La mattina del 9 gennaio del 1848, una sgradita sorpresa si presentò al Magazziniere della Real Fabbrica di San Leucio, Ferdinando Martinelli. Nel recarsi al magazzino delle stoffe si accorse che la robusta porta era stata manomessa ed era stata trafugata della seta grezza del peso di 250 libbre per un valore di settecentcinquanta ducati. Dopo aver denunciato all’Autorità Giudiziaria il furto, indicò come possibile autore un tal Salvatore C…..che, però, risultò del tutto estraneo alla cosa, per mancanza di elementi a suo carico, dopo una infruttuosa perquisizione presso la sua abitazione, posta in Briano ed in quelle di altre persone della zona (Sala , Mezzano, Casolla). Alla fine del mese vi fu un episodio che creò una valida traccia per gli inquirenti. Un certo Rodriguez, conduttore della posta tra Napoli e Campobasso, aveva tentato di vendere sottocosto della seta grezza a Don Diego Marra “cartaro” svolgente attività a Napoli, esibendo un campione della stessa ed affermando che il resto si trovava a casa sua in quel di Maddaloni. Il Marra contattò, tramite suo nipote Don Gennaro Saracino, un negoziante di sua conoscenza, Don Ferdinando Canetti e quest’ultimo si mise in contatto con un altro negoziante di seta, Luigi Amato. In breve fu chiaro a tutti che si trattava della seta rubata in San Leucio, perchè tutti gli addetti del settore erano stati messi a conoscenza dell’accaduto. Saracino e Canetti, il 6 febbraio, decisero di recarsi a Maddaloni per contattare il Rodriguez allo scopo di acquistare cento libbre della seta in questione, al prezzo di 28 carlini alla libbra. Il Canetti, strada facendo, però, deviò verso Caserta per contattare Don Giustiniano De Blasiis ( responsabile dei siti Reali di San Leucio e Caserta conosciuto, soprattutto, per aver costruito la sedia volante della Reggia di Caserta). Naturalmente il De Blasiis informò il giorno stesso l’Inquisitore di quanto era venuto a conoscenza.
Fu immediatamente ordinata una perquisizione presso l’abitazione del Rodriguez ma nulla fu trovato perchè la merce si trovava presso la suocera. Si appurò anche che era passata per varie mani, prima di arrivare in quelle del Rodriguez. Si risalì, quindi a tre individui che avevano tentato di vendere la seta al Mercato di Caserta spacciandola per roba di contrabbando. Uno di questi, Antonio S…. di Centurano, già in carcere per altro motivo, fu sospettato essere l’autore materiale del furto ma fu condannato solo per ricettazione, a sei anni di carcere. Degli altri due sospettati. la sentenza non fa menzione, forse perchè si erano dati alla latitanza.
