In un’epoca in cui spesso il successo viene misurato dalla capacità di andare via, c’è chi sceglie consapevolmente di restare. Non per mancanza di opportunità, ma perché ritiene che il valore di una carriera trovi pieno significato quando viene restituito alla comunità in cui si vive. La storia di Michele Visca racconta proprio questo. Da diciassette anni lavora in uno dei settori più delicati dello Stato, la meteorologia aeronautica dell’Ente Nazionale Assistenza al Volo, dove ogni decisione contribuisce alla sicurezza di migliaia di passeggeri. Parallelamente ha scelto di investire nella formazione conseguendo la laurea magistrale in Giurisprudenza, è dirigente sindacale nazionale, dirigente di Fratelli d’Italia, responsabile di una squadra di basket amatoriale e protagonista di numerose iniziative culturali attraverso la Pro Loco Antico Borgo di Vaccheria. Percorsi diversi che, ascoltando le sue parole, sembrano avere un unico denominatore comune: il desiderio di restituire qualcosa al territorio in cui è nato. In una città come Caserta, spesso raccontata solo per le sue criticità, Visca rivendica invece il valore dell’impegno quotidiano e della partecipazione civica.
Michele Visca, il suo percorso professionale si sviluppa da oltre diciassette anni in un settore strategico come la meteorologia aeronautica. Cosa significa assumersi quotidianamente la responsabilità di contribuire alla sicurezza del traffico aereo?
«Significa essere consapevoli che ogni decisione può incidere sulla sicurezza delle persone. Lavoro nella torre di controllo dell’aeroporto di Napoli, dove ogni trenta minuti elaboriamo il bollettino meteorologico aeronautico e ogni due ore predisponiamo le previsioni per il volo. Quando le condizioni meteorologiche lo richiedono effettuiamo briefing con i piloti affinché decolli e atterraggi avvengano nelle migliori condizioni possibili. È una professione che richiede aggiornamento continuo, disciplina e massima concentrazione.»
Pur avendo una carriera consolidata, ha scelto di conseguire una laurea magistrale in Giurisprudenza. Quanto ritiene che la formazione continua rappresenti un valore per chi ricopre ruoli di responsabilità?
«Credo che una persona non debba mai smettere di studiare. Durante il Covid ho deciso di mettermi nuovamente in gioco, conseguendo prima la laurea in Scienze Giuridiche e poi quella magistrale in Giurisprudenza. È stata una scelta personale, perché migliorarsi significa essere più preparati anche ad affrontare le responsabilità quotidiane.»
L’attività sindacale richiede capacità di ascolto, mediazione e tutela dei diritti. Qual è il principio che guida il suo impegno nella rappresentanza dei lavoratori?
«L’ascolto. Prima di ogni decisione bisogna comprendere le esigenze delle persone. Difendere i lavoratori significa conoscere le norme, il contratto nazionale, le procedure e anche l’evoluzione della normativa europea. Solo così si possono rappresentare realmente i loro interessi.»
Da quattordici anni dirige una squadra di basket amatoriale. In che modo lo sport può diventare uno strumento di crescita sociale, educativa e di inclusione, soprattutto per i giovani?
«Lo sport è una scuola di vita. Nella nostra squadra convivono persone di età diverse che trovano un luogo di confronto, amicizia e crescita. Il basket insegna il rispetto delle regole, il valore del gruppo e la capacità di sostenersi reciprocamente.»
Il suo impegno si estende anche alla politica e alla vita amministrativa del territorio. Qual è, secondo lei, il significato autentico del servizio pubblico oggi?
«Per me fare politica significa mettersi al servizio della comunità. Da dirigente di Fratelli d’Italia vivo questo impegno come un’opportunità per contribuire, insieme ad altri, alla crescita della città. Non servono gesti eclatanti: anche piccoli risultati possono migliorare la vita dei cittadini.»
