C’è grande fermento nel panorama culturale casertano per il nuovo appuntamento in programma sabato 31 ottobre alle ore 18:00 presso le suggestive sale del Museo Diocesano di Caserta. Si preannuncia una serata dal forte impatto emotivo e concettuale, capace di far dialogare la memoria storica con le espressioni più vive dell’arte contemporanea. Al centro dell’evento c’è l’inaugurazione di “Reliquie”, l’attesa mostra personale di ERK14, che aprirà ufficialmente i battenti con un atteso vernissage e resterà visitabile, animando i fine settimana della struttura, fino a domenica 15 novembre.
L’esposizione segna il ritorno negli storici spazi del museo di “Hearth: Art Starts Here”, l’ambizioso progetto culturale ideato e coordinato da Fabio Maietta, il quale firma anche la curatela critica della mostra. Maietta ha saputo tessere una sinergia profonda tra la sacralità e le stratificazioni millenarie del luogo e la ricerca estetica contemporanea. Evitando la logica di una semplice e statica esibizione di reperti, la visione curatoriale di Maietta propone l’evento come un vero e proprio territorio di riflessione poetica e di partecipazione collettiva. Un invito esplicito rivolto alla comunità e ai visitatori a rallentare, osservare e interrogarsi su ciò che resta del nostro passaggio nel mondo. Il vero fulcro visivo e narrativo dell’appuntamento sarà la produzione artistica di ERK14, pseudonimo di Valerio Sarnataro, artista classe 1986 nato a Carmagnola ma che da anni vive e ha il suo baricentro creativo a Napoli. Il suo è un profilo poliedrico: formatosi come art director e designer, dopo oltre un decennio di esperienza in importanti agenzie di comunicazione tra Milano, Roma e Napoli, e la creazione di un proprio brand di streetwear, dal 2014 ha scelto di concentrarsi esclusivamente sulla ricerca pittorica indipendente. Spinto dalla necessità di esplorare e metabolizzare le dinamiche dell’ordinario, ERK14 ha avviato un’intensa indagine iconologica. Se i suoi primi lavori si distinguevano per un uso rigoroso e grafico del bianco e nero, dal 2020 l’artista ha abbracciato il colore come medium empatico per accorciare le distanze con lo spettatore, affrontando le infinite sfumature e perplessità della vita. Quello di ERK14 è ormai un percorso solido e riconosciuto a livello internazionale, come testimoniano le recenti partecipazioni a grandi fiere italiane come ArtVerona e Miart nel 2026, i talk all’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam e le esposizioni in prestigiose gallerie estere. Per la mostra casertana, il percorso espositivo si focalizza su una selezione di opere in cui elementi estremamente familiari — come fiori, animali, oggetti d’uso comune e frammenti visivi intimi — emergono sulla tela come veri e propri reperti del nostro tempo. L’artista sottrae questi oggetti alla loro originaria funzione pratica per restituirli allo sguardo come depositi di memoria emotiva. Attraverso un processo pittorico fatto di sovrapposizioni e accumulazioni — che ricalca da vicino le dinamiche non lineari del ricordo umano — ERK14 eleva il quotidiano a una dimensione quasi rituale. Gli oggetti non celebrano sé stessi, ma trattengono i gesti, le fragilità e i desideri di chi li ha abitati, trasformandosi in “reliquie” del presente e testimonianze silenziose della nostra epoca.
All’interno del Museo Diocesano, questa riflessione acquista un’intensità del tutto speciale: l’idea tradizionale di reliquia si apre a una lettura universale e i quadri instaurano un dialogo muto ma potentissimo con gli ambienti circostanti. Varcare la soglia del museo sabato sera significherà immergersi in un’esperienza visiva spiazzante e magnetica, un’occasione unica per scoprire come la banalità di un oggetto di tutti i giorni possa trasformarsi in pura poesia visiva. Ai visitatori non resta che lasciarsi sorprendere da un racconto artistico fuori dagli schemi ordinari, capace di ridefinire il modo in cui guardare al presente di ciascuno e ai dettagli che circondano le esistenze quotidiane di ognuno.

