È disponibile in libreria e sulle principali piattaforme editoriali San Leucio. Economia e Società (1799-1829), il nuovo saggio di Ferdinando Ghidelli, accreditato studioso del meridionalismo e del Mezzogiorno d’Italia, pubblicato da Graus Editore.
Il volume nasce in occasione delle celebrazioni per i 250 anni dalla fondazione della Real Colonia di San Leucio, uno dei più singolari esperimenti economici e sociali dell’Europa tra Sette e Ottocento, voluto da Ferdinando IV di Borbone nei pressi di Caserta.
San Leucio come laboratorio di economia sociale ante litteram
L’opera propone una rilettura complessiva del fenomeno leuciano nel periodo 1799-1829, concentrandosi sull’organizzazione produttiva, sociale e normativa della colonia, fondata, principalmente, sulla lavorazione della seta.
Al centro dell’analisi vi è il cosiddetto “Codice leuciano”, l’impianto regolativo che disciplinava non solo il lavoro, ma anche la vita quotidiana, l’istruzione e i rapporti tra gli abitanti, secondo principi di uguaglianza, disciplina e responsabilità collettiva.
Secondo Ghidelli, San Leucio rappresenta “un unicum nel panorama europeo dell’epoca”, in cui l’organizzazione economica si intreccia con una visione sociale avanzata, capace di anticipare alcune riflessioni moderne sul welfare e sul rapporto tra produzione e comunità.
Un’esperienza storica tra continuità e trasformazioni
Il saggio mette in evidenza come la Real Colonia di San Leucio non possa essere letta come un’esperienza statica o conclusa in un’unica fase storica, ma come un organismo in continua evoluzione, capace di adattarsi ai profondi mutamenti politici, economici e istituzionali che attraversano il Mezzogiorno tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento.
Nel periodo analizzato, compreso tra il 1799 e il 1829, la colonia mostra una notevole capacità di resistenza e di riorganizzazione interna, mantenendo salda la propria vocazione produttiva legata alla lavorazione della seta anche in presenza di cambiamenti di sovranità, riforme amministrative e nuove dinamiche del lavoro.
Accanto alla continuità produttiva, emergono anche processi di trasformazione che riguardano gli assetti economici e istituzionali e le esigenze della comunità, che nel tempo rielabora e adatta i propri meccanismi interni senza perdere la propria identità produttiva e sociale.
Il contributo della BCC, le prefazioni e i ringraziamenti
Per il suo significativo valore storico e culturale, il volume ha ricevuto il sostegno della BCC Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli, istituto di credito cooperativo da sempre attento alla promozione di iniziative editoriali e alla valorizzazione del patrimonio culturale e identitario del territorio.
Il contributo della Banca si inserisce in una più ampia visione di responsabilità sociale, che affianca al sostegno economico un impegno concreto nella crescita culturale delle comunità locali e nella promozione della conoscenza storica.
All’interno del volume si collocano inoltre le prefazioni del Dott. Roberto Ricciardi e dell’Architetto Raffaele Cutillo, che offrono contributi complementari all’interpretazione dell’esperienza leuciana.
Il Dott. Ricciardi propone una lettura economico-istituzionale del fenomeno, evidenziandone l’attualità in termini di sviluppo sostenibile e coesione sociale. L’Architetto Cutillo approfondisce invece il rapporto tra spazio, architettura e organizzazione della comunità, mettendo in luce il valore progettuale dell’insediamento leuciano.
Ghidelli: tra ricerca storica, musica e meridionalismo
Accreditato studioso del meridionalismo, Ferdinando Ghidelli unisce alla sua attività scientifica una carriera artistica di rilievo internazionale come musicista eclettico. È inoltre Consulente dell’Archivio di Stato di Caserta, diretto dalla Dott.ssa Fortunata Manzi.
Le dichiarazioni dell’autore
“San Leucio non è soltanto un episodio della storia borbonica, ma un laboratorio sociale che continua a interrogare il presente”, afferma Ghidelli. “L’obiettivo del lavoro è restituire complessità a un’esperienza che unisce produzione, diritti e organizzazione comunitaria in una visione sorprendentemente moderna”.
Il riferimento alle celebrazioni dei 250 anni della Real Colonia sottolinea l’autore rappresenta “l’occasione per rileggere criticamente un modello che ha saputo coniugare sviluppo economico e coesione sociale”.
Conclusioni dell’autore
“San Leucio non è un capitolo chiuso della storia borbonica: è un’esperienza che parla ancora al presente”, afferma Ferdinando Ghidelli. “Dentro quella realtà convivono lavoro, diritti e organizzazione sociale in una forma che anticipa molte delle questioni che affrontiamo oggi”.
“Il punto centrale del mio lavoro è questo: San Leucio dimostra che sviluppo economico e coesione sociale possono coesistere”, prosegue. “Non sono dimensioni opposte, ma parti di un equilibrio possibile quando esiste una visione complessiva del modello produttivo e comunitario”.
“Rileggere San Leucio significa anche restituire complessità alla storia del Mezzogiorno”, aggiunge Ghidelli. “Troppo spesso il Sud viene raccontato attraverso schemi semplificati, mentre esperienze come questa mostrano capacità di innovazione, organizzazione e progettazione sociale di grande rilievo”.
Infine: “Le celebrazioni per i 250 anni della Real Colonia non sono solo un momento commemorativo. Sono un’occasione per riflettere su cosa significa oggi parlare di sviluppo, comunità e lavoro. San Leucio ci costringe a porci domande ancora attuali”.
Un’opera nel solco degli studi sul meridionalismo
Con questo saggio, Ghidelli contribuisce al dibattito contemporaneo sul meridionalismo, proponendo una lettura di San Leucio come esperienza storica capace di dialogare con le categorie attuali di sviluppo, welfare e organizzazione del lavoro.
Il volume si inserisce così in un filone di studi che rileggono il Mezzogiorno non solo come spazio storico e produttivo, ma come laboratorio di sperimentazione sociale e culturale.

