Da una parte centinaia di posti da assegnare prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Dall’altra un dato che lascia intravedere segnali di miglioramento nella battaglia contro l’abbandono degli studi. La scuola casertana si trova davanti a una doppia sfida che fotografa luci e ombre del sistema educativo provinciale. Dopo le operazioni di mobilità per il 2026-2027, sono ancora 354 le cattedre disponibili nelle scuole del territorio. Un numero che colloca Caserta tra le province campane con il maggiore fabbisogno di personale e che rende determinanti le prossime procedure di assunzione. Le carenze interessano tutti gli ordini scolastici. Dalla scuola dell’infanzia alle superiori, passando per primaria e medie, il sistema continua a fare i conti con una necessità strutturale di nuovi docenti. La situazione più delicata riguarda gli istituti secondari superiori, dove si concentra quasi la metà dei posti ancora da coprire. Particolarmente richiesti risultano gli insegnanti di materie scientifiche e tecnologiche, ma anche i docenti impegnati nei percorsi di inclusione e sostegno, un settore che negli ultimi anni ha visto crescere costantemente la domanda. Il dato provinciale si inserisce in un contesto regionale più ampio. La Campania, con oltre seimila posti ancora disponibili dopo la mobilità, si conferma tra le realtà italiane che necessitano del maggior numero di nuove assunzioni. Da qui l’accelerazione impressa alle procedure concorsuali, considerate essenziali per garantire maggiore stabilità agli organici e ridurre il ricorso alle supplenze. Ma accanto alla questione del personale emerge un elemento che racconta una storia diversa. Nell’ultimo anno scolastico è diminuito il numero degli studenti esclusi dagli scrutini finali a causa delle assenze. I casi sono passati da 596 a circa 480, con una riduzione vicina al 20 per cento. Un risultato che assume particolare rilevanza in un territorio che per anni ha dovuto fare i conti con fenomeni di dispersione scolastica tra i più preoccupanti della regione. Dietro i numeri ci sono percorsi recuperati, situazioni monitorate e interventi educativi che hanno permesso a molti ragazzi di restare agganciati alla scuola. Oltre cento studenti in più hanno raggiunto il termine dell’anno scolastico senza interrompere il proprio percorso formativo. Non è ancora il momento dei trionfalismi. Le criticità restano e il lavoro da fare è ancora molto. Tuttavia il calo delle esclusioni rappresenta un segnale concreto che qualcosa sta cambiando. Per la scuola casertana il futuro passa da qui: riuscire a riempire le cattedre vuote e continuare a tenere aperte le porte delle aule a chi rischia di restarne fuori. Due obiettivi diversi, ma strettamente collegati. Perché una scuola più forte ha bisogno sia di insegnanti stabili sia di studenti che continuino a credere nel valore dell’istruzione.
