Doveva essere un progetto di riqualificazione urbana capace di migliorare l’accoglienza turistica e i servizi cittadini. Si è trasformato invece in una delle vicende amministrative e giudiziarie più controverse degli ultimi anni a Caserta.
L’ex Caserma Pollio continua a essere ostaggio di una guerra legale che sembra non conoscere fine. Da una parte il Comune di Caserta, dall’altra Adeka Parking, società capofila del raggruppamento che si era aggiudicato il project financing per la realizzazione e la gestione del parcheggio e dei servizi connessi. Nel mezzo, come troppo spesso accade, restano i cittadini.
Ricorsi, sospensive, appelli, sentenze, revoche e continui ribaltamenti hanno trasformato una questione amministrativa in una vera e propria battaglia giudiziaria combattuta tra tribunali amministrativi e civili. Un percorso tortuoso che ha prodotto un solo risultato evidente: il blocco di un’area strategica e l’ennesima occasione perduta per la città.
Tutto nasce dalle contestazioni mosse dal Comune nell’ottobre 2024 sul mancato avvio dei lavori nei termini previsti. Da allora è iniziata una lunga sequenza di decisioni giudiziarie che hanno visto alternarsi vittorie e sconfitte per entrambe le parti.
Prima la sospensiva favorevole alla società privata. Poi la dichiarazione di inammissibilità del ricorso da parte del Tar Campania. Successivamente la conferma del Consiglio di Stato. Poi ancora il provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che sembrava riaprire la strada alla società. Infine il nuovo ribaltone con l’accoglimento del reclamo del Comune e la revoca della precedente decisione.
Una vicenda che appare sempre più come un infinito ping-pong giudiziario nel quale il vero interesse pubblico rischia di smarrirsi tra fascicoli, udienze e cavilli procedurali.
Adesso il confronto si sposta davanti al Tribunale delle Imprese di Napoli, chiamato a decidere sul cuore della controversia: la richiesta di oltre 275 mila euro avanzata da Adeka Parking per lavori che sostiene di aver eseguito e la contestazione degli atti con cui il Comune ha revocato la disponibilità delle aree.
Sarà quella sede a scrivere una pagina che potrebbe risultare decisiva non soltanto per le parti coinvolte ma per l’intera città.
Perché oltre gli aspetti giuridici emerge una domanda che riguarda direttamente i cittadini: come è stato possibile che un intervento presentato come strategico per Caserta si sia trasformato in una vicenda caratterizzata da anni di contenziosi, ritardi e incertezze?
L’ex Caserma Pollio è ormai diventata il simbolo di un problema più grande: la difficoltà di trasformare i progetti in risultati concreti. Mentre i tribunali sono chiamati a stabilire responsabilità e diritti, Caserta continua ad attendere ciò che conta davvero: opere funzionanti, servizi efficienti e una gestione amministrativa capace di garantire certezza, trasparenza e tempi ragionevoli.
Ora la parola passa ai giudici del Tribunale delle Imprese di Napoli.
Ma il verdetto più severo, quello sull’efficienza della macchina amministrativa e sulla capacità di portare a termine i progetti annunciati, continua a essere pronunciato ogni giorno dai cittadini che osservano, attendono e chiedono risposte.
Questa versione è più “editoriale”, più critica verso l’intera gestione della vicenda e chiude con una riflessione politica e amministrativa che aumenta l’impatto del testo senza attribuire responsabilità non accertate.
