Un tombino in condizioni pessime, una situazione di evidente pericolo e, secondo quanto denunciano alcuni cittadini, tre giorni di segnalazioni senza che sia ancora arrivato un intervento per mettere l’area in sicurezza. La situazione si registra sul lungomare di Mondragone, all’altezza del Lido Patrizia, dove il tombino rappresenta un serio ostacolo per chi percorre la zona. Un dissesto che, soprattutto nelle ore di maggiore affluenza, potrebbe provocare cadute e conseguenti infortuni, con particolare rischio per pedoni, bambini, anziani e persone con difficoltà motorie. Il problema, raccontano i cittadini, non sarebbe stato scoperto soltanto oggi. Da tre giorni vengono effettuate segnalazioni alle forze dell’ordine, con la richiesta di un intervento urgente e soprattutto di una semplice operazione di messa in sicurezza dell’area. Ma, denunciano i cittadini, nulla sarebbe ancora stato fatto. A segnalare direttamente la situazione è stato anche Aniello Smoraldi, coordinatore provinciale di Free Caserta, che avrebbe contattato le forze dell’ordine per chiedere un intervento. Anche in questo caso, secondo quanto riferito, il problema resta irrisolto. E qui nasce la domanda più pesante: quanto deve essere grave un pericolo prima che qualcuno intervenga? Perché davanti a un tombino dissestato e potenzialmente pericoloso non dovrebbe servire aspettare che qualcuno cada, si faccia male e finisca al pronto soccorso per capire che è necessario intervenire. Non si tratta di chiedere un’opera pubblica complessa o un intervento che richieda mesi di progettazione. Si tratta prima di tutto di mettere in sicurezza un punto pericoloso, impedendo che qualcuno possa farsi male. Il lungomare, soprattutto nel periodo estivo, è uno dei luoghi maggiormente frequentati della città. Migliaia di persone lo percorrono quotidianamente e proprio per questo una situazione di pericolo non può essere lasciata senza risposta. La denuncia di cittadini e Smoraldi punta quindi il dito non soltanto contro il degrado del tombino, ma soprattutto contro l’assenza di una risposta tempestiva alle segnalazioni. Tre giorni di telefonate e segnalazioni, raccontano i cittadini, e il pericolo è ancora lì. Il tombino non aspetta. Chi ci passa davanti, invece, rischia di finirci dentro. A questo punto l’auspicio è che chi ha competenza sulla strada intervenga immediatamente, transennando o segnalando il punto e procedendo successivamente al ripristino. Perché la sicurezza delle persone dovrebbe venire prima di tutto. E soprattutto, non si dovrebbe aspettare l’incidente per accorgersi che un incidente poteva essere evitato.
