A Caserta la questione Mattei-Ferraris è ormai diventata una vertenza che coinvolge un’intera comunità scolastica. Studenti, genitori, docenti e personale Ata scenderanno in strada giovedì 8 ottobre per chiedere risposte sul futuro della storica sede di via Settembrini, chiusa dopo le verifiche sulla sicurezza dell’edificio e oggi sostituita, almeno temporaneamente, da una dislocazione delle attività in diversi plessi della città. Il corteo partirà alle 9.30 dall’area dell’ex Macrico e attraverserà il centro di Caserta. Al termine della manifestazione, una delegazione incontrerà il Prefetto per chiedere l’apertura di un tavolo istituzionale con Provincia, Comune e Regione. Sul tavolo, spiegano i promotori, dovranno esserci soprattutto tre questioni: tempi, risorse e progetto per via Settembrini. È questo il punto centrale della protesta. La comunità scolastica non contesta la necessità di garantire la sicurezza degli studenti, ma chiede di conoscere quale percorso le istituzioni intendano seguire dopo la chiusura della sede. Il provvedimento della Provincia risale al 13 luglio, quando con il decreto numero 136 è stata disposta l’inagibilità dell’immobile. Le verifiche eseguite sui tre corpi di fabbrica hanno evidenziato criticità strutturali e un indice di vulnerabilità sismica inferiore a 1. Gli accertamenti hanno inoltre rilevato problemi legati al calcestruzzo armato, alla capacità di sopportare i carichi verticali e alla sicurezza di alcuni elementi portanti. La chiusura ha inevitabilmente modificato l’organizzazione dell’istituto. La soluzione individuata per garantire la ripresa delle attività didattiche è stata quella di distribuire gli studenti in più sedi. Ed è proprio questo uno degli aspetti che maggiormente preoccupa le famiglie. Il Mattei-Ferraris, infatti, oggi non è più concentrato in un unico polo. Gli studenti sono stati indirizzati in strutture differenti a seconda del percorso di studi: via Amendola a Puccianiello, via Petrarca a Centurano e viale Melvin Jones nell’area ex Saint Gobain. Una mappa scolastica che ha trasformato la normale organizzazione dell’istituto in una complessa gestione degli spostamenti. Per alcune famiglie significa affrontare nuovi percorsi e maggiori costi di trasporto; per gli studenti significa frequentare una sede diversa da quella tradizionale; per alcuni indirizzi significa fare i conti con la temporanea indisponibilità di laboratori e spazi specialistici. Le conseguenze riguardano anche la macchina organizzativa della scuola. Gli esami integrativi e di idoneità sono stati trasferiti a Puccianiello, costringendo docenti e famiglie a spostarsi tra diverse zone della città per seguire le attività. Ma dietro le difficoltà quotidiane c’è una questione ancora più grande: il rischio che una soluzione nata come emergenza non abbia una prospettiva temporale definita. È questo che il Comitato di Studenti, Genitori, Docenti e Personale Ata vuole portare all’attenzione delle istituzioni. Nei giorni scorsi il comitato ha organizzato un presidio davanti ai cancelli chiusi di via Settembrini, trasformando quello che era diventato il simbolo della chiusura della scuola nel punto di partenza della mobilitazione. Il messaggio emerso dall’assemblea è stato chiaro: servono risposte sul futuro dell’istituto. La richiesta non riguarda soltanto il ritorno degli studenti nell’edificio di via Settembrini. La comunità scolastica vuole conoscere quale intervento verrà realizzato, quali saranno le risorse disponibili e soprattutto quali saranno i tempi necessari per arrivare a una soluzione definitiva. «Chiederemo un incontro al Prefetto di Caserta per attivare un tavolo istituzionale con gli Enti Locali che definisca tempi, risorse e progetti per via Settembrini», fanno sapere i promotori. Il corteo di giovedì sarà quindi il primo appuntamento pubblico di una mobilitazione che punta a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda. Gli organizzatori hanno invitato alla partecipazione studenti, famiglie, lavoratori della scuola e cittadini, chiedendo però che la manifestazione resti estranea alle appartenenze politiche. Nessuna bandiera di partito, spiegano, perché l’obiettivo è concentrare la protesta esclusivamente sul futuro della comunità scolastica. La partita che si apre ora è soprattutto istituzionale. La chiusura della sede ha risolto nell’immediato il problema della sicurezza dell’edificio, ma ha lasciato aperta la questione di come restituire al Mattei-Ferraris una sede adeguata e stabile. Nel frattempo, la scuola continua a funzionare in più punti della città. Le lezioni vanno avanti, gli studenti frequentano le aule assegnate e il personale cerca di mantenere in piedi l’organizzazione didattica. Ma per le famiglie resta una domanda senza risposta: quanto durerà questa situazione? Giovedì, con il corteo che attraverserà il centro di Caserta, quella domanda arriverà davanti alla Prefettura. L’obiettivo della comunità del Mattei-Ferraris è trasformare l’attuale frammentazione in un percorso definito e ottenere dalle istituzioni un impegno concreto sul futuro di via Settembrini. Perché la questione, ormai, non riguarda soltanto dove svolgere le lezioni domani mattina. Riguarda quale scuola avrà Caserta nei prossimi anni.
