La Bandiera Blu è motivo di orgoglio. O almeno dovrebbe esserlo. Il problema nasce quando il riconoscimento diventa una comoda coperta sotto la quale nascondere tutto ciò che non funziona. Siamo nel pieno della stagione estiva. Migliaia di cittadini e turisti passeggiano sul lungomare e quello che vedono non è certo l’immagine di una città modello. Da mesi, e non da qualche giorno, ci sono paletti danneggiati, piste ciclabili trascurate, cabine elettriche nel degrado, cestini insufficienti e rifiuti che fanno bella mostra di sé a pochi metri dal mare. In via Pirandello la situazione è sotto gli occhi di tutti. Talmente evidente che viene spontaneo chiedersi se qualcuno passi mai da quelle parti o se ci si limiti a guardare la città dalle fotografie delle inaugurazioni e dei comunicati ufficiali. Fa sorridere, ma è una risata amara. Si parla di sviluppo, di opere pubbliche, di nuovi interventi, di cemento e asfalto come se fossero la soluzione a tutto. Intanto il decoro urbano, quello che cittadini e visitatori vedono ogni giorno, continua a essere trattato come un fastidioso dettaglio. La verità è che una città non si giudica dai rendering, dalle conferenze stampa o dalle promesse. Si giudica da ciò che mostra nelle sue strade. E oggi alcune aree del lungomare raccontano una storia ben diversa da quella che si vorrebbe far credere. La Bandiera Blu certifica la qualità delle acque, ma purtroppo non può certificare il livello di attenzione verso il territorio. Altrimenti qualcuno dovrebbe spiegare come sia possibile vantarsi di un riconoscimento internazionale mentre a pochi metri dalla spiaggia convivono incuria, sporcizia e abbandono. Il mare continua a essere bellissimo. È forse l’unico che continua a fare il proprio dovere senza chiedere nulla in cambio. Tutto il resto, invece, appare lasciato alla buona sorte e alla pazienza dei cittadini. La sensazione è che ci si preoccupi troppo di ottenere le targhe e troppo poco di meritarsi gli applausi. Perché il decoro non si inaugura con un taglio del nastro e non si racconta con uno slogan. Il decoro si vede. E quando non si vede, ogni bandiera rischia di diventare soltanto un pezzo di stoffa agitato dal vento mentre sotto continua a crescere l’indifferenza.
