Le notizie che arrivano dalle colonie feline di Piedimonte Matese, in particolare dalla zona Sepicciano-Macchia, non possono e non devono lasciare indifferenti.
Calci, bastonate, investimenti volontari, avvelenamenti e uccisioni: se questi episodi venissero confermati, ci troveremmo di fronte a fatti gravissimi, che devono essere immediatamente denunciati e sottoposti all’attenzione delle autorità competenti.
È questo il senso dell’appello lanciato da Adriana Giusti, Garante dei Diritti degli Animali del Comune di Caserta e Delegata per i Diritti e il Benessere degli Animali d’Affezione de l’Altritalia Ambiente, che invita cittadini e associazioni a non voltarsi dall’altra parte.
«Che sia chiaro – sottolinea Adriana Giusti – non si deve tacere, non si deve girare la testa dall’altra parte: SI DEVE DENUNCIARE!».
Chiunque sia a conoscenza di episodi di maltrattamento, avvelenamento o uccisione di animali deve rivolgersi immediatamente alle Forze dell’Ordine e al Garante Provinciale e, per gli accertamenti sanitari e veterinari, al Servizio Veterinario dell’ASL competente, fornendo ogni elemento utile: fotografie, referti veterinari, testimonianze, date, luoghi e, soprattutto, eventuali immagini di videosorveglianza.
Particolare attenzione viene rivolta proprio alle telecamere. Chi possiede sistemi di videosorveglianza che potrebbero aver registrato fatti rilevanti è invitato a conservare le immagini e a consegnarle alle autorità.
Allo stesso tempo, l’appello è a evitare pericolose forme di giustizia sommaria: «Non si facciano processi sui social e non si diffondano pubblicamente nomi o immagini di presunti responsabili: sarà la Giustizia ad accertare le responsabilità».
Nel suo intervento, Adriana Giusti richiama anche l’attenzione sulla Legge 6 giugno 2025, n. 82, entrata in vigore il 1° luglio 2025, che ha rafforzato la tutela penale degli animali e modificato alcune disposizioni del Codice penale.
Tra le norme richiamate:
ART. 544-BIS C.P. – UCCISIONE DI ANIMALI
Chi, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale rischia oggi la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da 5.000 a 30.000 euro. In presenza di sevizie o sofferenze volutamente prolungate, le pene aumentano ulteriormente.
ART. 544-TER C.P. – MALTRATTAMENTO DI ANIMALI
Maltrattare, seviziare o sottoporre un animale a comportamenti o trattamenti dannosi costituisce reato e comporta pene più severe rispetto alla disciplina precedente.
ART. 544-SEPTIES C.P. – CIRCOSTANZE AGGRAVANTI
La Legge 82/2025 prevede un aumento delle pene, tra gli altri casi, quando i fatti vengono commessi nei confronti di più animali, alla presenza di minori o quando il responsabile diffonde attraverso strumenti informatici o telematici immagini o video del fatto.
La stessa riforma ha inoltre rafforzato gli strumenti di sequestro, confisca e tutela degli animali coinvolti nei procedimenti penali.
«Gli animali non sono oggetti. Sono esseri senzienti e la loro tutela è prevista dalla legge», ribadisce Giusti.
Per questo, davanti a un animale maltrattato, ferito, avvelenato o ucciso, non basta indignarsi: bisogna agire.
DENUNCIATE.
SEGNALATE.
CONSERVATE LE PROVE.
CHIEDETE L’INTERVENTO DELLE AUTORITÀ.
Soprattutto, sottolinea l’appello, chi commette questi atti deve essere individuato e, qualora ne venga accertata la responsabilità, consegnato alla Giustizia.
Nessuna vendetta.
Nessuna giustizia fai-da-te.
Solo la Legge.
Perché tutti gli animali devono essere difesi e tutelati e chi li maltratta deve risponderne davanti alla Giustizia.
L’appello finale di Adriana Giusti è netto:
«Basta maltrattamenti!
Basta avvelenamenti!
Basta uccisioni!
Gli animali si difendono soprattutto denunciando!»
Adriana Giusti
Garante dei Diritti degli Animali – Comune Caserta
Delegata – Diritti e Benessere degli Animali d’Affezione
l’Altritalia Ambiente
