Sabato 18 aprile 2026 alle ore 19 verrà presentato il libro di Davide Cerullo dal titolo “Christian Bobin: poeta dei lupi feriti” presso il centro culturale Terre Blu (via San Nicola 27 Caserta).
L’autore e Grazia Coppola ne parleranno al pubblico parlando di luoghi e persone in una storia interessante che indaga la poesia e il senso di scriverla.
Un poeta, un viaggio e l’ammirazione. Come se vistare di luoghi fosse in qualche modo farne parte, vedere anche con gli occhi, toccare con le mani qualcosa che attraverso la poesia arriva all’anima.
Scrive l’autore “Ci siamo messi sulle tracce del poeta e teniamo ancora, di quella ricerca, la cartina dove abbiamo segnato tutte le tappe; perché non era abbastanza arrivare da lui in silenzio e a piedi scalzi sulla neve, per noi era ormai necessario avere la prova dell’esistenza di luoghi che sono la mappa di ciò che si cerca in una vita.”
Sinossi tratta dalla prefazione di Erri De Luca.
«Qui Davide Cerullo dichiara e illustra la sua ammirazione per Christian Bobin. Davide è napoletano quanto me, ma la sua forza di schietta ammirazione mi è superiore. Di riflesso ammiro la sua ammirazione. Di Bobin scrive che lui con i suoi versi è penetrato nelle sue notti e gli ha impedito di dormire i sonni tranquilli dei criminali. Non conosco formula più spietata di questa gratitudine per insonnia ricevuta. La visita di Davide ai luoghi di Bobin serve a raccogliere indizi di una grandezza umile e riservata. Le Creusot, una finestra al civico dodici di una certa via, facciate di case, davanzali e panchine. Per questa sua privata relazione con Bobin Davide convoca il massimo termine possibile: redenzione. Ma la sua redenzione risale da profondità che Bobin, redentore, non ha potuto conoscere. Davide lo sa e perciò deve santificarlo: perché il santo non ha bisogno di esperienza. Non attinge da lì la sua esclusione dal resto dei viventi. E poi ci sono le immagini del viaggio nei luoghi di Bobin. In queste foto Davide sente chiamare il suo nome, un lontano appello fatto in una classe vuota dalla voce di un invisibile maestro»
