Mondragone continua a bruciare. Mentre il fumo si alza da discariche abusive e aree trasformate in vere e proprie bombe ecologiche, il territorio resta ostaggio dell’abbandono e dell’indifferenza. Da mesi si registrano roghi di vaste proporzioni nelle zone di Torre Idac, Triglione, Stercolilli, Sancello, ex cava Iacobucci, dietro l’ITC Stefanelli, Savone, Fosso Riccio e in numerosi altri siti utilizzati come discariche a cielo aperto. Ogni incendio sprigiona nell’aria enormi quantità di fumo e sostanze potenzialmente tossiche, alimentando la paura e la preoccupazione dei cittadini per le possibili conseguenze sulla salute e sull’ambiente. Eppure tutto questo sembra non bastare. Il Nucleo Provinciale denuncia da mesi questa situazione, inviando segnalazioni e richieste di intervento alle autorità competenti. Nonostante ciò, il problema continua a ripresentarsi con la stessa drammatica puntualità. Non è più accettabile assistere passivamente a uno scempio ambientale che mortifica un intero territorio. Ogni incendio rappresenta una sconfitta per lo Stato, per le istituzioni e per chi ha il dovere di difendere la salute pubblica e il patrimonio ambientale. I cittadini di Mondragone meritano risposte, controlli costanti, bonifiche delle aree contaminate e un piano concreto per fermare definitivamente il fenomeno dei roghi e delle discariche abusive. Il silenzio non spegne gli incendi. L’indifferenza non protegge la salute. Mondragone non può più aspettare.
