Tradizioni, giovani, solidarietà e identità locale al centro dell’iniziativa promossa dalla Pro Loco. Il presidente Pasquale Delli Paoli: «Le antiche tradizioni non devono soltanto essere lette sui libri, ma vissute in prima persona».
Custodire la memoria del passato per costruire il futuro. È questo il filo conduttore dell’iniziativa dedicata al pane canestrato, promossa dalla Pro Loco di San Nicola la Strada e in programma venerdì 16 ottobre. Una manifestazione che va oltre la semplice riscoperta di un’antica tradizione gastronomica, trasformandosi in un’occasione di incontro tra generazioni, promozione culturale e valorizzazione del territorio. A raccontarne gli obiettivi è Pasquale Delli Paoli, presidente della Pro Loco di San Nicola la Strada, che sottolinea il ruolo dell’associazione nella tutela delle radici storiche e culturali della comunità.
Il pane canestrato, un patrimonio da tramandare
«La Pro Loco è un’associazione che si occupa principalmente di riscoprire le tradizioni locali, la storia del territorio e tutto ciò che contribuisce alla sua crescita», spiega Delli Paoli. Un’attività che si svolge nel rispetto delle normative e degli adempimenti previsti a livello regionale, anche attraverso la presentazione dei programmi e dei rendiconti delle iniziative realizzate.
La manifestazione del 16 ottobre avrà come protagonista il pane canestrato, con una dimostrazione delle antiche tecniche di lavorazione e una degustazione del prodotto. L’iniziativa si inserisce in un percorso che la Pro Loco porta avanti da tempo, con l’obiettivo di mantenere vive le tradizioni sannicolesi e trasmetterle alle nuove generazioni.
«Vogliamo custodire e tramandare la memoria storica e culturale della nostra comunità. Per questo abbiamo pensato all’iniziativa anche come a un incontro con i giovani. Abbiamo invitato le istituzioni scolastiche del territorio, dalle scuole medie al liceo, affinché gli studenti possano vedere direttamente come si preparava il pane una volta», afferma il presidente. Il valore dell’esperienza risiede proprio nella possibilità di assistere dal vivo alla lavorazione, ascoltare i racconti di chi conserva queste conoscenze e comprendere quanto lavoro e quanta cultura si nascondano dietro gesti che oggi rischiano di essere dimenticati. «Queste antiche tradizioni non devono soltanto essere lette sui libri di storia, ma vissute in prima persona», sottolinea Delli Paoli, ricordando la partecipazione degli studenti del liceo già nella precedente edizione.
Scuola, Forze armate e associazioni: una giornata di incontro
La giornata coinvolgerà anche altre realtà del territorio. Accanto agli studenti e ai cittadini, sono previste la partecipazione della Brigata Garibaldi, la presenza della banda musicale e l’attivazione di un punto informativo delle Forze armate. Un contributo importante all’organizzazione arriva dal colonnello Cosimo Fino, socio della Pro Loco, che insieme a Lucio Bernardo rappresenta una delle figure di riferimento delle attività promosse dall’associazione. L’intento è offrire ai ragazzi un’occasione di conoscenza che non si limiti alla storia e alle tradizioni, ma permetta loro di entrare in contatto anche con altre esperienze e opportunità. La manifestazione diventa così uno spazio di confronto tra generazioni e istituzioni, nel quale la cultura locale si intreccia con l’orientamento e la partecipazione civica.
Solidarietà e inclusione: spazio anche all’associazione Il Girasole
Tra gli aspetti significativi del programma figurano anche le attività di primo soccorso e i momenti di sensibilizzazione sul tema della disabilità, realizzati con il coinvolgimento dell’associazione Il Girasole. Una scelta che testimonia la volontà della Pro Loco di affiancare alla promozione culturale una particolare attenzione ai bisogni delle persone più fragili. Delli Paoli evidenzia il ruolo svolto dall’associazione nel sostenere chi incontra difficoltà nella vita quotidiana e necessita di ausili e assistenza. «È una realtà che sta molto vicina alle persone che hanno bisogno», spiega il presidente, ricordando l’importanza di servizi e strumenti che possono migliorare concretamente la qualità della vita di chi vive situazioni di disabilità. La presenza di queste iniziative conferisce alla manifestazione una dimensione più ampia: riscoprire il passato significa anche rafforzare i legami sociali del presente, promuovendo solidarietà, attenzione e partecipazione.
