A Puccianiello il teatro cresce con i più piccoli
C’è un modo speciale di fare teatro che va oltre il semplice spettacolo, che non si limita a intrattenere ma diventa occasione di crescita, aggregazione e formazione, capace di accogliere chiunque abbia il desiderio di mettersi in gioco, indipendentemente dall’età o dall’esperienza. È questa la filosofia che da quasi trent’anni anima l’Associazione culturale Replica a Soggetto, realtà ormai consolidata nel panorama teatrale casertano, che domenica 6 luglio alle ore 19.30, porterà in scena al Teatro Città di Pace di Caserta lo spettacolo “Ma che Shakespeare vaje facenno?”, interpretato dai giovanissimi del laboratorio I SognAttori di Replica.
Protagonisti saranno bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni che, dopo mesi di prove, si cimenteranno in una divertente rivisitazione delle opere di William Shakespeare. Il testo, scritto da Olimpia Gabriele, trasforma i grandi classici del Bardo in una brillante commedia dal sapore tutto napoletano, capace di avvicinare anche i più piccoli a uno degli autori più importanti della storia attraverso il linguaggio della comicità e della fantasia. Il risultato è uno spettacolo denso di ironia, ritmo e situazioni esilaranti.
Dietro questo progetto c’è il lavoro costante di Edmondo Di Benedetto, tra i fondatori dell’associazione e anima del laboratorio teatrale, che da anni accompagna gli aspiranti attori in un percorso educativo oltre che artistico perché mette al centro la persona prima ancora dell’interprete. “Attraverso il teatro si impara a parlare in pubblico, a controllare le emozioni, a superare la timidezza” ha spiegato Edmondo “ma soprattutto a lavorare in gruppo, a comunicare le proprie emozioni e a costruire relazioni autentiche ascoltando gli altri e assumendosi responsabilità condivise, sviluppando competenze che accompagneranno i ragazzi ben oltre il palcoscenico. Un’esperienza che forma cittadini prima ancora che attori”. È proprio questa apertura a rendere Replica a Soggetto una realtà particolare nel panorama del teatro amatoriale. Nella stessa compagnia convivono infatti bambini alle prime esperienze, giovani che negli anni hanno maturato solide capacità interpretative e adulti che hanno scoperto la passione per il palcoscenico anche in età avanzata. Una dimensione inclusiva che permette di costruire produzioni molto diverse tra loro, passando da spettacoli didattici e laboratoriali come quello del 6 luglio a commedie di maggiore complessità artistica, spesso apprezzate anche da un pubblico che va ben oltre i confini del quartiere e della città. La storia dell’associazione dimostra questa versatilità. Nata nel 1997 come progetto parrocchiale per coinvolgere giovani e adulti attraverso il teatro, negli ultimi anni la compagnia ha dimostrato di sapersi confrontare con produzioni sempre più articolate, alternando commedie brillanti, spettacoli di beneficenza, progetti dedicati ai ragazzi e rappresentazioni che hanno trovato spazio anche in contesti diversi da quello parrocchiale, come il Teatro Comunale “Costantino Parravano” di Caserta e altre rassegne del territorio. Produzioni come Che Papocchio, Bella ‘e Papà, Atelier Bellavista e Napule… Nun t’o scurdà testimoniano la capacità dell’associazione di rinnovarsi continuamente, coinvolgendo interpreti di età differenti e pubblici sempre più ampi. Nel tempo l’associazione Replica a soggetto ha dato vita anche ad una vera e propria stagione teatrale stabile presso il Teatro SS. Nome di Maria di Puccianiello, proponendo ogni anno un cartellone di circa dieci appuntamenti ai quali è possibile anche abbonarsi. Un progetto che negli anni ha fidelizzato numerosi spettatori e che contribuisce a mantenere viva la tradizione teatrale sul territorio, offrendo una programmazione stabile e di qualità. Una tradizione che ha visto alternarsi sul palco compagnie ospiti e produzioni originali di Replica a Soggetto, contribuendo a rendere il teatro un punto di riferimento culturale per il territorio. Fondamentale, in questo percorso, resta il sostegno della comunità pastorale di Puccianiello e del parroco don Carmine Ventrone, che continuano a credere nel valore educativo del teatro come strumento di aggregazione e crescita. Gli spazi della parrocchia sono diventati nel tempo una vera casa per decine di aspiranti attori che hanno trovato nella compagnia un ambiente accogliente, dove sperimentare, sbagliare, migliorarsi e costruire amicizie.
Lo spettacolo del 6 luglio nasce proprio da questo spirito. Non è un’iniziativa isolata, ma un invito a conoscere più da vicino l’associazione e il suo lavoro quotidiano e, allo stesso tempo, un’occasione per sostenerne concretamente l’attività. L’ingresso infatti sarà libero con contributo volontario e il ricavato servirà ad autofinanziare i laboratori, le future produzioni e tutte le attività che Replica a Soggetto porta avanti durante l’anno, permettendo alla compagnia di proseguire il proprio impegno nella formazione teatrale di bambini, ragazzi e adulti. Sarà quindi una serata all’insegna del divertimento, ma anche un’occasione per sostenere un progetto culturale che, attraverso il teatro, continua a investire sulle nuove generazioni e sulla crescita della comunità.
“Ma che Shakespeare vaje facenno?” rappresenta quindi il naturale proseguimento di un percorso educativo che l’associazione porta avanti con continuità da circa un trentennio. Replica a Soggetto si conferma un solido punto di riferimento per la cultura casertana, aprendosi sempre di più a bambini, ragazzi e adulti che, pur senza alcuna esperienza teatrale, desiderano scoprire il mondo della recitazione. L’idea è semplice quanto ambiziosa: il talento si coltiva, non si seleziona. Per questo chiunque abbia curiosità e voglia di imparare trova uno spazio dove crescere artisticamente e umanamente. Perché dietro ogni applauso non c’è soltanto uno spettacolo, ma il lavoro, la passione e i sogni di una compagnia che ha scelto di fare del teatro uno strumento di condivisione e partecipazione.
