La vittima è Gurung Sachin, 23 anni, originario del Nepal. Il conducente del Fiat Doblò è stato rintracciato dai carabinieri a pochi minuti dall’investimento: era nascosto nell’auto. Dai test è emersa la positività a cocaina e cannabinoidi e un tasso alcolemico di 0,6 g/l.
È morto sull’asfalto dopo essere stato travolto da un’auto mentre pedalava verso la Domiziana. Aveva appena 23 anni. Si chiamava Gurung Sachin, era arrivato dal Nepal per costruirsi una vita migliore, aveva un regolare permesso di soggiorno, un lavoro e si spostava quotidianamente in bicicletta. La tragedia si è consumata nella mattinata di ieri in via Castel Volturno, a Mondragone. Un impatto violentissimo ha spezzato la sua vita e distrutto la bicicletta sulla quale viaggiava. Ma ciò che rende ancora più drammatica la vicenda è quello che sarebbe accaduto subito dopo: il conducente dell’auto non si sarebbe fermato a prestare soccorso. Avrebbe invece accelerato, lasciando il giovane ferito sull’asfalto. L’allarme è scattato dopo la segnalazione alla centrale operativa dei carabinieri. Sul posto sono arrivati i militari del reparto territoriale di Mondragone e il personale del 118. Le condizioni del ragazzo sono apparse immediatamente disperate. Trasportato d’urgenza alla clinica Pinetagrande di Castel Volturno, è morto poco dopo l’arrivo nonostante i tentativi dei medici di salvarlo. Nel frattempo è partita la caccia al veicolo. Le testimonianze raccolte dai carabinieri hanno consentito di ricostruire rapidamente la dinamica e di individuare il mezzo. Il Fiat Doblò è stato trovato a poca distanza dal luogo dell’incidente, nascosto dietro la vegetazione di un canneto. All’interno c’era il conducente. L’uomo, 52 anni, residente a Baia Domizia e identificato con le iniziali V.M.C., avrebbe tentato di sottrarsi alle ricerche nascondendosi nell’abitacolo. I carabinieri lo hanno fermato e accompagnato in ospedale per gli accertamenti previsti. I risultati hanno aggravato ulteriormente il quadro. Il test alcolemico ha rilevato 0,6 grammi di alcol per litro di sangue, mentre gli esami tossicologici hanno evidenziato la positività a cocaina e cannabinoidi. Per il 52enne sono quindi scattate le accuse di omicidio stradale, omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Dopo le formalità di rito è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il Fiat Doblò è stato sequestrato e sarà sottoposto agli ulteriori accertamenti tecnici. La salma di Sachin è stata trasferita all’Istituto di medicina legale di Caserta per l’autopsia e gli adempimenti necessari. Resta il dolore per una giovane vita spezzata e una domanda che pesa sulla vicenda: un ragazzo di 23 anni è morto su una strada, mentre chi lo aveva appena travolto avrebbe scelto di scappare e nascondersi. Adesso saranno le indagini e la magistratura a ricostruire con precisione ogni responsabilità.
