stiamo vivendo adesso e che vivremo in un futuro molto vicino») e ne legge il
titolo come una dichiarazione d’intenti: «Il vestito buono significa che non sei solo il tuo aspetto. Sei quello
che sei dentro». Poi chiude con un consiglio che, ammette, dà di rado: «Non lo faccio molto spesso, ma
consiglio questo libro, perché è un thriller incredibile».
Il videomessaggio è pubblicato sui profili social dell’autore e di Capponi Editore. La prima presentazione
del romanzo si terrà domenica 25 ottobre alle 14:30 nella cornice della Festa del Cinema di Roma,
allo Stand Direct to Digital dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Accanto all’autore ci
sarà Luigi Di Fiore, il Luca De Santis di Un posto al sole, la soap ambientata a Napoli che ha appena
compiuto trent’anni: sarà lui a dare voce ad alcune pagine del libro. Modera il giornalista Hakim Zejjari.
Con una scrittura tesa e cinematografica, Il vestito buono parla a chi è partito e a chi è rimasto, e a chiunque
si sia chiesto almeno una volta quanto di sé sia disposto a lasciare per strada pur di arrivare.
È un thriller, ma anche la storia di chi ha provato a dimenticare da dove viene.
C OMUNICATO STAMPA
Casa editrice: Capponi Editore – Formato: Brossura
Prezzo: €18,00 – ISBN: 9791256381555 – pp. 274
SINOSSI: Vincenzo De Feo, CEO di Dynethra, multinazionale italiana, ha costruito il suo successo dalle
strade di Napoli fino ai grattacieli di Milano. Nasce nella Napoli che non appare nelle cartoline. Quella
dei vicoli stretti, delle famiglie che contano i soldi a fine mese, dei ragazzi che capiscono presto che il
mondo ha già deciso per loro. Vincenzo quella Napoli l’ha attraversata e poi l’ha lasciata alle spalle. Per
farcela ha fatto quello che si fa quando si è marchiati fin dalla nascita e si vuole uscirne: ha manipolato,
corrotto e sacrificato ogni cosa alla scalata.
Apparentemente padrone del suo destino, nasconde un passato che lo ossessiona: anni di codici rubati,
amicizie tradite e un malware sperimentale, Paride, che lui e due amici avevano creato da adolescenti come
gioco e vendetta. Un passato che torna a galla con una mail inquietante e una foto che lo ritrae con i
vecchi amici davanti ai muri della Sanità. È l’inizio di un attacco mirato, invisibile ma totale, che si allarga
a macchia d’olio e penetra nella sua azienda, nelle vite dei suoi collaboratori e nella sua stessa famiglia.
L’Italia intera si ferma.
Mentre la sua carriera e l’immagine pubblica vacillano sotto la pressione di un cyber-sabotaggio
sofisticato, Vincenzo deve affrontare la verità più crudele: il potere e il successo non proteggono dalle
ferite del passato. Tra ricatti digitali, sospetti su amici e rivali e un matrimonio ormai logoro, si ritrova a
lottare non solo per salvare Dynethra, ma anche per capire chi sia diventato e cosa abbia perso lungo la
strada.
Il vestito buono è un viaggio nella mente di un uomo che ha imparato a costruirsi una corazza per affrontare
il mondo, solo per scoprire che le uniche vulnerabilità che contano davvero sono quelle che nessun
successo può coprire. Ma qualcosa si spezza e in quella crepa vive l’unica domanda che conta davvero:
possiamo essere chi decidiamo di essere?
LUCA MONACO: Autore, storyteller e produttore audiovisivo, è nato nel 1988 ed è cresciuto a Portico
di Caserta; ha costruito il suo percorso professionale tra Firenze e Milano e oggi vive a Corbetta. Come
sceneggiatore e produttore ha realizzato film e documentari come Connected – The New Post-Human Species
ed Eyes Everywhere, distribuiti su Prime Video e Apple TV. Ha creato dieci serie podcast e un albo illustrato
arrivato ai primi posti delle classifiche Amazon di categoria. Il vestito buono è il suo primo romanzo.
