La Caserta dei secoli passati rivela delle notizie interessanti che possono essere colte tra i registri anagrafici, riguardanti nascite, morti, battesimi e matrimoni.
In questa occasione vorrei porre l’attenzione sui mestieri, alcuni dei quali scomparsi.
Il primo che appare, nel 1811 è quello del “Galentariaro”, cioè un venditore ambulante di articoli di merceria, di piccoli oggetti di abbigliamento, di accessori di moda e di ninnoli preziosi. Le cosiddette “galantarie”, da cui appunto proviene questo termine. Sarebbe stato bello poter ascoltare la voce di questi ambulanti quando passavano per le strade di Caserta, nell’ atto di richiamare l’attenzione con i loro particolari vocalizzi. Voci oramai, quasi, scomparse, inghiottite dall’inesorabile passare del tempo. Solo in qualche paesino o qualche borgata, fino a qualche anno fa, si poteva ascoltare, saltuariamente, il richiamo di un ambulante.
Della stessa natura, nel 1822, era anche il “Sarcinellaro”, un venditore e riparatore di cinghie, corregge e sacche. Il termine sarcinella indica nell’idioma napoletano antico una borsa di tela o una piccola sacca. Come pure nel 1832, “l’Ogliararo” che distribuiva olio a domicilio.
Nel campo dei trasporti incontriamo altre figure come “il Trainante”, probabilmente addetto al traino. Nel 1830 si nota “il Volante di sua Mestà” che rappresenta un trasportatore celere di messaggi. “Il Vaticale” che trasportava nel 1832, merce a dorso di un mulo. “Il Carrese” che nel 1845 risultava essere l’artigiano o il conduttore addetto alla costruzione, manutenzione e guida dei carri agricoli e da trasporto trainati da buoi.
Proseguendo, si incontrano altre figure professionali particolari come:
Accenditore di riverberi (lampioni pubblici a specchio)
Cupellaro (fabbricante di cupelle, cioè piccole botti)
Agrimensore (specializzato nella misurazione, divisione e rappresentazione di terreni agricoli)
Allisciatore di marmo
Ammolatore ( affila lame)
Casadoglio ( salumiere)
Indoratore ( artigiano specializzato nell’applicazione di lamine d’oro o vernici dorate)
Maccaronaro
Speziale manuale ( antenato del farmacista)
Vardaro (fabbricante e riparatore di basti e selle per gli animali da soma come asini e muli)
Guarnamentaro (si occupava di fabbricare i finimenti per cselle e carrozze, comprese le briglie)
Bastaso (facchino)
Barandiere ( si occupava della gestione e pulizia di appartamenti pubblici o nobiliari)
Fruttore ( aiuto domestico pagato a giornata)
Distlllatore di spierti (viene inteso come distillatore di alcolici)
Venditore privilegiato ( per privilegiato si intende, probabilmente, emerito)
Calcarolo ( lavorante della calce)
Chiodarolo ( fabbricante di chiodi)
Flebotomo ( indicava un salassatore)
Ricevitrice dei Proietti ( colei che gestiva i neonati abbandonati nella ruota)
Zoccolaro (costruttore di zoccoli)
Ricottaro
Nel campo impiegatizio si notano termini completamente passati in disuso o scomparsi, come:
Ricevitore dei Lotti Reali
Controllore della Tesoreria Generale
Scribante
Verificatore
Armiggero Provinciale
Capitano Relatore
Gendarme Ausiliario
Giovine usciere del Tribunale Civile
Impiegato nel Consiglio di Beneficenza
Usciere del Giudicato Regio
Custode delle Reali Pescherie
Singolare era la posizione di un certo Michele Contardi di anni 32 che, nel 1825, svolgeva la professione di,“Individuo di Sua Maestà”.
Come pure, Michele Salierno, di anni 35, nel 1827 veniva definito “Guardiano di Sua Maestà”.
