Castel Volturno torna al centro dell’attenzione delle istituzioni per una questione che riguarda da vicino il futuro del suo litorale: il contrasto all’abusivismo edilizio, la tutela ambientale e il recupero delle aree appartenenti al demanio marittimo.
Il tema è stato affrontato il 4 luglio 2026, nel corso di un tavolo interistituzionale convocato presso gli uffici della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli. Un confronto che ha riunito rappresentanti di diverse amministrazioni e degli organismi impegnati, a vario titolo, nella gestione del territorio, nella tutela del patrimonio pubblico e nelle attività di controllo.
L’obiettivo è quello di rafforzare la collaborazione tra le istituzioni e affrontare in maniera più organica una situazione che nel corso degli anni ha prodotto criticità sul piano urbanistico, ambientale e della gestione delle aree costiere.
Trecentomila euro per un primo intervento
Il dato più concreto emerso dal confronto riguarda la disponibilità di 300 mila euro messi a disposizione dalla Regione Campania e destinati al Comune di Castel Volturno.
Le risorse saranno utilizzate per finanziare un primo programma di demolizione riguardante 13 immobili abusivi presenti sul demanio marittimo.
Gli edifici risultano già sottoposti a sequestro dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e vengono descritti come strutture gravemente fatiscenti.
La loro rimozione dovrebbe consentire di intervenire direttamente su alcune delle situazioni più problematiche presenti lungo il litorale.
Lo stanziamento rappresenta quindi un passaggio importante perché consente di mettere a disposizione le risorse necessarie per trasformare i provvedimenti già adottati in interventi materiali sul territorio.
Prima dell’avvio delle demolizioni saranno tuttavia necessari gli adempimenti tecnici e amministrativi previsti, oltre alla definizione delle modalità operative tra le amministrazioni interessate.
La presenza di numerosi rappresentanti al tavolo del 4 luglio evidenzia la complessità delle questioni affrontate.
Al confronto hanno partecipato esponenti della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, della Prefettura di Caserta, della Regione Campania, dell’Agenzia del Demanio e del Comune di Castel Volturno.
Sono stati coinvolti anche i vertici degli organismi di polizia giudiziaria, amministrativa e di sicurezza, insieme alla Direzione Marittima della Campania, alla Capitaneria di Porto di Napoli, all’Ufficio Circondariale Marittimo di Pozzuoli e all’Ufficio Locale Marittimo di Castel Volturno della Guardia Costiera.
Il confronto tra soggetti con competenze differenti punta a evitare sovrapposizioni e ritardi, creando un percorso condiviso per affrontare le situazioni di abusivismo e le altre problematiche legate alla gestione del demanio.
L’intenzione è superare una logica basata su interventi occasionali per arrivare a una presenza più costante delle istituzioni sul territorio.
La situazione del litorale non riguarda esclusivamente la presenza di costruzioni realizzate senza le necessarie autorizzazioni.
Il problema coinvolge anche la qualità ambientale delle aree interessate, la sicurezza, il decoro e la possibilità di restituire alla collettività spazi che fanno parte del patrimonio demaniale.
Per questo l’azione di contrasto all’abusivismo viene inserita in un quadro più ampio, nel quale la demolizione degli immobili rappresenta soltanto uno degli strumenti necessari.
Il recupero effettivo
delle aree richiede infatti continuità nei controlli, attenzione alla manutenzione e una programmazione capace di impedire che, una volta rimossi gli edifici, possano ripresentarsi condizioni di degrado o nuove forme di occupazione irregolare.
Durante il tavolo istituzionale del 4 luglio è stato affrontato anche il tema della fruibilità del litorale.
Un capitolo importante riguarda il PAD, Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo, e la necessità di procedere all’individuazione della quota del 30% di spiagge libere.
L’attenzione è stata rivolta anche agli accessi alla battigia, con l’obiettivo di garantire che il raggiungimento della costa sia possibile nei punti in cui gli accessi risultano ancora impediti o limitati.
Per una località costiera come Castel Volturno, la questione assume un’importanza particolare. La gestione del demanio deve infatti confrontarsi con una realtà caratterizzata dalla presenza di attività private, strutture esistenti, aree sottoposte a vincoli e tratti di costa che devono rimanere pienamente fruibili.
La definizione di un equilibrio tra attività presenti sul territorio, tutela del patrimonio pubblico e libero accesso al mare rappresenta quindi uno degli aspetti centrali della futura programmazione.
Le demolizioni come punto di partenza
L’abbattimento dei 13 immobili costituisce un intervento significativo, ma non può essere considerato il punto di arrivo.
La vera efficacia dell’operazione si misurerà anche sulla capacità delle istituzioni di intervenire successivamente sulle aree liberate.
Sarà necessario garantire che gli spazi vengano mantenuti in condizioni di sicurezza e decoro e, dove possibile, inseriti in un progetto complessivo di recupero del litorale.
In questa prospettiva, la demolizione assume un significato che va oltre la semplice rimozione di strutture abusive. Può diventare il primo passaggio di un percorso destinato a restituire funzionalità e valore a porzioni di territorio oggi compromesse.
Il confronto del 4 luglio 2026 rappresenta quindi un passaggio importante, ma il risultato dipenderà dalla capacità di dare continuità agli impegni assunti.
Il coinvolgimento congiunto di Procura, Regione, Comune, Prefettura, Agenzia del Demanio e forze dell’ordine può favorire una maggiore efficacia degli interventi, soprattutto se accompagnato da una programmazione chiara e da tempi di attuazione definiti.
Castel Volturno si trova davanti a una fase nella quale il contrasto all’abusivismo può essere collegato a un progetto più ampio di recupero e valorizzazione della costa.
Le 13 demolizioni finanziate con i 300 mila euro regionali rappresentano dunque un primo tassello. La sfida successiva sarà trasformare le aree liberate in spazi realmente recuperati, tutelati e fruibili.
Restituire valore al litorale
La questione del demanio marittimo non riguarda soltanto gli aspetti urbanistici o amministrativi. Riguarda il rapporto tra cittadini e territorio, la tutela dell’ambiente e la possibilità di utilizzare pienamente una risorsa naturale di grande valore.
Per questo sarà fondamentale che alle demolizioni seguano interventi capaci di incidere concretamente sulla qualità del litorale.
Il percorso avviato il 4 luglio può rappresentare una base per costruire una strategia più ampia, nella quale legalità, tutela ambientale, accessibilità delle spiagge e riqualificazione procedano insieme.
Per Castel Volturno, quindi, i primi 13 immobili da abbattere possono essere soltanto l’inizio. Il vero obiettivo sarà fare in modo che ogni area liberata possa diventare parte di un progetto di recupero duraturo, restituendo al litorale sicurezza, decoro e nuove possibilità di sviluppo.
