Oliveto Citra Diventa Capitale della Cultura contro la “Burrasca” Contemporanea
Menzione Speciale all’Associazione Broccoli di Caserta
C’è un Sud che non si arrende, che trasforma le ferite della storia in semi per il futuro e che rivendica con forza una nuova centralità culturale in Italia e in Europa. È in questo spirito che dal 3 al 12 settembre 2026 va in scena a Oliveto Citra la 42esima edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno.
La storica manifestazione quest’anno affronta un interrogativo cruciale per la società contemporanea attraverso il tema conduttore: “Avvisi di burrasca [?] – Saper essere comunità, affrontare il tempo instabile”. Un titolo che unisce l’analisi lucida delle complessità geopolitiche ed economiche contemporanee alla speranza, simboleggiata dal punto interrogativo che invita a non arrendersi di fronte ai “nuvoloni neri all’orizzonte”. Un’edizione, quindi, che non si limita a fotografare le profonde fragilità sociali, ma che inserisce provocatoriamente quel punto interrogativo nel titolo per accendere un faro di speranza e rilanciare il ruolo cardine delle comunità locali, in particolare delle aree interne del Meridione.
Per comprendere a fondo il valore del Premio Sele d’Oro è necessario riavvolgere il nastro fino al 1985. L’evento nacque infatti dall’impulso creativo dell’allora giovane Carmine “Mino” Pignata e di un gruppo di ragazzi del luogo come reazione civile al disorientamento e alla devastazione provocati dal terremoto del 1980, che colpì duramente la Campania e la Basilicata. Oltre al riscatto sociale, le origini del premio affondano in una forte sensibilità ecologica: il fiume Sele, minacciato in quegli anni dagli scarichi industriali, divenne il simbolo di una comunità unita per difendere il proprio patrimonio naturale. Quella che era nata come una scommessa di un gruppo di giovani desiderosi di futuro si è trasformata, nel corso di oltre quarant’anni, in un autorevole laboratorio di pensiero, cresciuto in modo esponenziale anche grazie alla presidenza di giuria del grande maestro del giornalismo italiano Michele Tito, che ha guidato il comitato fino al 2002. Oggi il festival continua a offrire una vetrina d’eccellenza a idee, progetti e personalità che contribuiscono concretamente alla crescita del Sud Italia.
Il programma della 42esima edizione mette in campo una fitta rete di appuntamenti capaci di spaziare dalla filosofia di massa all’analisi delle istituzioni. L’apertura della kermesse il 3 settembre è stata segnata da un un fortissimo tributo alla legalità con un imponente impatto visivo e civile, attraverso l’inaugurazione del murale realizzato dal noto artista Jorit e dedicato alla memoria del giornalista Giancarlo Siani, il giornalista precario ucciso dalla camorra nel 1985. Un manifesto visivo che ribadisce il valore del coraggio e della verità impresso sui muri del borgo salernitano. Al contempo, l’espressione artistica si fa globale grazie alla 28ª edizione del SeleTeatroFest, il festival di teatro contemporaneo e impegno civile, coordinato dal Teatro dei Dioscuri, che ospita sul palco dell’EcoTeatro “Sandro Rufolo” compagnie internazionali d’avanguardia provenienti da Slovacchia, Lituania e Armenia. Accanto al cinema d’autore del contest SudShortFilms (in partnership con il Giffoni Film Festival), la vera novità del 2026 è rappresentata dal FantaSele. Svoltosi in Piazza Garibaldi, questo spin-off pop e nerd ha attirato migliaia di giovani tra workshop di fumetto, raduni cosplay, tornei di videogiochi e performance live, dimostrando la capacità del festival di dialogare con le nuove generazioni. Le serate musicali del SeleDoro Live completano l’offerta culturale, portando tra le valli salernitane le suggestive sonorità tradizionali scozzesi e irlandesi dell’Euron Ensemble. Grandissimo interesse stanno riscuotendo le nuove “Lezioni del Sele d’Oro” tenute presso l’Auditorium regionale da personalità indiscusse del calibro del filosofo Umberto Galimberti, che fa da guida per il pubblico alla scoperta del “Mondo delle emozioni”, mentre il cardinale Gualtiero Bassetti, già presidente della CEI, è il protagonista di un intervento focalizzato sulla necessità di “Osare la pace in tempo di burrasca”.
La solenne cerimonia di chiusura, prevista per sabato 12 settembre durante il tradizionale appuntamento con “Mediterranei”, vedrà la consegna dei premi ufficiali attribuiti dalla giuria presieduta dal professor Amedeo Lepore. Tra i riconoscimenti più significativi spicca la Menzione Speciale per la Sezione “Bona Praxis” assegnata all’Associazione Paolo Pietro Broccoli Odv di Caserta. Il comitato scientifico ha voluto premiare l’eccellente operato dell’associazione nel recupero e nella valorizzazione degli archivi storici casertani, definendolo un esempio virtuoso di tutela della memoria collettiva e uno strumento essenziale per promuovere la conoscenza e la dignità storica dell’intero Mezzogiorno.
Un premio che fotografa perfettamente la missione del Sele d’Oro: dimostrare che, anche nei tempi più instabili, la cultura e il saper fare comunità sono le uniche ancore di salvezza possibili.
