Una sconfitta pesante, soprattutto per il modo in cui è maturata. Il tecnico della Casertana non cerca alibi dopo il ko contro la Cavese e, nel post-partita, analizza con grande amarezza una prestazione che definisce più volte insufficiente e lontana da quella che avrebbe voluto vedere.
«Mi aspettavo una reazione diversa. Mi dispiace aver offerto una prestazione del genere. Mi assumo le responsabilità, però è un dato di fatto: questa prestazione non è accettabile».
Il tecnico torna anche sulla sconfitta precedente contro il Catania e sulle aspettative di una risposta da parte della squadra. Risposta che, questa volta, non è arrivata.
«Qualche volta siamo partiti male, ma c’è stata una reazione. Io speravo di partire bene, ma questa è stata una brutta prestazione. Non voglio andare a giustificare quello che è successo. Per me non siamo proprio entrati in partita, mai».
«La Cavese ha vinto nei duelli»
Alla domanda sulla chiave della partita, la risposta è netta: «Duelli. Duelli individuali».
La Cavese ha avuto la meglio nei confronti individuali e, secondo l’allenatore, la differenza si è vista soprattutto nell’intensità e nella capacità di contendere ogni pallone. Una situazione che ha prodotto una prestazione della Casertana molto distante dall’identità mostrata in altre occasioni.
«È una squadra che ha offerto sprazzi e si allena con entusiasmo, con intensità. Io oggi non ho visto tutto questo. Sono dispiaciuto e mortificato anch’io».
Il rammarico, spiega il tecnico, è soprattutto per i propri giocatori.
«Non tanto per me, perché assumo le responsabilità della cosa. Mi dispiace per loro, perché sicuramente non sono questi i ragazzi che io alleno. Io avevo chiesto di vedere la mia squadra: aggressiva, propositiva, una squadra che può vincere o perdere, ma che se la gioca. Questo io non l’ho visto».
«Dobbiamo ringraziare De Lucia»
Tra i passaggi più duri della conferenza c’è anche quello relativo alla produzione offensiva della Casertana.
«Una squadra che cammina in campo contro un’altra squadra che non era il Real Madrid, che correva soltanto e ci ha messo sotto. Dobbiamo ringraziare San Victor De Lucia, altrimenti sarebbe stata una disfatta».
Il tecnico sottolinea poi un dato emblematico: «Non far fare una parata a Boffelli, al loro portiere, è di una gravità estrema».
Parole che fotografano la difficoltà incontrata dalla Casertana nel corso della gara e che rafforzano il giudizio estremamente negativo espresso sulla prestazione.
Il progetto è in discussione?
Inevitabile, quindi, la domanda sul futuro del progetto e sulla possibilità che il percorso intrapreso sia arrivato a un punto di rottura.
«Questo non lo stabilirò sicuramente io. Probabilmente le persone che gestiscono la società, il presidente o i direttori, mi dovranno dire se credono ancora in questo progetto. Questo non lo posso dire io, sinceramente».
La sua posizione, però, resta chiara: «Io ci credo».
Allo stesso tempo, il tecnico riconosce che quella contro la Cavese rappresenta una battuta d’arresto importante: «È normale che questa è una bella batosta e adesso vediamo se ne usciamo vivi insieme oppure no».
«Non voglio pensare che i miei abbiano mollato»
Il tema dell’atteggiamento porta inevitabilmente a chiedere se il tecnico sia rimasto deluso dai propri giocatori al punto da mettere in dubbio il loro impegno.
La risposta è netta: «Io questo non lo voglio neanche pensare, per stima delle persone e di chi fa parte di questo spogliatoio».
Il tecnico ribadisce di avere fiducia nel gruppo: «Sono uno che si fida delle persone, ci crede. Io questo non lo posso pensare. Sarebbe un grande dispiacere».
Il nodo della condizione fisica
Nel corso della conferenza viene anche evidenziata la differenza di ritmo apparsa in campo, con la Cavese sembrata molto più brillante rispetto alla Casertana. Il tecnico, però, evita di fornire una spiegazione immediata legata alla condizione atletica.
«Noi monitoriamo i dati, la squadra si allena. Quindi oggi, ti dico la verità, non posso dire: forse la Cavese è vero che è andata forte o noi che siamo andati piano».
Per arrivare a una conclusione servirà un’analisi più approfondita: «Questa è una cosa che dovrò stabilire riguardando la partita, analizzandola».
Dunque nessun alibi e nessuna spiegazione affrettata. Prima di attribuire la prestazione a un problema fisico, il tecnico vuole verificare i dati e rivedere la gara.
«Dobbiamo stabilire se ci crediamo tutti»
Il punto finale torna inevitabilmente sul progetto e sulla possibilità di proseguire insieme.
«Sono dispiaciuto per loro, non per me, perché comunque credo in quello che faccio, nel processo».
Ma dopo una prestazione così negativa sarà necessario capire se la convinzione sia condivisa da tutte le componenti: «È normale, dobbiamo stabilire se ci crediamo tutti, se andare avanti con questo progetto oppure no».
Una presa di responsabilità senza attenuanti, dunque, ma anche un messaggio rivolto alla società e all’ambiente: dopo la sconfitta con la Cavese, la Casertana dovrà capire se esistono ancora le condizioni per proseguire tutti nella stessa direzione.
