MONDRAGONE – C’è un universo intero nello sguardo di una donna ad occhi chiusi. Un mondo di emozioni trattenute, di attese, di forza silenziosa che resiste al tempo. È questo il cuore pulsante di “IL MIO UNIVERSO FEMMINILE”, la mostra personale di Annamaria Zoppi che inaugura sabato 5 settembre alle ore 19,30 a Villa Serester, in Via Renato Fucini n. 8 a Mondragone, nei pressi dello stadio comunale.
Un appuntamento atteso che si preannuncia come uno degli eventi culturali più intensi di questo fine estate sul Litorale Domitio, capace di trasformare la storica villa, da sempre salotto culturale della città, in un luogo di arte, di ascolto e di racconto.
Protagonista assoluta è la donna. Non una donna idealizzata, ma reale, vissuta, complessa. La stessa che campeggia nell’immagine guida scelta per la locandina: un profilo intenso e luminoso, le palpebre abbassate in un abbandono che è anche piena consapevolezza, le labbra dipinte di un rosso profondo che sembra voler parlare. Una pittura calda, materica, vibrante, dove il segno grafico nero, deciso, quasi calligrafico, incontra campiture dorate e avvolgenti.
Un linguaggio che è cifra inconfondibile di Annamaria Zoppi, artista che da anni indaga l’identità femminile con uno sguardo libero da stereotipi.
“Il mio universo femminile nasce da un’esigenza intima, quasi necessaria, di raccontare ciò che siamo davvero quando nessuno ci guarda”, spiega Annamaria Zoppi. “Non è solo bellezza esteriore, non è solo estetica. È la forza fragile che ogni donna custodisce dentro di sé, è la capacità di rialzarsi dopo una caduta, di sentire profondamente anche quando farebbe meno male non sentire, di custodire sogni anche quando tutto intorno sembra crollare. Ogni quadro che ho realizzato per questa mostra è un pezzo della mia storia personale, ma sento che è anche un pezzo della storia di tutte le donne che ho incontrato”.
Un percorso espositivo che si configura come un vero e proprio viaggio interiore, un diario per immagini in cui l’arte diventa confessione e allo stesso tempo atto di liberazione.
“Ho voluto dipingere donne che non hanno paura di mostrarsi nella loro vulnerabilità – aggiunge l’artista – donne con gli occhi chiusi perché stanno finalmente ascoltando se stesse, con la testa rivolta verso l’alto perché stanno cercando luce, aria, futuro. Il rosso delle labbra che ritorna spesso nelle mie opere non è provocazione, è vita che pulsa, è parola che non è stata ancora detta ma che brucia dentro e chiede di uscire. È il coraggio di dire ‘io ci sono'”.
La serata inaugurale di sabato non sarà una semplice esposizione, ma un momento di dialogo e di partecipazione. Ad accompagnare il pubblico nella scoperta del mondo di Zoppi saranno Gianni Di Dio e Rosalba Siciliano, che dialogheranno con l’artista in un confronto aperto, intimo e diretto. Un’occasione preziosa per comprendere genesi, tecniche, riferimenti e suggestioni emotive che si nascondono dietro ogni tela.
Un format, quello del talk con l’artista, che Villa Serester ha voluto fortemente per restituire all’arte la sua dimensione più umana e relazionale.
“Dialogare con il pubblico è parte integrante della mia opera – sottolinea ancora Zoppi – perché un quadro finisce di esistere davvero solo quando incontra lo sguardo di un altro. L’arte non è mai un monologo autoreferenziale, è sempre un incontro, uno scambio. Sono particolarmente felice di farlo in un luogo come Villa Serester, che ha il calore accogliente di una casa e al tempo stesso la dignità e il rigore di uno spazio d’arte. Qui mi sento protetta e libera di raccontarmi”.
Al termine della presentazione è previsto un momento conviviale con buffet, per proseguire la serata all’insegna della condivisione.
Per chi non potesse partecipare all’inaugurazione, la mostra sarà visitabile anche nella giornata di domenica 6 settembre a partire dalle ore 19,30, sempre presso gli spazi di Villa Serester.
Un doppio appuntamento, dunque, ad ingresso libero, per lasciarsi avvolgere da un universo delicato e potente, intimo e universale, che parla al cuore di tutti. Un invito a fermarsi, a guardare e a riconoscersi.
