Fotografo: Giuseppe Sorbo
Il primo appuntamento della IX edizione di ‘Maestri alla Reggia’ ha visto ospite nel secondo monumento più importante d’Europa Jasmine Trinca, attrice di fama nazionale intervistata dal critico cinematografico Federico Pontiggia. Un dialogo profondo in cui l’attrice ha evidenziato il suo desiderio giovanile di raccontare storie, una grande passione artistica che l’ha condotta alla carriera cinematografica. Jasmine Trinca, è attrice completa, tra le più apprezzate, ma soprattutto profonde del panorama cinematografico italiano: debutta al cinema nel 2001 con ‘La stanza del figlio di Nanni Moretti’ e negli anni successivi lavora con registi come Michele Placido, Sergio Castellitto e Valeria Golino. Nel corso della sua carriera riceve importanti riconoscimenti: il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista nel 2017, il David di Donatello nella stessa categoria nel 2018, e nuovamente entrambi i premi per ‘La dea fortuna’ di Ozpetek nel 2020. La Trinca ha ripercorso i film che hanno impresso la sua carriera artistica e condiviso con la platea presente nella Reggia di Caserta, pensieri sull’energia vitale che guida il suo lavoro, fino al debutto alla regia di un lungometraggio con Marcel!, presentato al Festival di Cannes. La manifestazione è stata realizzata dall’Ateneo Vanvitelli, grande come sempre l’impegno instancabile della professoressa universitaria Lucia Monaco, con l’ausilio di Cineventi società guidata dalla direzione artistica di Remigio Truocchio, l’organizzazione da sempre riesce a dare una grande importanza culturale, ma soprattutto artistica e sociale alla città di Caserta. L’evento ha il supporto della Reggia di Caserta, con la storica collaborazione del Comune di Caserta, dell’Associazione Amici della Reggia di Caserta e con il contributo economico della Camera di Commercio. L’attrice ha espresso la sua emozione nel parlare della sua carriera artistica iniziata quasi per caso, quando aveva 18 anni, e diventata negli anni uno dei percorsi più interessanti del cinema italiano contemporaneo. Jasmine si racconta e dichiara apertamente ai microfoni di Radio Caserta Tv che diventare attrice non era affatto nei suoi progetti: “Il mio sogno era un altro: fare l’archeologa. Una passione rimasta nel cassetto, che racconta di una donna attratta dalla ricerca, dalla conoscenza e dalla scoperta, qualità che sembrano accompagnarmi nel mio lavoro artistico. Il cinema è entrato totalmente nella mia vita inaspettatamente, attraverso l’incontro con Nanni Moretti, quando avevo solo 18 anni. Mi ricordo che per andare a quell’incontro, ancora studentessa delle superiori, decisi di firmare da sola la giustifica, ed a quanto pare, visto il risultato odierno, ho fatto proprio una scelta giusta. Da quella scelta, è iniziata la mia crescita, ma soprattutto la mia carriera artistica con il cinema. Dopo Nanni Moretti nel 2001, pochi anni dopo, è arrivata ‘La meglio gioventù’ di Marco Tullio Giordana”. La chiacchierata di ieri sera è solo la conferma di tutto questo. Ieri nel Vestibolo della Reggia di Caserta si è ripercorso con Jasmine Trinca tutta la moltitudine di temi, generazionali e non, che attraversano il cinema italiano. Per l’attrice la capacità di trasformarsi è uno degli aspetti più affascinanti della sua recitazione: “E’ una cosa incredibile. A ogni interpretazione cambio lo sguardo, i gesti, l’espressività, e persino l’aspetto, restituendo ad ogni mia interpretazione una figura nuova e assolutamente credibile. Il cinema è una cura terapeutica, mi ha aiutato a superare un grave lutto. La recitazione è qualcosa di complesso, delle volte il proprio mondo emozionale si confonde con il ruolo che ci si trova ad interpretare e viceversa. La scommessa è quella di conquistare il pubblico con interpretazioni intense e mai scontate”. Accettare le occasioni, mettersi alla prova e affrontare sempre ogni esperienza con serietà sono elementi che hanno contribuito alla crescita della personalità artistica della Trinca. Importante la sua spiegazione sull’apprendimento dei metodi di lavoro: “Il rigore del metodo di lavoro di Nanni Moretti rappresenta per me, il riferimento significativo per comprendere l’importanza della disciplina e dell’attenzione ai dettagli. Nanni è molto meticoloso nella strutturazione di una scena ed è molto attento anche al fatto che gli arredi ad esempio, siamo perfettamente ordinati e perfetti. Ho avuto tanti registi dove ho capito la vera essenza del cinema, il tutto rappresenta sempre per me una vittoria”. Con Jasmine Trinca, Maestri alla Reggia, aperto dai saluti della Prof.ssa universitaria Lucia Monaco e dalla nuova rettrice dell’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ Prof.ssa Lucia Altucci, inaugura una nuova edizione culturale ed artistica all’insegna del confronto e dell’approfondimento, confermando il proprio ruolo di spazio e di incontro tra il pubblico e i protagonisti del cinema italiano. Prossimo appuntamento il 4 novembre alle 18.00 con Anna Foglietta, attrice che ha saputo unire popolarità e ricerca autoriale.

Fotografo: Giuseppe Sorbo
