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Alla Vanvitelli il confronto nazionale sull’effettività della giurisdizione
Una riflessione di ampio respiro sul significato della giustizia, sulla sua evoluzione storica e sulle sfide che attendono il sistema giudiziario contemporaneo. È questo il filo conduttore del convegno “L’effettività della giurisdizione. Storia e prospettive”, che si è tenuto venerdì 16 ottobre nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, su iniziativa del Dipartimento di Scienze Politiche.
L’appuntamento ha posto al centro del dibattito una questione fondamentale per lo Stato di diritto: la capacità della giurisdizione di garantire non soltanto il riconoscimento formale dei diritti, ma anche la loro tutela concreta, attraverso strumenti processuali realmente efficaci. Un tema di particolare attualità, in una fase storica nella quale il funzionamento della giustizia, la durata dei procedimenti, le garanzie individuali e il rapporto tra cittadini e istituzioni continuano ad alimentare il confronto pubblico. Ad aprire i lavori, secondo il programma, i saluti istituzionali del professor Francesco Eriberto d’Ippolito, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, che, da noi ascoltato, ha sottolineato come «la giurisdizione appartiene ai valori costituzionali del nostro Paese». Subito dopo i saluti d’apertura dell’avvocata Angela Del Vecchio, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere. L’introduzione è stata affidata al professor Orazio Abbamonte, mentre la presidenza della sessione mattutina è stata assegnata al professor Giacomo Pace Gravina, dell’Università di Messina. Particolarmente significativo il parterre dei relatori, con studiosi provenienti da diversi atenei italiani ed esponenti delle professioni giuridiche. Tra gli interventi previsti, quello dell’avvocato Camillo Cancelliaro, consigliere del Consiglio Nazionale Forense, dedicato all’effettività della giurisdizione domestica, e della professoressa Floriana Colao, dell’Università di Siena, che ha affrontato il tema dell’errore giudiziario e della sua riparazione attraverso una ricostruzione storica. Spazio anche al ruolo della funzione notarile nella tutela giurisdizionale, con il notaio Paolo Guida, e al rapporto tra effettività e garanzie, con Raffaele Piccirillo, procuratore generale della Corte di Cassazione, che ai nostri microfoni ha dichiarato: «La giurisdizione effettiva deve essere tale anche nella realizzazione delle garanzie. Bisogna cambiare l’opinione comune che spesso la percepisce paradossalmente come ostacolo al raggiungimento dei risultati prefissi». Il professor Vincenzo Zeno Zencovich, dell’Università Roma Tre, ha invece proposto una riflessione sulla giurisdizione come servizio sociale. La sessione pomeridiana, presieduta dai professori Antonio Cappuccio e Stefano Vinci, ha ampliato ulteriormente il confronto, con contributi dedicati alla proporzionalità come misura dell’effettività, al giudizio come trasposizione storica del fatto, all’accertamento giudiziale e all’evoluzione delle forme processuali. Tra i protagonisti, il Prof. Antonio Tisci ha sottolineato che «la giurisdizione deve essere aperta alla comprensione dei giovani, affinché si evidenzi il suo carattere di concretezza e di soluzione concreta e non avulsa dai problemi delle persone che, a tutti gli effetti, hanno un volto nella vicinanza dello Stato ai cittadini». Particolarmente interessanti gli interventi di Filomena D’Alto, Giovanna Maria Sciuto, Claudia Iodice, Francesco Ciccolo, Micaela Di Giorgio, Francesco Gastamacchia e le conclusioni che sono state affidate al professor Francesco Mastroberti, dell’Università di Bari Aldo Moro. L’iniziativa ha rappresentato anche un’importante occasione di dialogo tra università, magistratura e avvocatura, valorizzando la dimensione interdisciplinare della ricerca giuridica.
Per la Vanvitelli e per il Dipartimento di Scienze Politiche, guidato da Francesco Eriberto d’Ippolito, il convegno si inserisce nell’attività di approfondimento scientifico e di confronto con le istituzioni, rafforzando il ruolo di Caserta come sede di incontri accademici di rilievo nazionale. Il messaggio al centro della giornata è chiaro: una giustizia può dirsi realmente efficace soltanto quando riesce a trasformare i diritti riconosciuti dall’ordinamento in garanzie effettive per i cittadini.
