Antonio Limone Direttore dell'Asl di Caserta
Il Direttore dell’Asl di Caserta Antonio Limone ha commentato la firma del protocollo d’intesa con la sovrintendenza dei beni culturali e il commissario prefettizio di Marcianise per la custodia ed esposizione di alcuni oggetti di epoca pre romana ritrovati nel rione Santella durante gli scavi per l’ampliamento dell’ospedale di Marcianise. «C’è una straordinaria presenza di insediamenti pre romani e questo nell’area di Marcianise rappresenta un elemento molto significativo in archeologia. Questi reperti sono molto importanti: si tratta di un cimitero pre romano, che sono il segno di una presenza di questa comunità in quel luogo. Avere visto i monili, anche questi oggetti artistici, queste anforette ben dipinte, insomma rappresentano un’emozione. Ora che cosa ha a che fare tutto questo con la sanità? Noi avevamo chiesto alla Sovrintendenza la possibilità di esporre in vetrine custodite questi cimeli. Non è completamente stupido né erroneo immaginare che una persona che va in un ospedale a curarsi possa anche godere di questa bellezza artistica, di questi reperti così tanto preziosi.
Perché, come dire, avere un posto destinato alla memoria e questo luogo destinato alla memoria di quei reperti, ci dà anche il senso di dove siamo, dell’evoluzione del percorso umano. Passare da monili e armi primordiali alla tecnologia moderna è il segno del grande passo nei tempi che ha compiuto l’umanità. Consumarlo in un ospedale potrebbe avere questo senso.
L’arte ti allevia la sofferenza e dà bellezza a tutto il contesto. Non ci è sembrato sbagliato e abbiamo sottoscritto un protocollo d’intese col commissario prefettizio del comune di Marcianise, col sovrintendente dei beni culturali di Caserta e riteniamo che questo può essere un esempio virtuoso tra amministrazioni pubbliche che si occupano anche di dare lustro a quelli che sono alcuni reperti archeologici che rappresentano sembolicamente una storia importante che è quella dell’area marcianisana».
Direttore, sotto la sua gestione stiamo vedendo tante cose positive, tante positività per quanto riguarda la sanità in provincia di Caserta ma c’è ancora tanto da fare?
«Questa è una trincea e nelle trincee si lavora. Cerchiamo di evitare i proiettili ma anche di fare un’azione importante. Questa è un’Asl che ha spesso attacchi pubblici e il cittadino non si sente custodito. Io vorrei che cambiasse la percezione di noi, vorrei che la sanità pubblica avesse la possibilità di essere protagonista al servizio della salute della città di Caserta, della provincia di Caserta, di tutti e 104 i comuni.
Questo è il nostro obiettivo e non nascondo che qui si lavora incessantemente per raggiungere questo scopo. Noi dobbiamo dare sanità alle persone che hanno soprattutto più bisogno perché gli ultimi, quelli che hanno più bisogno, quelli che sono più abbandonati, hanno bisogno di una maggiore azione sociale di sanità. Essere al servizio della popolazione di questa provincia per me è un obbligo molare e l’Asl in questo sta dando buoni risultati perché in quest’Asl, credetemi, ci sono fior di professionisti».
