Gli 80 anni di Gaetano Signore diventano una festa del cuore. I ragazzi del Gladiator 1988/89 si ritrovano per riabbracciare l’uomo che li guidò verso una promozione rimasta nella storia. E a quella tavola ci saranno anche gli amici di sempre, tra cui Salvatore Perrelli, ex calciatore della Casertana e capitano di quella storica squadra.
Gli 80 anni di Gaetano Signore diventano una festa del cuore. I ragazzi del Gladiator 1988/89 si ritrovano per riabbracciare l’uomo che li guidò verso una promozione rimasta nella storia. E a quella tavola ci sarà anche Marco Fazzi, attraverso il ricordo e la presenza di Michele Motta. Ci sono fotografie che ingialliscono, maglie che con il tempo diventano cimeli, partite che finiscono negli almanacchi. E poi ci sono i legami che il tempo non riesce a consumare. È questa la storia di Gaetano Signore e dei suoi ragazzi del Gladiator 1988/89. Una storia che sabato 26 settembre, tornerà a vivere attorno a una tavola, quasi quarant’anni dopo quella stagione che cambiò per sempre la memoria di quella squadra. Gaetano Signore ha compiuto 80 anni il 15 settembre. Il compleanno lo ha festeggiato in famiglia, ma per i suoi ragazzi non poteva finire lì. Perché ci sono persone che non si possono salutare con un semplice “buon compleanno”. Ci sono persone alle quali, dopo tanti anni, bisogna dire grazie. E allora eccoli di nuovo insieme. Quei ragazzi che oggi hanno i capelli bianchi, le loro famiglie, le loro vite, le loro strade. Ma che quando parlano del Gladiator 1988/89 tornano per un istante giovani. Tornano a quella squadra. A quel campo. A quelle domeniche. A quella promozione. E soprattutto tornano a quel presidente.
Il coraggio di crederci
Gaetano Signore arrivò alla guida del Gladiator nella stagione 1987/88, dopo due retrocessioni consecutive. Non era il momento più semplice per prendere in mano una società. Servivano coraggio, passione e la disponibilità a mettersi in gioco. Signore lo fece. Quella prima stagione fu di transizione. Poi arrivò il 1988/89. E arrivò la rinascita. Il Gladiator vinse il campionato e conquistò la promozione in Serie D. Una vittoria sportiva, certo. Ma per chi c’era significò molto di più. Significò dimostrare che dopo una caduta ci si può rialzare. Che una squadra può tornare a credere in se stessa. Che dietro una maglia non ci sono soltanto undici giocatori, ma uomini, sacrifici, sogni e persone disposte a condividere tutto questo. Signore rimase poi alla guida della società anche nella stagione successiva, quella della quarta serie, in un percorso sempre più impegnativo anche dal punto di vista economico. Una parte importante della sua vita era ormai diventata il Gladiator. E il Gladiator, senza saperlo, stava diventando una parte importante della vita di quei ragazzi.

Una maglia con scritto 80, ma dentro ci sono quasi quarant’anni.
Per il suo ottantesimo compleanno hanno preparato una maglia. Sul davanti e sulla schiena, il numero 80 e il suo cognome. Un numero che racconta gli anni vissuti. Ma che, guardando quella maglia, sembra raccontarne molti di più. Perché dentro quell’80 ci sono anche i quasi quarant’anni trascorsi da quella promozione. Ci sono le telefonate. Le cene. Gli incontri. Le fotografie. Le risate. Le partite raccontate ancora e ancora. E soprattutto ci sono persone che, nonostante il tempo, continuano a sentirsi parte della stessa squadra. Poi c’è una targa. E quella targa forse dice tutto. “A ricordo della storica cavalcata 1988/89, scritta con la passione di chi ci ha fatto da guida e da esempio. Una pagina indelebile nella storia del Gladiator e nei nostri cuori nerazzurri.” E infine: “Con immutato orgoglio e infinito affetto, i tuoi ragazzi del Gladiator 1988/89.” È difficile trovare parole più belle. Perché a 80 anni, forse, il regalo più prezioso non è quello che si può mettere in una scatola. È sapere di essere ancora nei cuori delle persone. E a quella tavola ci sarà anche chi non potrà esserci Sabato ci sarà anche Michele Motta, in rappresentanza del compianto Marco Fazzi. E sarà impossibile non pensare a lui. Perché nelle vecchie squadre ci sono anche assenze che diventano ricordi. Ci sono compagni che non possono più sedersi a tavola, ma che continuano ad avere un posto preciso nella memoria di chi li ha conosciuti. Michele porterà con sé anche quel ricordo. E così, quando i ragazzi del Gladiator 1988/89 saranno nuovamente tutti insieme, idealmente non mancherà nessuno. Perché una squadra vera non lascia indietro nessuno.

Il regalo più bello sarà esserci
Forse Gaetano Signore non si aspetterà altro. Non serviranno grandi discorsi. Basterà guardarli. Guardare quei ragazzi che dopo 37-38 anni sono ancora lì. Qualcuno sarà cambiato, qualcuno avrà più rughe, qualcuno farà fatica a riconoscersi nelle fotografie di allora. Ma basterà una battuta, un ricordo, il nome di una partita, e improvvisamente il tempo tornerà indietro. Perché il calcio ha una cosa che nessun risultato può raccontare fino in fondo: può regalarti persone che rimangono nella tua vita anche quando il campionato è finito da decenni. E forse è proprio questo il senso della festa. Non celebrare soltanto gli 80 anni di un uomo. Ma celebrare un pezzo di vita condivisa. Una storia fatta di calcio, amicizia, sacrifici, vittorie e ricordi. Una storia che non è rimasta chiusa in un vecchio album. È ancora viva. È nelle telefonate di Gaetano ai suoi ragazzi. È nelle cene organizzate per ritrovarsi. È nella maglia con quell’80. È nella targa. È nel ricordo di Marco. È negli occhi di chi, quando sente nominare il Gladiator 1988/89, per un attimo torna giovane. E allora, sabato, non sarà semplicemente una cena. Sarà un abbraccio lungo quasi quarant’anni. Un abbraccio a un presidente. A un gruppo. A una squadra. A chi c’è ancora. A chi non c’è più. E a tutti quei sogni che, qualche volta, il calcio riesce a trasformare in ricordi eterni. Buon compleanno, presidente Gaetano. I tuoi ragazzi sono ancora qui. E questa, forse, è la vittoria più bella di tutte.
