Svolta per la refezione scolastica a Caserta. Il Comune ha acceso i motori della nuova stagione con l’avvio ufficiale della procedura di gara europea per l’affidamento del servizio di mensa nelle scuole dell’infanzia, nelle primarie e nelle secondarie di primo grado della città.
È un appalto che pesa, e non solo economicamente. Parliamo di 8.428.780,80 euro di valore complessivo, una delle gare più rilevanti degli ultimi anni nel Mezzogiorno per il settore della ristorazione collettiva. In palio c’è la gestione del tempo mensa per migliaia di alunni degli istituti comprensivi del capoluogo, un servizio essenziale che incide direttamente sulla qualità della vita scolastica, sull’organizzazione delle famiglie e sul diritto allo studio a tempo pieno.
Il bando, pubblicato ufficialmente il 10 agosto 2026, fissa un termine perentorio: le imprese interessate dovranno far pervenire le proprie offerte, esclusivamente in modalità telematica, entro le ore 10:30 di lunedì 14 settembre 2026.
Una regia esterna per garantire trasparenza e concorrenza
Consapevole della delicatezza del settore, spesso al centro di polemiche e ricorsi a livello nazionale, l’amministrazione comunale casertana ha deciso di non gestire direttamente la gara. L’intero iter tecnico-amministrativo è stato affidato al Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata.
Una scelta strategica. Affidarsi a una stazione appaltante di rango statale, esterna all’ente locale, consente di assicurare i massimi standard di trasparenza, imparzialità e competenza tecnica. L’obiettivo è duplice: da un lato attrarre operatori economici solidi e qualificati anche da fuori regione, dall’altro mettere al riparo la procedura da qualsiasi ombra, garantendo alle famiglie un servizio controllato e sicuro fin dalla fase di selezione del fornitore.
Il nuovo paradigma: dal pasto alla ristorazione sostenibile
La vera novità di questa gara non è l’importo, ma la filosofia che la ispira. Il capitolato d’appalto supera definitivamente l’idea della mensa come mera fornitura di pasti caldi. Quello che viene chiesto alle aziende è un progetto integrato di ristorazione scolastica sostenibile, costruito attorno ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), resi obbligatori dal Codice degli Appalti per tutti i servizi di ristorazione collettiva.
Cosa significa, in concreto, per chi si siederà a tavola a scuola?
- La centralità della materia prima. Il bando impone una vera e propria rivoluzione della filiera. Le imprese dovranno garantire un utilizzo prioritario e documentato di prodotti biologici, provenienti da agricoltura integrata, a filiera corta e a chilometro zero, con preferenza per le produzioni DOP, IGP e del territorio campano. Non solo qualità, ma anche stagionalità, tracciabilità completa e rotazione dei menu per educare i bambini alla varietà e al rispetto dei cicli naturali.
- L’addio definitivo alla plastica monouso. È uno dei punti più stringenti. Spariranno piatti, bicchieri e posate in plastica tradizionale. Al loro posto, materiali compostabili, biodegradabili o, dove possibile, riutilizzabili in lavastoviglie industriali. Lo stesso vale per gli imballaggi per il trasporto: un taglio netto ai rifiuti alla fonte, che trasforma la mensa in un laboratorio di educazione ecologica.
- Logistica green e lotta allo spreco. Anche il modo in cui il pasto arriva a scuola cambia. Il capitolato premia le aziende che utilizzano mezzi di trasporto a basse emissioni, elettrici o a metano, e che adottano sistemi di mantenimento della temperatura che non alterino le proprietà organolettiche del cibo. Fondamentale è poi il piano anti-spreco: ogni concorrente dovrà presentare un progetto strutturato per il recupero delle eccedenze alimentari integre, da destinare ad associazioni del terzo settore, e per il monitoraggio quotidiano degli scarti, con l’obiettivo di ricalibrare le porzioni e ridurre i rifiuti.
- Sicurezza, igiene e inclusione nutrizionale. L’ultimo pilastro è quello della salute. I menu dovranno essere elaborati da nutrizionisti, bilanciati per apporto calorico e nutrizionale in base alle fasce d’età, e validati dall’ASL competente. Massima attenzione sarà riservata alle diete speciali: allergie, intolleranze, celiachia, ma anche esigenze etico-religiose. La sanificazione di cucine, centri cottura e refettori dovrà avvenire esclusivamente con detergenti ecologici a basso impatto, certificati Ecolabel.
Per una città come Caserta, dove il tempo pieno e il tempo prolungato rappresentano un supporto indispensabile per i genitori che lavorano, assicurare una mensa efficiente significa garantire il diritto allo studio e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.
Ma c’è di più. La ristorazione scolastica è oggi riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione come momento formativo a tutti gli effetti. A tavola si impara a mangiare in modo corretto, a conoscere i prodotti della propria terra, a stare insieme nel rispetto delle regole. Con l’introduzione dei CAM, quel momento diventa anche una lezione di cittadinanza attiva e di rispetto per l’ambiente.
Garantire la partenza del servizio senza ritardi o proroghe emergenziali, come accaduto in passato in molte realtà italiane, è quindi una priorità assoluta per l’amministrazione in vista del nuovo anno scolastico.
Come partecipare: requisiti e tempistiche
La gara è aperta a tutti gli operatori economici del settore, in forma singola o associata, in possesso dei requisiti di capacità tecnica ed economica previsti dalla normativa europea.
Tutta la documentazione – dal bando al disciplinare, dal capitolato speciale alla modulistica – è disponibile sui portali telematici del Provveditorato e del Comune di Caserta, oltre che sulla piattaforma nazionale degli appalti.
Le offerte dovranno essere composte da tre buste virtuali: documentazione amministrativa, offerta tecnica, dove l’azienda dovrà dettagliare il proprio progetto di sostenibilità e qualità, e offerta economica.
Ora si attende il 14 settembre per conoscere i partecipanti. Poi partirà la fase di valutazione, che terrà conto non solo del prezzo più basso, ma soprattutto della qualità dell’offerta tecnica, con un punteggio premiante per chi garantirà standard ambientali e nutrizionali più elevati. In palio c’è la mensa del futuro per le scuole di Caserta.
