La povertà mestruale è una realtà spesso invisibile. Tra il costo degli assorbenti, redditi bassi e difficoltà economiche, per alcune donne anche una spesa di pochi euro al mese può diventare un problema. Gli assorbenti sono un prodotto indispensabile per milioni di donne, ma rappresentano una spesa che si ripete ogni mese per molti anni. In provincia di Caserta il tema si inserisce in un contesto economico caratterizzato da una maggiore fragilità rispetto ad altre aree del Paese. Secondo i dati Istat, il reddito mediano disponibile equivalente nella provincia di Caserta è pari a 13.600 euro nell’ultimo dato provinciale disponibile. Un indicatore che aiuta a comprendere le difficoltà economiche presenti sul territorio.
Quanto costano gli assorbenti?
Una relazione parlamentare aveva stimato un consumo medio di circa 1,5 confezioni al mese per donna in età fertile, con una spesa media di circa 5,80 euro al mese, pari a circa 70 euro all’anno. Si tratta naturalmente di una media. La spesa può aumentare in base alla marca scelta, al numero di prodotti utilizzati e alla necessità di acquistare anche salvaslip, tamponi o altri prodotti per l’igiene personale. In un bilancio familiare senza particolari difficoltà, 5 o 10 euro al mese possono sembrare una cifra contenuta. Ma per chi deve già fare i conti con affitto, bollette, alimentari e altre necessità, anche questa somma può diventare importante.
L’IVA sugli assorbenti
Negli ultimi anni l’IVA sugli assorbenti è stata oggetto di diversi interventi. Dopo le precedenti riduzioni, per il 2026 l’aliquota applicata agli assorbenti non appartenenti alle categorie già agevolate è tornata al 10%. La riduzione dell’IVA può contribuire a diminuire il prezzo finale, ma non elimina il problema per le famiglie con maggiori difficoltà economiche. Per una donna, infatti, quella degli assorbenti rimane una spesa necessaria e ricorrente.
Le voci delle donne
Per raccontare il problema da vicino, abbiamo inserito alcune testimonianze. «Quando faccio la spesa guardo sempre il prezzo degli assorbenti e cerco le offerte. Sembrano pochi euro, ma alla fine del mese ogni spesa pesa», racconta Anna, 24 anni, studentessa. Una donna di 38 anni, madre di due figli, racconta: «Ci sono mesi in cui devo stare molto attenta alle spese. Gli assorbenti sono una necessità, ma quando aumentano le bollette o ci sono altre emergenze familiari anche 5 o 10 euro possono fare la differenza». Anche tra le più giovani emerge la necessità di rendere i prodotti maggiormente accessibili. «A scuola mi è capitato di avere il ciclo e non avere un assorbente afferma Sara, 19 anni.
Quante donne a Caserta non possono permetterseli?
È questa la domanda più difficile. Non esiste un dato ufficiale che stabilisca quante donne della provincia di Caserta non siano in grado di acquistare gli assorbenti. Non sarebbe quindi corretto indicare una cifra precisa senza una specifica indagine sul territorio. I dati sulla povertà e sulla situazione reddituale, tuttavia, mostrano che una parte della popolazione vive in condizioni economiche tali da rendere difficili anche le spese quotidiane. A livello nazionale, Istat ha rilevato nel 2024 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, pari al 9,8% della popolazione. Questo dato non può essere utilizzato per stabilire quante siano le donne casertane in difficoltà nell’acquisto degli assorbenti, ma aiuta a comprendere la dimensione generale del problema economico.
Una spesa piccola, ma inevitabile
Se si considera una spesa indicativa di circa 70 euro all’anno, in 40 anni una donna potrebbe arrivare a spendere circa 2.800 euro solo per gli assorbenti, senza considerare l’aumento dei prezzi e l’acquisto di altri prodotti. È una spesa che non può essere semplicemente eliminata: il ciclo mestruale è un fenomeno fisiologico e i prodotti per gestirlo rappresentano, per molte donne, una necessità essenziale.
Il problema della povertà mestruale
La povertà mestruale non riguarda soltanto il denaro. Può significare anche non avere a disposizione il prodotto giusto nel momento necessario, essere costrette a utilizzare più a lungo un assorbente oppure rinunciare ad attività scolastiche, lavorative o sociali. Per questo il tema riguarda salute, dignità e inclusione sociale.
Cosa si potrebbe fare in provincia di Caserta
Tra le possibili iniziative ci sono la distribuzione gratuita degli assorbenti nelle scuole, nei consultori e nei servizi sociali, l’installazione di distributori negli istituti scolastici e accordi con farmacie e supermercati per rendere i prodotti più accessibili. Sarebbe inoltre utile realizzare una specifica indagine provinciale sulla povertà mestruale, chiedendo direttamente alle donne quanto spendono, se hanno difficoltà economiche nell’acquisto e se almeno una volta hanno dovuto rinunciare ai prodotti necessari. Perché il primo passo per affrontare un problema è riuscire a misurarlo. E in provincia di Caserta, oggi, sappiamo che esistono difficoltà economiche, ma non sappiamo ancora quante donne siano concretamente costrette a fare i conti con la povertà mestruale.