«Realizza i tuoi sogni in un territorio sostenibile»: coinvolgere i giovani per costruire il futuro
Il tema del coinvolgimento delle nuove generazioni attraversa l’intera iniziativa. Il richiamo a un territorio sostenibile diventa l’occasione per riflettere sul rapporto tra passato e modernità, sulle trasformazioni della società e sulle opportunità che una comunità può offrire ai suoi giovani. Per il presidente della Pro Loco, tuttavia, avvicinare le nuove generazioni alla vita associativa resta una delle sfide più difficili.
«Purtroppo, sono ancora pochi i giovani che frequentano la Pro Loco. Stiamo cercando di coinvolgerli attraverso la storia, le tradizioni e le iniziative culturali, invitandoli a partecipare, a darci una mano e a proporre le loro idee», ammette Delli Paoli. Un esempio recente è il flash mob organizzato in piazza Parrocchia nell’ambito delle iniziative dedicate alla Via Appia Regina Viarum, attraverso il quale la narrazione storica è diventata uno strumento per avvicinare i ragazzi al patrimonio culturale del territorio. Anche il servizio civile rappresenta un’opportunità importante in questa direzione. L’associazione può contare sulla collaborazione di una giovane volontaria che contribuisce a promuovere le attività e i principi della Pro Loco. L’obiettivo è trasformare i ragazzi da semplici destinatari delle iniziative a protagonisti attivi della vita comunitaria, capaci di raccogliere il testimone delle generazioni precedenti e di dare nuovo impulso alle tradizioni locali.
Ottant’anni di autonomia comunale: un riconoscimento a chi ha costruito la città
Lo sguardo della Pro Loco è rivolto anche a un appuntamento particolarmente significativo per la storia di San Nicola la Strada. Tra Natale e Capodanno, l’associazione, in collaborazione con l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Maria Natale, intende promuovere una celebrazione dedicata agli ottant’anni dell’autonomia comunale, ricorrenza che risale al 1946. Il progetto prevede di rendere omaggio ai consiglieri comunali viventi che, dal dopoguerra a oggi, hanno contribuito alla vita amministrativa e alla crescita della città.
«Vogliamo premiare queste persone per il loro attaccamento alla città e per il contributo che hanno dato alla comunità», spiega Delli Paoli, che conosce direttamente il percorso amministrativo sannicolese. Consigliere comunale dal 1978, ha concluso la propria carriera istituzionale ricoprendo la carica di sindaco. Il presidente ricorda la trasformazione di San Nicola la Strada, passata nel corso dei decenni da poche migliaia di abitanti a una popolazione di circa 23.000 persone. Una crescita che, secondo Delli Paoli, è stata accompagnata dal rispetto degli standard urbanistici e delle indicazioni del piano regolatore, contribuendo a delineare una città vivibile nonostante la limitata estensione territoriale. La celebrazione degli ottant’anni vuole dunque essere anche un momento di riconoscenza verso quanti, attraverso il proprio impegno politico e amministrativo, hanno partecipato allo sviluppo del territorio.
La memoria come investimento sul futuro
Dalla riscoperta del pane canestrato alla promozione della solidarietà, dal coinvolgimento delle scuole alla celebrazione della storia amministrativa cittadina, le iniziative della Pro Loco raccontano un’idea precisa di comunità: un territorio che cresce senza perdere il legame con le proprie origini. È questo il messaggio che Pasquale Delli Paoli affida alla manifestazione del 16 ottobre. Le tradizioni non sono soltanto testimonianze di un passato lontano, ma strumenti per comprendere il presente e costruire un futuro nel quale i giovani possano riconoscersi. Perché recuperare la memoria dei gesti quotidiani, come la preparazione del pane secondo le antiche tecniche, significa preservare una parte dell’identità collettiva. E coinvolgere le nuove generazioni in questo percorso vuol dire offrire loro l’opportunità di sentirsi parte attiva della storia della propria città.
