È la provincia di Caserta a registrare la maggiore densità di rifiuti in polistirolo lungo le coste campane. A fotografare una situazione particolarmente delicata sono i dati dei monitoraggi Beach Litter realizzati da Legambiente dal 2017 al 2026. Un quadro che riporta al centro dell’attenzione il litorale domizio e, in particolare, la foce dei Regi Lagni a Castel Volturno, uno dei punti maggiormente interessati dalla presenza di questo materiale. In dieci anni di monitoraggi lungo le coste della Campania sono stati censiti complessivamente 123.483 rifiuti. Di questi, 99.307, pari all’80,4%, sono costituiti da polimeri artificiali e plastica. Il polistirolo rappresenta una componente significativa del fenomeno: sono 10.474 i rifiuti in polistirolo individuati, pari all’8,5% del totale. Nel dettaglio, il monitoraggio ha rilevato 368 cassette per il pesce ancora integre, 8.918 frammenti inferiori ai 50 centimetri e altri 1.188 frammenti di dimensioni superiori. Numeri che mostrano come il problema non riguardi soltanto i contenitori ancora riconoscibili, ma anche la progressiva frammentazione del materiale una volta disperso nell’ambiente.
Caserta sopra la media regionale
La provincia di Caserta presenta il dato più elevato tra quelle considerate nel monitoraggio. Nei 17 transetti censiti, la media raggiunge 144 rifiuti in polistirolo per transetto, oltre il doppio della media regionale, che si attesta a 70,3. Il dato casertano risulta superiore anche a quello registrato nelle altre province monitorate: 72 rifiuti per transetto a Napoli e 52 a Salerno. Particolarmente significativo è il dato relativo a Castel Volturno, dove la concentrazione sfiora 162 rifiuti in polistirolo per transetto. Ma non è soltanto la quantità complessiva a destare attenzione. Nel territorio di Castel Volturno è stata rilevata anche la maggiore presenza di cassette in polistirolo ancora integre: 20 per transetto, a fronte di una media regionale di appena 2,5. Secondo Legambiente, questo elemento rappresenta un possibile segnale del rapporto con le attività agricole e serricole presenti nelle aree vicine. (Pupia.tv)
La foce dei Regi Lagni sotto osservazione
È proprio alla foce dei Regi Lagni, a Castel Volturno, che Legambiente ha programmato una delle principali iniziative campane della 34ª edizione di Puliamo il Mondo. I volontari del circolo locale di Legambiente, insieme alle associazioni del territorio, tra cui Tartaruga Domizia, sono impegnati in un’attività di pulizia e monitoraggio ambientale. La scelta della foce non è casuale. I corsi d’acqua possono infatti raccogliere rifiuti provenienti dai territori attraversati e trasportarli verso il mare. Le foci diventano così uno dei punti nei quali è possibile osservare gli effetti della dispersione dei rifiuti lungo il bacino fluviale.
Il problema del polistirolo: da contenitore a frammento
Uno degli aspetti più problematici è la capacità del polistirolo espanso di rompersi e frammentarsi una volta disperso nell’ambiente. Una cassetta abbandonata può progressivamente trasformarsi in numerosi frammenti più piccoli, rendendo difficile individuarne l’origine e seguirne il percorso. Vento, correnti e corsi d’acqua possono favorirne la dispersione fino agli ecosistemi marini. Per questo, secondo Legambiente, intervenire soltanto sulla raccolta dei rifiuti non è sufficiente: diventa fondamentale agire anche sulla prevenzione, riducendo la possibilità che i contenitori vengano dispersi nell’ambiente.
La richiesta alla Regione
Sul tema è già in corso un intervento legislativo regionale. Il nuovo disegno di legge prevede la progressiva sostituzione dei contenitori in polistirene espanso nel settore ittico, attraverso strumenti destinati a favorire l’utilizzo di soluzioni alternative. Legambiente Campania accoglie positivamente l’iniziativa, ma chiede che le misure non vengano limitate alla pesca. L’associazione propone infatti di estendere tutele, incentivi e strumenti di sostegno anche alle filiere agricola e ortofrutticola, dalla raccolta alla distribuzione. Tra le proposte figurano incentivi economici per la sostituzione dei contenitori, sistemi riutilizzabili e riciclabili, progetti sperimentali di economia circolare e campagne di informazione. «Una volta disperso, il polistirolo si frammenta rapidamente, perdendo ogni tracciabilità e contaminando gli ecosistemi con microplastiche», ha spiegato Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania, sottolineando la necessità di intervenire su tutte le filiere che fanno largo uso di questo materiale. Un problema che riguarda l’intero litorale Il caso di Castel Volturno si inserisce quindi in un problema più ampio che riguarda le coste campane. I dati decennali mostrano una presenza significativa di plastica e polistirolo e confermano il ruolo che fiumi e corsi d’acqua possono avere nel trasporto dei rifiuti verso il mare. La provincia di Caserta, con una media di 144 rifiuti in polistirolo per transetto, rappresenta il territorio con la maggiore densità rilevata nel monitoraggio regionale. E Castel Volturno, con circa 162 pezzi per transetto e il numero più elevato di cassette integre, costituisce uno dei punti più significativi di questa fotografia ambientale. La giornata di pulizia alla foce dei Regi Lagni assume così un valore che va oltre la semplice raccolta dei rifiuti: diventa anche un’occasione per comprendere da dove provengano i materiali, come arrivino sulla costa e quali interventi possano essere adottati per impedirne la dispersione. La sfida, per il litorale casertano, non riguarda dunque soltanto la pulizia delle spiagge. Riguarda soprattutto la capacità di interrompere il percorso dei rifiuti prima che raggiungano il mare, coinvolgendo istituzioni, imprese, agricoltori, operatori della pesca, associazioni e cittadini in una strategia di prevenzione e tutela del territorio.
