Se è vero che ci sono luoghi che non si possono raccontare soltanto attraverso la bellezza dei paesaggi, il fascino delle architetture o le suggestioni di una storia millenaria, luoghi la cui identità più autentica si nasconde nelle voci degli abitanti, nei ricordi tramandati di generazione in generazione, nei piccoli gesti quotidiani e in quel particolare modo di sentirsi parte di una comunità, è altrettanto vero che Procida è certamente uno di questi. Ed è proprio alla sua anima più profonda che il regista casertano Rino Della Corte ha dedicato il documentario “Cronache di libertà in mezzo al mare”, che sarà proiettato sabato 24 ottobre, alle ore 10.30, presso l’Archivio di Stato di Caserta, negli spazi del Palazzo Reale.
Un appuntamento culturale che promette di andare ben oltre la semplice visione cinematografica, trasformandosi in un’occasione di incontro e riflessione sul significato della libertà, sul valore della memoria collettiva e sulla capacità delle comunità di custodire la propria identità anche in un mondo attraversato da cambiamenti sempre più rapidi. Il documentario nasce da un intenso lavoro di ricerca sul territorio, condotto attraverso le testimonianze di oltre sessanta abitanti di Procida, appartenenti a generazioni differenti. Sessanta e più storie, altrettanti punti di vista, esperienze personali che finiscono per intrecciarsi in un racconto corale nel quale la dimensione individuale diventa patrimonio condiviso. Non è soltanto il racconto di un’isola, dunque, ma un’indagine sul rapporto tra l’uomo e il luogo al quale appartiene, tra il desiderio di libertà e la necessità di conservare le proprie radici. Il mare, elemento dominante nella vita degli isolani, assume una valenza che supera quella geografica: può rappresentare separazione e distanza, ma anche apertura, possibilità di incontro e desiderio di esplorare nuovi orizzonti. Un dualismo particolarmente suggestivo, che attraversa l’intero progetto artistico di Della Corte e restituisce una Procida lontana dalle immagini più convenzionali delle cartoline turistiche, per lasciare spazio alla dimensione umana, ai sentimenti e alle storie di chi sull’isola vive e ne custodisce quotidianamente l’eredità. La proiezione casertana rappresenta una nuova tappa del percorso di questo lavoro, offrendo al pubblico di Terra di Lavoro l’opportunità di conoscere un progetto nato dall’incontro tra ricerca documentaristica, sensibilità artistica e attenzione per il patrimonio umano dei territori. A rendere particolarmente significativo l’appuntamento è anche la scelta della sede. L’Archivio di Stato, istituzione deputata alla conservazione e alla valorizzazione delle testimonianze documentarie del passato, diventa per una mattinata il luogo in cui la memoria scritta incontra quella orale, dove ai documenti custoditi negli archivi si affiancano le voci vive delle persone. Una corrispondenza ideale tra la missione dell’istituzione ospitante e quella del documentario, entrambe rivolte a preservare ciò che il trascorrere del tempo rischia di cancellare. La proiezione sarà accompagnata da un momento di confronto con il regista e con autorevoli esponenti del mondo culturale e dell’informazione. Interverranno Francesco Della Calce, giornalista de Il Mattino e direttore artistico del Procida Film Festival, che dialogherà con Rino Della Corte; Fortunata Manzi, direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta; Raffaele Mirelli, direttore dell’IN-Philosophy Festival, e Diana Melles, presidente dell’associazione Amato Libro. Un parterre che testimonia la volontà di costruire attorno alla proiezione un’occasione di approfondimento, mettendo in relazione linguaggi e sensibilità differenti, dalla cinematografia al giornalismo, dalla filosofia alla promozione culturale.
Ma è soprattutto il tema della libertà a rendere il documentario particolarmente attuale. In una società nella quale le identità locali rischiano talvolta di essere appiattite dall’omologazione, recuperare le testimonianze delle persone comuni significa restituire dignità a una memoria che non appartiene soltanto ai grandi avvenimenti storici, ma anche alla quotidianità. La libertà, allora, non è soltanto la possibilità di partire o di scegliere dove vivere. È anche il diritto di riconoscersi in una storia, di conservare la propria voce, di sentirsi parte di una comunità senza rinunciare alla propria individualità. Ed è proprio questa dimensione che il lavoro di Della Corte invita a esplorare, attraverso le parole di chi conosce il mare non soltanto come spettacolo naturale, ma come presenza costante, capace di influenzare abitudini, relazioni e modi di pensare.
L’appuntamento di sabato 24 ottobre alle ore 10.30 all’Archivio di Stato di Caserta si identifica in un’occasione per attraversare idealmente il mare senza lasciare Caserta e per scoprire, attraverso le storie di un’isola, quanto la memoria delle persone possa diventare uno straordinario racconto di libertà.