Attraverso la Pro Loco Antico Borgo di Vaccheria contribuisce alla valorizzazione delle tradizioni locali. Quanto è importante investire nella cultura e nell’identità storica di una comunità per costruirne il futuro?
«È fondamentale. Caserta possiede un patrimonio straordinario che va da San Leucio a Vaccheria, passando per Sala e Briano. Troppo spesso raccontiamo solo ciò che non funziona, dimenticando la ricchezza della nostra storia. Conoscere le proprie radici significa costruire un futuro più consapevole.»
Lei è spesso protagonista nell’organizzazione e nella conduzione di eventi sociali e culturali. Qual è il valore che un evento ben organizzato può lasciare a una comunità, oltre il momento della manifestazione?
«Un evento crea relazioni, trasmette cultura e rafforza il senso di appartenenza. Quando le persone si ritrovano attorno a un’iniziativa condividono emozioni e costruiscono legami che restano anche dopo la conclusione della manifestazione.»
Nel suo percorso convivono competenze tecniche, giuridiche, associative e organizzative. Qual è il filo conduttore che unisce esperienze così diverse?
«L’essere umano. Nel mio lavoro, nel sindacato, nello sport, nella politica e nell’associazionismo il centro è sempre la persona. Ascoltare, aiutare e confrontarsi sono valori che guidano ogni mia scelta.»
Se dovesse indicare il risultato che meglio rappresenta il suo impegno per la collettività, quale sceglierebbe e perché?
«Vorrei essere ricordato per aver contribuito, anche nel mio piccolo, a costruire una comunità più unita e più consapevole della propria identità. Credo che ogni persona possa lasciare un segno positivo.»
Guardando al futuro, quale eredità vorrebbe lasciare alle nuove generazioni e quale messaggio desidera trasmettere a chi vuole mettersi al servizio della propria comunità?
«Vorrei lasciare il valore dell’impegno. Caserta è una città bellissima che merita di essere raccontata anche attraverso le sue eccellenze. Dobbiamo imparare a prendercene cura, valorizzarla e trasmettere ai giovani l’orgoglio di appartenere a questa terra. Ognuno può fare la propria parte, senza aspettare che siano sempre gli altri a cambiare le cose.»
Le risposte di Michele Visca restituiscono il profilo di una persona che ha scelto di mettere competenze, studio e impegno al servizio del proprio territorio. In un’epoca in cui molti giovani lasciano la propria città per costruire altrove il proprio futuro, la sua è una scelta controcorrente: restare e provare a contribuire al cambiamento, senza limitarsi alla critica. È un percorso che attraversa il lavoro, il sindacato, lo sport, l’associazionismo e la politica, con un filo conduttore che trova ulteriore espressione anche nell’associazione culturale Direzione Futuro, attraverso la quale promuove iniziative dedicate alla diffusione della cultura, alla valorizzazione dell’identità locale e alla crescita civile della comunità. Un impegno che conferma la convinzione che ogni cittadino possa contribuire, con il proprio esempio e la propria partecipazione, a costruire un futuro migliore per il territorio in cui vive. L’immagine con cui conclude l’intervista sintetizza forse meglio di ogni altra il suo rapporto con il territorio. «Caserta è una bellissima donna», dice. «Una donna che deve essere corteggiata, protetta, ascoltata e valorizzata. Troppo spesso ne vediamo solo i difetti, dimenticando quanto sia ricca di storia, cultura e potenzialità. Ma, come accade con una persona che si ama, bisogna imparare a prendersene cura ogni giorno.» È una metafora che racconta non solo l’attaccamento alla città, ma anche una precisa idea di cittadinanza: amare un territorio significa conoscerlo, rispettarlo, difenderlo e contribuire, con il proprio impegno quotidiano, a renderlo migliore. Perché il futuro di Caserta, conclude Visca, non dipende soltanto dalle istituzioni, ma anche dalla capacità dei suoi cittadini di credere nelle proprie radici e di trasformare l’orgoglio di appartenenza in responsabilità condivisa.
