«Seguiamo con attenzione l’esposto presentato da alcuni cittadini di Sparanise alla Procura della Repubblica, nel quale vengono richiesti accertamenti in merito all’attività della Gramar e alle problematiche segnalate nell’area, con riferimento anche agli aspetti ambientali, agli odori e alla compatibilità urbanistica».
A dichiararlo è Marianna Grande, Responsabile del costituendo Circolo dell’Ambiente e della Cultura Rurale “Edgardo Sogno” di Sparanise, che interviene nuovamente sulla vicenda dopo le dichiarazioni del 25 luglio, rese in seguito all’incendio verificatosi presso la Gramar. Tra gli elementi che, secondo il Circolo, meritano di essere approfonditi vi è anche la collocazione dell’azienda nella cosiddetta zona DP, un aspetto che da tempo suscita interrogativi e attenzione tra i cittadini, soprattutto in relazione alla destinazione dell’area e alla compatibilità urbanistica delle attività che vi vengono svolte.
«La collocazione della Gramar in zona DP è un elemento che riteniamo meriti di essere chiarito nelle sedi competenti. Non intendiamo anticipare valutazioni che spettano agli organismi preposti, ma è comprensibile che una simile situazione possa destare interrogativi nella cittadinanza e richieda, proprio per questo, risposte puntuali e documentate».
Il tema, sottolinea Grande, si inserisce in un quadro più ampio di attenzione alle condizioni del territorio. «Il 25 Luglio avevamo evidenziato l’opportunità di mantenere alta l’attenzione sulle condizioni dell’area e sulla necessità di una puntuale attività di prevenzione. Oggi riteniamo che l’iniziativa assunta dai cittadini debba essere considerata con attenzione, nel rispetto delle competenze delle autorità chiamate a svolgere gli opportuni accertamenti».
Per Grande, la questione richiede un approccio equilibrato e rigoroso, senza però ignorare le domande provenienti dalla comunità locale.
«Le preoccupazioni espresse dalla cittadinanza sono legittime e meritano ascolto. Al tempo stesso, è necessario evitare valutazioni che precedano gli esiti delle verifiche. Eventuali criticità dovranno essere individuate attraverso gli strumenti previsti dalla normativa e sulla base di elementi tecnici verificabili».
Proprio in questa prospettiva, il Circolo conferma la propria impostazione, rivendicando un approccio ambientalista non contrapposto alle attività produttive.
«La nostra visione dell’ambientalismo è liberale e non ideologica. Riteniamo che la tutela dell’ambiente debba procedere insieme alla libertà di iniziativa economica, nel quadro del rispetto delle norme e delle responsabilità connesse allo svolgimento delle attività produttive».
Il principio, secondo Grande, vale anche per le questioni legate alla localizzazione delle aziende e alla pianificazione urbanistica.
«Per questo riteniamo importante che anche gli interrogativi relativi alla collocazione in zona DP vengano affrontati attraverso documentazione, atti urbanistici, dati, monitoraggi e valutazioni da parte degli organismi competenti. Non spetta a noi stabilire se vi siano o meno incompatibilità: spetta alle autorità verificare e chiarire ogni aspetto sulla base delle norme e degli elementi tecnici disponibili».
Il Circolo guarda inoltre al contributo della comunità locale come a uno strumento utile per fare emergere eventuali problematiche e favorire un confronto trasparente.
«Il confronto con i cittadini rappresenta un elemento utile per conoscere le problematiche che interessano il territorio. Il Circolo è disponibile ad ascoltare quanti intendano contribuire con informazioni, competenze e proposte, favorendo un dialogo costruttivo con le istituzioni e con le realtà produttive».
L’obiettivo, precisa Grande, non è alimentare contrapposizioni, ma contribuire a fare chiarezza attraverso un confronto fondato su elementi verificabili.
«Su questioni così delicate non servono né allarmismi né sottovalutazioni. Servono trasparenza, controlli e risposte chiare. Se ci sono interrogativi, è giusto che vengano posti; se emergono criticità, è altrettanto giusto che vengano affrontate secondo quanto previsto dalla legge».
L’iniziativa, conclude Grande, si inserisce nella volontà del Circolo di promuovere sul territorio una cultura ambientale basata sulla conoscenza e sulla responsabilità.
«Apriamo le porte a chi ricerca un progetto ambientalista liberale, attento alle evidenze scientifiche e non condizionato da impostazioni ideologiche. Riteniamo che su temi così delicati sia necessario favorire un confronto serio, nel quale le diverse posizioni possano essere valutate sulla base degli elementi disponibili e nel rispetto dei rispettivi ruoli».
