Caserta celebra Sant’Antonio: fede, storia e sfide sociali nel ricco cartellone dell’edizione 2026
Fede secolare e sfide della modernità si intrecciano nel cuore di Caserta. Lastorica Parrocchia di Sant’Antonio di Padova, situata in Corso Giannone e guidata da don Gianmichele Marotta, apre le porte alla città con il progetto “Costruiamo la Pace” per vivere i giorni più intensi del suo anno liturgico. Il cartellone dei festeggiamenti dedicati al Santo Patrono per l’edizione 2026 non si limita ai soli riti tradizionali, ma trasforma la chiesa in un vero e proprio “planetario della conoscenza”, un polo di aggregazione culturale e sociale per tutta la cittadinanza. Sotto il motto “Costruiamo la pace”, la parrocchia sta vivendo due settimane di appuntamenti iniziati il 31 maggio e con termine il 14 giugno, tra la solenne Tredicina, concerti, incontri sulle nuove dipendenze e l’attesa testimonianza di don Gabriele Vecchione. Il programma, che affonda le sue radici nella profonda devozione cittadina iniziata nel 1335 con Pietro da Sparano, si sviluppa seguendo un fitto calendario in ordine rigorosamente cronologico, offrendo una preziosa sintesi tra spiritualità cristiana, patrimonio artistico e attenzione agli ultimi.
Il clima di festa si è aperto ufficialmente il 31 maggio con l’inizio della solenne Tredicina, presieduta da don Gianmichele Marotta. Ogni sera, l’altare maggiore si anima con il Santo Rosario alle 18:30, seguito dalla Messa e dal suggestivo rito che prevede la benedizione con la reliquia del Santo. I fedeli sono accompagnati dal canto del celebre “Si quaeris”, inno composto nel 1233 da fra’ Giuliano da Spira.
A segnare il connubio tra religione e identità locale è stata la giornata di mercoledì 3 giugno. Dal punto di vista spirituale, la celebrazione ha accolto Fr. Giovangiuseppe Cecere OFM, a ricordo della storica presenza francescana nell’area. In serata, si è aperto ufficialmente il ciclo degli “Incontri Culturali” con un dibattito intitolato “La Chiesa di Sant’Antonio: Arte, Storia e Antiche tradizioni”. L’evento ha visto gli interventi del docente Pietro di Lorenzo, figura eclettica della ricerca storico-artistica e scientifica, e di Maria Carmen Masi, storica dell’arte del Ministero. Al centro dell’incontro, il profondo legame architettonico della parrocchia con la Starza Grande, il Palazzo del Principe e i signori Acquaviva.
Nel solco dell’impegno civile, venerdì 5 giugno la parrocchia ha ospitato una riflessione lucida e necessaria su un’emergenza contemporanea: l’Internet Addiction Disorder (IAD). Affrontando le patologie digitali in modo laico e scientifico, il dibattito ha accolto due esperti di punta: Pietro Scurti (dirigente psicologo presso il Ser.D. dell’Asl Napoli 2 Nord e autore di saggi in materia) e Gianpaolo Carotenuto (psicoterapeuta sistemico-relazionale ed esperto in EMDR). L’obiettivo è supportare le famiglie e gli adolescenti, fornendo strumenti concreti per gestire il disagio nell’era dei social e ripristinare legami relazionali sani.
Il percorso spirituale accelera a partire da oggi, mercoledì 10 giugno, con l’inizio del Triduo Solenne che coinvolge figure d’eccezione, incorniciato ogni sera, dalle 18:00, dall’Adorazione Eucaristica. Il primo giorno vede all’altare padre Ivan Agresta SJ, animatore del Pontificio Seminario Campano Interregionale di Napoli. A seguire, alle ore 20:00, lo spazio è tutto per l’arte con il concerto “In-Canto di Pace”. Un evento che porta in scena le eccellenze delle scuole musicali della città, riunendo in un’unica armonia l’AMC Istituto di Musicologia (guidata dalla direzione artistica di Rosalba Vestini), l’Accademia Musicale Yamaha (di Mena Santacroce), l’Associazione Musicale Claudio Abbado (diretta da Francesca Masiello) e la Nuova Accademia Toscanini direttore artistico il Maestro Franco Damiano).
Uno dei momenti più attesi di tutto il programma è fissato per giovedì 11 giugno. Dopo la Messa del Triduo presieduta dallo stesso ospite, alle 19:45 l’attenzione si sposterà sull’incontro-catechesi dedicato alla presentazione del libro “VORREI CHE FOSSI QUI – Variazioni sulla Settimana Santa” (Piemme), scritto da don Gabriele Vecchione. Giovane sacerdote romano (classe ’88), dal 2025 cappellano dell’Università “La Sapienza”, don Gabriele porta a Caserta la sua grande esperienza nelle “periferie esistenziali”. Nel 2024 ha fondato la realtà «Comunità San Filippo Neri – E poi?», un porto sicuro per ragazzi e ragazze con storie di estrema fragilità. Moderato da Maria Santoro (tutor del Progetto Policoro diocesano) e curato dai giovani della parrocchia, l’incontro offrirà una rilettura contemporanea del Vangelo filtrata proprio attraverso gli occhi e le ferite degli ultimi, trasformando la teologia in autentica vita vissuta.
L’ultimo giorno del Triduo, venerdì 12 giugno, è affidato alla predicazione di padre Jacopo Papi OMI, Direttore della Pastorale Giovanile di Capua. Ma la giornata culminerà in una spettacolare e sentita serata di preghiera giovane intitolata “La Notte dei Miracoli”. L’appuntamento, organizzato dai giovani del CGS Ubuntu e dall’Azione Cattolica, si terrà alle ore 20:00 all’esterno della chiesa, precisamente presso l’Ingresso della Reggia di Caserta su Corso Giannone, unendo così la bellezza monumentale della città al raccoglimento in vista della festa.
Il gran finale dei festeggiamenti arriva sabato 13 giugno, giorno della Solennità di Sant’Antonio. La parrocchia aprirà le porte all’alba, accogliendo il flusso ininterrotto di fedeli con celebrazioni eucaristiche che si susseguiranno per tutta la mattina (dalle 8:30 alle 12:30) e nel pomeriggio, distribuendo a tutti i tradizionali “panini del Santo”, antico segno di carità. Il momento più alto si vivrà alle ore 19:00 con la Solenne Concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo di Caserta, Mons. Pietro Lagnese. Il sipario sull’intensa rassegna antoniana calerà definitivamente domenica 14 giugno: al termine della Messa delle 18:00, la statua del Santo Patrono uscirà dalla chiesa per abbracciare l’intera comunità in una suggestiva Processione che attraverserà le vie della città. Un momento corale in cui le preghiere sussurrate per due settimane si tramuteranno, fisicamente, in cammino.

