Marcianise perde un altro pezzo del proprio tessuto industriale. Dopo la multinazionale americana Jabil ora anche la Barilla è pronta a lasciare Terra di Lavoro con la cessione dello storico stabilimento al Pastificio Liguori. Una notizia che sconvolge l’intera comunità territoriale di Marcianise. L’operazione economica è stata annunciata nell’ambito di “una riconfigurazione strategica dell’assetto industriale nel Sud Italia, guidata dall’esigenza di concentrare investimenti e attività industriali strategiche in poli produttivi integrati, più avanzati, più efficienti e sostenibili”, si legge in una nota del gruppo. Una riconfigurazione che prevede da un lato forti investimenti, come i 100 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo stabilimento a Foggia, e dall’altro la cessione di altri stabilimenti, come Marcianise – dove Barilla opera da oltre 50 anni – ma anche i molini di Altamura e Castelpiano (su cui c’è l’interesse della Molino Casillo).
“Il Gruppo Barilla – si legge nella nota – considera prerequisito fondamentale per entrambe le operazioni la continuità occupazionale per tutte le persone coinvolte. Liguori e Casillo hanno infatti espresso la disponibilità e volontà di preservare la continuità produttiva dei siti coinvolti, tutelando l’occupazione e le competenze presenti nei rispettivi territori e assicurando nuove prospettive di sviluppo nel lungo periodo. Inoltre, nei medesimi siti continueranno a essere realizzate produzioni destinate al Gruppo Barilla, sulla base di contratti pluriennali di fornitura con le società acquirenti”.
Un annuncio che arriva come un fulmine a ciel sereno e su cui c’è, almeno per ora, il silenzio assordante della politica locale. Nel frattempo le interlocuzioni sono state avviate e nei giorni scorsi si è svolto un incontro con le delegazioni sindacali nella sede di Confindustria Caserta.
“Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’operazione dovrebbe concludersi entro febbraio 2027″, fanno sapere le sigle sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che “non danno nulla per scontato e non considerano acquisita la cessione del ramo d’azienda di Marcianise”.
“Quella comunicata da Barilla è una volontà aziendale che il sindacato è determinato a contrastare in tutte le sedi opportune, sindacali e istituzionali, a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e del futuro industriale del sito – proseguono i sindacati – Marcianise non è uno stabilimento qualsiasi. È una realtà che ha sempre prodotto risultati positivi e che la stessa Barilla ha indicato come uno degli stabilimenti più produttivi del Gruppo, anche considerando le sue dimensioni. È quindi legittimo chiedersi quali siano le reali ragioni industriali che spingono l’azienda a volerlo cedere”.
A destare ulteriore preoccupazione è l’ipotesi che Barilla intenda mantenere per sé il marchio Voiello, privando così il sito di uno dei suoi principali riferimenti produttivi e commerciali e rendendo ancora più incerto il futuro dello stabilimento dopo la cessione. “Non basta cambiare proprietario, vogliamo sapere quale sarà il futuro di Marcianise – incalzano i sindacati – Servono un piano industriale serio e credibile, investimenti, continuità produttiva, garanzie occupazionali e la piena valorizzazione delle professionalità presenti”, sottolineano.
Nella nota dei sindacati si evidenzia come “un’azienda che costruisce la propria immagine sulla centralità delle persone e delle comunità, quando deve compiere una scelta industriale, possa dimenticare proprio quelle persone e quelle famiglie che hanno contribuito per decenni alla sua crescita. Se davvero ‘dove c’è Barilla c’è casa’, allora Barilla deve dimostrarlo anche a Marcianise. Non può considerare una semplice operazione societaria una decisione che rischia di incidere profondamente sulla vita di lavoratrici, lavoratori, famiglie e sull’intero territorio”, aggiungono.
“A nostro giudizio – si apprende ancora dai sindacati – si rischia una vera e propria operazione di macelleria sociale, che Barilla, per ragioni di immagine e di opportunità, sembra voler affidare ad altri, evitando di assumersi direttamente le conseguenze della propria scelta. Per questo consideriamo importante la posizione assunta dai lavoratori, che hanno scelto di non partecipare alla riunione programmata dall’azienda nello stabilimento. Non servono inutili giustificazioni su una decisione che il sindacato contesta, servono risposte concrete e un vero confronto sul futuro di Marcianise. Chiederemo inoltre l’intervento delle istituzioni locali e regionali, dal Sindaco alla Provincia fino alla Regione Campania, affinché si apra un confronto con Barilla e si mettano in campo tutte le iniziative necessarie per scongiurare la fuga dell’azienda da Marcianise e difendere un patrimonio industriale e occupazionale fondamentale per il territorio”, affermano.
“La vertenza è già stata portata all’attenzione del Coordinamento Nazionale delle tre Federazioni che hanno già programmato la convocazione del Coordinamento di Gruppo per il 28 settembre. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil saranno al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori con assemblee, confronto, mobilitazione e tutte le iniziative che si renderanno necessarie. Faremo valere i diritti dei lavoratori in tutte le sedi opportune. Dopo cinquant’anni di lavoro e professionalità, le famiglie che hanno contribuito a costruire la storia di Barilla a Marcianise meritano rispetto, garanzie e un futuro, non una semplice comunicazione di cessione. Marcianise non è soltanto uno stabilimento, è lavoro, professionalità, territorio e storia, è casa. Quella storia non può essere cancellata con una decisione unilaterale”, concludono amaramente. Il futuro finirà se ci sarà la fine della Barilla.
