Giugno 2026 segna un momento importante per la comunità leuciana. Dopo anni di proteste e richieste, lo Scalone è stato finalmente liberato da transenne e catene che ne impedivano il libero e legittimo accesso al Belvedere, restituendo ai cittadini e ai visitatori uno dei luoghi simbolo del Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio. Per i residenti, però, questo rappresenta soltanto il primo risultato di un percorso ancora lungo. Restano infatti aperte numerose questioni che continuano a penalizzare l’immagine e la fruibilità di San Leucio. La comunità leuciana annuncia che continuerà a vigilare affinché gli impegni assunti vengano rispettati. «Sarà una battaglia difficile, ma San Leucio non molla», è il messaggio che arriva con forza dai cittadini. San Leucio, riconosciuto come Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio e inserito nel patrimonio mondiale dell’UNESCO, rappresenta un patrimonio storico, culturale e identitario di valore universale. Per questo motivo, la comunità chiede rispetto, tutela e interventi concreti, affinché un luogo di tale importanza possa finalmente essere restituito alla sua piena dignità. Sulla vicenda la nostra redazione ha intervistato Michele Visca (FdI), che ha commentato la riapertura dello Scalone e le prospettive per il futuro della borgata. «Vorrei poter dire che finalmente la comunità di San Leucio, quella delle frazioni adiacenti, Caserta e soprattutto i turisti – anche se ancora troppo pochi perché non ci sono reali politiche attrattive cittadine – possono usufruire dello Scalone riaperto dopo anni», ha dichiarato Visca. Ha poi ricordato il percorso che ha portato alla riapertura: «Ci sono state tante battaglie, tante richieste formali e tanti passaggi mediatici. Tuttavia, solo grazie alla pressione dell’associazione Corteo Storico si è potuti raggiungere l’obiettivo della riapertura». Infine, Visca ha ribadito l’impegno per il futuro: «C’è ancora molto da fare per dare dignità alla borgata e restituirle il giusto lustro che merita in considerazione della sua storia. Ovviamente non ci fermeremo, poiché ne abbiamo fatto un obiettivo del nostro lavoro nel campo sociale, perché i casertani meritano di più».
