Una vita (ben) spesa tra parquet, spartiti e sogni
C’è un momento, nella vita di ogni giovane atleta, in cui bisogna imparare a convivere con la pressione. Quella delle partite decisive, delle aspettative, dei sacrifici quotidiani. E poi c’è Andrea Iannotta, diciotto anni, che alla pressione ha deciso di rispondere con il lavoro, la passione e una sorprendente capacità di trovare equilibrio tra mondi apparentemente lontani.
Oggi Andrea è impegnato nell’Esame di Stato, ultimo passaggio del suo percorso al Liceo Scientifico Biomedico “Luigi Garofano” di Capua. Un traguardo che arriva dopo un anno intenso, vissuto tra libri, allenamenti e prove musicali. Un anno che gli ha già regalato una soddisfazione importante: il superamento del TOLC-I che gli consentirà di intraprendere il percorso universitario in Ingegneria alla Sapienza di Roma.
Ma per chi lo conosce, Andrea è soprattutto il ragazzo che vive di basket.
Con la maglia numero 0 della Juvecaserta 2021, una delle società simbolo della pallacanestro campana, ha partecipato a una stagione storica culminata con la promozione della prima squadra in Serie A2. Guardia dalle spiccate qualità tecniche, capace di interpretare anche il ruolo di playmaker, Andrea rappresenta il prototipo del giocatore moderno: intensità difensiva, lettura del gioco, velocità nelle transizioni e disponibilità al sacrificio per il gruppo. La crescita di un atleta passa spesso attraverso dettagli invisibili al pubblico: sedute quotidiane, preparazione atletica, lavoro individuale sul tiro, studio delle situazioni tattiche e cura della condizione fisica. Elementi che Andrea ha imparato a considerare parte integrante della propria formazione, prima ancora che sportiva, umana.
Eppure, quando il rumore del palazzetto si spegne e le luci del parquet si abbassano, esiste un altro Andrea.
È quello che prende in mano la tromba e lascia che sia la musica a parlare.
“È la mia valvola di sfogo”, racconta spesso a chi gli chiede come riesca a sostenere ritmi così intensi. La musica rappresenta per lui un rifugio, uno spazio personale in cui allontanarsi dalla pressione del risultato e dalle responsabilità quotidiane. Un luogo mentale dove ritrovare concentrazione e serenità.
La scelta della tromba non è stata casuale. Andrea è rimasto affascinato fin da subito da uno strumento capace di unire forza e controllo, energia ed eleganza. Tutte caratteristiche che, in fondo, ricordano molto anche il suo modo di stare in campo.
Da anni è parte attiva della Banda Musicale “Città di Casagiove”, storica realtà culturale del territorio nata alla fine degli anni Ottanta e divenuta nel tempo un importante punto di riferimento per la formazione musicale dei giovani. La banda continua ancora oggi a svolgere un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura musicale locale e nell’avvicinare le nuove generazioni allo studio degli strumenti a fiato.
All’interno di questa esperienza Andrea ha trovato una seconda famiglia e una guida importante nel maestro Nello Martucci, figura storica della realtà bandistica casagiovese e da anni impegnato nella crescita artistica e umana dei giovani musicisti. Martucci è considerato uno dei punti di riferimento dell’associazione musicale cittadina e continua a promuovere iniziative culturali che valorizzano il talento dei ragazzi del territorio.
Chi frequenta la banda racconta di un maestro sempre disponibile, capace di comprendere le esigenze dei giovani e di coinvolgerli anche quando gli impegni scolastici e sportivi sembrano lasciare poco spazio al resto. Un rapporto fatto di rispetto, fiducia e passione condivisa per la musica. Martucci rappresenta uno dei pilastri nella vita di Andrea, ma non è l’unico punto di forza. Dietro ogni allenamento, ogni esame superato, ogni nota suonata, c’è una famiglia che lo sostiene quotidianamente. I genitori rappresentano il suo punto di riferimento costante. Il fratello Antonio è il suo primo tifoso, quello che non perde occasione per incoraggiarlo. E poi c’è la piccola Irene, capace di strappargli un sorriso anche nei giorni più complicati. Nonostante gli impegni, Andrea continua a custodire con attenzione anche le amicizie. Quelle di sempre. Gli amici che lo accompagnano da anni e che, scherzando, non perdono occasione per riportarlo con i piedi per terra quando qualcuno lo riconosce per strada a Caserta dopo una partita. È forse proprio questa normalità a rendere speciale la sua storia. In un’epoca in cui spesso si è costretti a scegliere tra studio, sport e passioni personali, Andrea Iannotta dimostra che è possibile inseguire più sogni contemporaneamente. Servono disciplina, organizzazione e qualche rinuncia. Ma soprattutto serve la capacità di restare fedeli a se stessi.
Tra una maturità da affrontare, un futuro universitario già alle porte, il basket che continua a essere il grande amore della sua vita e la tromba che gli regala libertà, Andrea guarda avanti con la consapevolezza di chi sa che i traguardi più importanti non sono quelli già raggiunti, ma quelli che aspettano ancora di essere conquistati.
