“Lavoro, diritti e nuove forme di sfruttamento” il tema della convention
Il diritto come presidio della dignità umana. È questo il filo conduttore del convegno “Lavoro, diritti e nuove forme di sfruttamento”, in programma lunedì 6 luglio alle ore 18 presso l’Auditorium “Salvo D’Acquisto” di Carinola, promosso dal Movimento Forense – Sezione di Santa Maria Capua Vetere, con il patrocinio morale del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere e del Comune di Carinola.
L’iniziativa arriva in un momento storico in cui il tema dello sfruttamento lavorativo non rappresenta più soltanto una questione sindacale o economica, ma si configura come una delle principali sfide poste allo Stato di diritto. La trasformazione del mercato del lavoro, la diffusione di nuove forme di precarietà, l’intermediazione illecita di manodopera, il caporalato, le filiere produttive sempre più frammentate e la crescente vulnerabilità di numerose categorie di lavoratori impongono infatti una riflessione che coinvolge il diritto, la magistratura, le istituzioni e l’intera società civile. Non è un caso che proprio la provincia di Caserta continui ad essere uno dei territori maggiormente osservati sul piano nazionale per il contrasto allo sfruttamento lavorativo, soprattutto nel comparto agricolo. Negli ultimi mesi sono proseguite le attività dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e delle forze dell’ordine contro il lavoro nero e il caporalato, mentre la Regione Campania ha rilanciato il Tavolo regionale permanente dedicato al contrasto dello sfruttamento dei lavoratori, confermando come il fenomeno richieda un’azione coordinata tra magistratura, istituzioni, ispettorati e professioni legali.
Proprio in questo contesto assume particolare significato il convegno promosso dall’avvocatura sammaritana, che pone al centro il rapporto inscindibile tra legalità, giustizia sociale e tutela della persona. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco di Carinola, avv. Giuseppina Di Biasio, e della presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere, Angela Del Vecchio, il cui intervento individua con chiarezza la responsabilità civile della professione forense. «Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere ha patrocinato con profonda convinzione questo incontro perché la tutela del lavoro e della dignità della persona rappresenta una priorità assoluta per l’intera classe forense. Di fronte alle nuove e insidiose dinamiche di sfruttamento che minacciano il tessuto sociale, l’Avvocatura sente il dovere di essere in prima linea nel presidiare la legalità e nel garantire la piena effettività dei diritti costituzionali». Parole che richiamano direttamente il ruolo dell’avvocato non soltanto quale interprete della norma, ma quale garante dei principi costituzionali e presidio quotidiano dello Stato di diritto. La presidente del Movimento Forense di Santa Maria Capua Vetere, Maria Conforti, sottolinea come il mercato del lavoro stia attraversando una trasformazione senza precedenti. «Il mercato del lavoro cambia, ma la dignità della persona deve rimanere un punto fermo e invalicabile. Come operatori del diritto abbiamo il dovere morale e professionale di essere sentinelle della legalità». È proprio questo il pensiero che attraversa l’intero appuntamento: la legalità non può essere considerata un semplice insieme di regole da applicare ex post, quando il danno si è già consumato. Essa costituisce invece il fondamento etico di una società civile. Dove vengono meno il rispetto della legge, della persona e della dignità del lavoro, si incrina inevitabilmente anche il patto sociale sul quale si fonda la convivenza democratica. La professione forense assume così una funzione che travalica il contenzioso giudiziario: prevenire, intercettare e contrastare le nuove forme di sfruttamento significa contribuire concretamente alla difesa dei valori costituzionali. Il convegno vedrà tra i relatori anche l’avvocato Carmine Guarriello, che concentrerà il proprio intervento sul fenomeno del caporalato e sul comparto agricolo, particolarmente significativo per l’economia dell’area carinolese: «Il convegno affronterà in particolare il tema del lavoro in agricoltura e dei suoi aspetti critici quale il caporalato. L’obiettivo sarà puntato su tutte le nuove forme di sfruttamento nel contesto del mondo del lavoro contemporaneo». Guarriello ricorda inoltre come il territorio di Carinola e dei comuni limitrofi presenti una forte vocazione agricola, elemento che rende ancora più attuale il confronto su legalità e diritti dei lavoratori. Lo sfruttamento, infatti, non assume più esclusivamente le forme tradizionali del lavoro nero. Le cronache giudiziarie e gli studi più recenti mostrano come esso si manifesti anche attraverso appalti irregolari, false cooperative, somministrazioni illecite, dumping contrattuale, precarietà estrema e nuove modalità di intermediazione della manodopera che spesso sfruttano la vulnerabilità economica dei lavoratori. Proprio questa evoluzione impone un aggiornamento continuo degli strumenti giuridici e dell’attività interpretativa di magistrati e avvocati. A moderare l’incontro sarà l’avvocato Fiorella D’Angiolillo, che evidenzia la stretta attualità dell’argomento anche alla luce delle più recenti vicende di cronaca e delle novità normative introdotte in materia di lavoro. Il momento centrale del confronto prenderà spunto anche dal volume dell’avvocato Raffaella Alois, “Schiavi moderni: il metodo invisibile”, che offrirà lo spunto per approfondire le nuove dinamiche dello sfruttamento lavorativo. Un tema che durante il convegno rappresenterà il punto di partenza per una riflessione più ampia sul diritto del lavoro come presidio della democrazia. Nelle parole dell’autrice emerge con forza il richiamo ai principi costituzionali: «Il lavoro è strumento di libertà, dignità e realizzazione della persona. È necessario promuovere un nuovo modello di mercato nel quale il diritto del lavoro sia riconosciuto come un presupposto imprescindibile della società civile e della democrazia». Un’affermazione che richiama direttamente l’articolo 1 della Costituzione, ma anche il principio secondo cui la crescita economica non può mai essere costruita sacrificando la dignità umana.
L’iniziativa del 6 luglio assume quindi un significato che va ben oltre il tradizionale aggiornamento professionale. Si propone come un momento di riflessione collettiva sul rapporto tra diritto, etica pubblica e responsabilità sociale. Perché ogni violazione delle norme sul lavoro non costituisce soltanto un illecito da perseguire, ma rappresenta una frattura del patto civile che tiene insieme una comunità. Difendere i diritti dei lavoratori significa difendere la credibilità delle istituzioni, il valore della giustizia e il principio, troppo spesso dato per scontato, secondo cui la persona non può mai diventare uno strumento del profitto. In questo senso l’avvocatura riafferma il proprio ruolo costituzionale: non semplice interprete della legge, ma custode della legalità, della dignità del lavoro e di quella coscienza civile senza la quale nessun ordinamento può dirsi realmente democratico.
