LA LEZIONE DI INCLUSIONE CHE VIENE DA “SOLE IN FIORE”
Esiste un sottile e spesso equivocato confine tra due parole che la retorica contemporanea tende a sovrapporre: integrazione e inclusione. La prima, asettica e burocratica, punta a livellare le diversità, a inserire l’altro in un sistema preesistente sperando che si omologhi al resto del gruppo. La seconda, invece, scardina il sistema stesso per ricostruirlo insieme, valorizzando ogni singola unicità. Ed è proprio questa seconda, più nobile e complessa visione a fiorire in provincia di Caserta grazie a Sole in Fiore, la realtà naturale, culturale e sociale ideata e guidata dalla venticinquenne Rosa Di Ronza.
In un’epoca in cui la carta d’identità viene troppo spesso usata come metro di giudizio per stabilire l’autorevolezza di un progetto, la giovane età del team di Sole in Fiore potrebbero far presupporre, agli occhi dei più cinici, una naturale inesperienza. Nei fatti, però, i giovani attivisti di Gricignano di Aversa stanno realizzando tutt’altro. Hanno trasformato un appezzamento di terra in uno spazio sensoriale ed esperienziale unico – celebre in estate per la fioritura di migliaia di girasoli e per il recupero storico della canapa tessile territoriale – dimostrando una maturità progettuale e una profondità valoriale che surclassano molte istituzioni strutturate. La prova tangibile di questa straordinaria capacità d’impatto si riflette nell’imminente palinsesto della “Festa della Luce”, un ciclo di appuntamenti in programma il 23, 24, 25, 30, 31 ottobre e il 1° novembre. Mentre il panorama commerciale e sociale si satura di iniziative legate ai cliché di Halloween, Sole in Fiore compie una scelta controtendenza e identitaria. «Non per giudicare le scelte di nessuno, ma per dare spazio a ciò in cui crediamo: quando tutto celebra il buio, noi scegliamo di accendere la luce» dichiara fermamente la presidente Rosa Di Ronza, svelando l’anima profonda del progetto. Il programma della manifestazione supera la logica dell’intrattenimento fine a se stesso per abbracciare la solidarietà pura e la cura della persona. Le prime tre giornate, dal 23 al 25 ottobre, sono state interamente dedicate a una raccolta alimentare per i più bisognosi. Il prossimo weekend, invece, vedrà il realizzarsi di eventi del tutto particolari: il 30 ottobre, dalle 16:00 alle 18:00, le porte del campo si apriranno per un workshop musicale gratuito dedicato a bambini e ragazzi, curato dalla maestra Francesca Tessitore, dove la musica diventa veicolo di espressione condivisa. Il giorno successivo, 31 ottobre, lo spazio lascerà spazio alla forza e alla prevenzione con un incontro gratuito di autodifesa femminile, realizzato in sinergia con il maestro Benito Noviello. Il vero culmine di questo percorso, lo zenit in cui l’inclusione smette di essere un manifesto e diventa prassi, si toccherà la mattina del 1° novembre, dalle 10:00 alle 12:00. Una sessione speciale, interamente offerta da Sole in Fiore e limitata a 20 posti, che sarà dedicata ai bambini speciali e alle loro famiglie. Accompagnati dai genitori, i piccoli partecipanti potranno cimentarsi nella pittura su tela, visitare il suggestivo Campo di Zucche (il progetto autunnale Terra d’Arancio) e condividere momenti di autentica armonia nella natura. È qui che si compie il miracolo di Sole in Fiore: i bambini con disabilità o fragilità non vengono semplicemente “ospitati” o tollerati in un evento comune, ma diventano i protagonisti assoluti di un’esperienza strutturata intorno ai loro tempi e alle loro necessità cognitive ed emotive. “Desidero che Sole in Fiore non sia soltanto un luogo in cui vivere esperienze, ma anche uno spazio capace di generare qualcosa di buono per gli altri” conclude Rosa Di Ronza.
Un’ambizione nobile, pienamente riuscita, che dimostra come la gioventù non sia sinonimo di immaturità, ma la linfa più pura per coltivare un futuro accessibile, aperto e, finalmente, davvero inclusivo.
