Alla Ruggiero si torna a parlare di derattizzazione, ma il problema della scuola di via Trento è ormai molto più ampio di un intervento contro i roditori. Il plesso è chiuso da mesi e, mentre Comune e Asl completano le operazioni di bonifica dentro e fuori l’edificio, gli studenti continuano a frequentare sedi alternative. La vicenda era esplosa lo scorso settembre, quando all’interno della scuola furono trovati escrementi di ratto e materiale rosicchiato. I controlli dell’Asl confermarono la presenza dei roditori e imposero un intervento immediato. Una prima derattizzazione non fu però sufficiente. Il successivo sopralluogo evidenziò che il problema non era stato completamente risolto e a quel punto arrivò la decisione di chiudere il plesso. La chiusura non fu quindi una scelta legata semplicemente alla presenza occasionale di qualche animale. Il Comune parlò di una situazione di degrado igienico-sanitario e dispose la sospensione delle attività per consentire una serie di interventi: monitoraggio, derattizzazione, sanificazione degli ambienti e ripristino della piena funzionalità dei servizi igienici. Nel frattempo, la questione si è spostata anche all’esterno della scuola. I residenti dell’Acquaviva hanno continuato a segnalare la presenza di ratti nelle strade e nelle abitazioni vicine, documentando la situazione con foto e video. Il comitato Città Viva e l’ex Canapificio hanno raccolto le segnalazioni e sollecitato più volte un intervento. Adesso la macchina della bonifica è ripartita. Il Comune si è occupato degli ambienti interni del plesso, mentre l’Asl ha operato nelle aree esterne, nel verde e lungo le strade che circondano l’edificio. Dopo mesi di attesa, dunque, la questione sanitaria viene nuovamente affrontata con un intervento coordinato. Ma c’è un punto che resta irrisolto: quando tornerà a essere una scuola? La Ruggiero, infatti, non ha davanti soltanto il problema della derattizzazione. Il futuro dell’edificio è legato alla ricerca di nuove risorse dopo che il precedente progetto finanziato con fondi pubblici non ha portato alla realizzazione dell’intervento previsto. L’ipotesi ora è quella di intercettare nuovi finanziamenti regionali per procedere alla riqualificazione del plesso. Per il quartiere la questione è particolarmente rilevante. La chiusura della scuola ha infatti costretto gli alunni a essere trasferiti in altre strutture. Anche per il prossimo anno scolastico la soluzione dovrebbe restare provvisoria, con le classi distribuite tra via Barducci e il plesso della primaria di San Benedetto, in viale Lincoln. La cronaca degli ultimi mesi racconta quindi due problemi distinti ma collegati: prima l’emergenza igienico-sanitaria, con la presenza dei ratti e la conseguente chiusura; poi la difficoltà di dare una prospettiva stabile a un edificio scolastico che continua a rimanere fuori uso. La derattizzazione rappresenta un passaggio necessario, ma non chiude la vicenda. Per riaprire la Ruggiero serviranno infatti interventi più ampi, risorse e un progetto capace di riportare l’edificio a condizioni adeguate per ospitare nuovamente studenti e personale. Intanto, a distanza di mesi dalla chiusura, la scuola resta vuota e il quartiere continua ad aspettare una soluzione definitiva.
