La scuola media “Ruggiero” di via Trento è diventata, nel silenzio generale, il simbolo di un abbandono che ora si presenta in tutta la sua evidenza. Un edificio scolastico chiuso da ottobre, sottratto alla vita quotidiana degli studenti e del quartiere, che oggi appare segnato da vandalismi, intrusioni e un progressivo deterioramento. A raccontare lo stato del plesso è un video diffuso sui social da ignoti, che mostra una situazione difficile da ignorare: vetri mandati in frantumi, pareti imbrattate con vernice, arredi interni danneggiati e cassette metalliche divelte. Non semplici segni di incuria, ma indizi di accessi ripetuti e non autorizzati all’interno della struttura. Secondo quanto emerge dalle immagini, alcuni punti dell’edificio sarebbero stati utilizzati come varchi di ingresso, con una porzione della recinzione esterna risultata manomessa e un accesso forzato che avrebbe permesso di entrare senza difficoltà. Anche finestre al piano terra appaiono rotte, sia sul lato esterno che interno, lasciando lo stabile completamente esposto. Uno scenario che solleva interrogativi inevitabili sulla sicurezza del plesso e sulla sua gestione in questi mesi di chiusura. Un edificio pubblico, per definizione, dovrebbe essere tutelato e monitorato, soprattutto quando si tratta di una scuola. E invece la “Ruggiero” sembra essere stata lasciata in una condizione di vulnerabilità evidente. La dirigenza scolastica ha annunciato che nei prossimi giorni sarà effettuato un sopralluogo per verificare direttamente lo stato dei luoghi. L’obiettivo è raccogliere elementi concreti e procedere successivamente con una denuncia formale alle forze dell’ordine. Una scelta che arriva dopo la diffusione delle immagini e che certifica la gravità della situazione. Non si esclude, inoltre, che all’interno dell’edificio possano aver trovato rifugio persone senza fissa dimora. Un’ipotesi che sarà verificata durante i controlli, ma che aggiunge un ulteriore elemento di criticità a un quadro già complesso. La chiusura della scuola era stata disposta con un’ordinanza legata a problematiche igienico-sanitarie. Da allora, però, il percorso di messa in sicurezza e recupero non ha trovato una conclusione rapida, lasciando il plesso in uno stato di sospensione che oggi appare sempre più problematico. Nel frattempo, gli studenti sono stati trasferiti in sedi provvisorie dislocate sul territorio, una soluzione che ha creato disagi alle famiglie e che continua a rappresentare una sistemazione temporanea in attesa di interventi definitivi.
Parallelamente prosegue l’iter per la sanificazione e la derattizzazione dell’area, con interventi tecnici in fase di programmazione da parte degli enti competenti. Già nelle scorse settimane erano stati eseguiti lavori di pulizia esterna e taglio della vegetazione, ma il quadro generale resta lontano da una reale normalizzazione. Sul fronte istituzionale resta aperto il tema più ampio del futuro della scuola. Sono in corso interlocuzioni per verificare la possibilità di intercettare fondi destinati alla riqualificazione degli edifici scolastici, ma i tempi appaiono ancora incerti e legati a passaggi amministrativi complessi. Nel frattempo, però, l’immagine che arriva dalla “Ruggiero” è quella di una struttura pubblica esposta, danneggiata e priva di un presidio efficace. Una condizione che alimenta inevitabilmente il malcontento del quartiere e la sensazione di un progressivo arretramento nella cura degli spazi pubblici. La vicenda diventa così qualcosa di più di un episodio di vandalismo: è il racconto di un edificio lasciato troppo a lungo senza protezione, dove il degrado non è un evento improvviso ma il risultato di una lunga assenza di interventi risolutivi. E mentre si attende il sopralluogo e la denuncia, resta una domanda di fondo che il territorio continua a porsi: quanto tempo ancora servirà perché la scuola “Ruggiero” torni davvero a essere una scuola?
