CASERTA – Un progetto strategico, atteso da mesi, ma ancora fermo ai nastri di partenza. La nascita di una DMO (Destination Management Organization) per Caserta continua a essere un obiettivo dichiarato, senza però tradursi in passi concreti. Nel frattempo, altri territori della provincia si muovono con maggiore rapidità, come il litorale domizio, che ha già avviato un percorso strutturato con la costituzione del comitato promotore.
A Caserta, invece, il processo appare rallentato soprattutto dall’assenza di un elemento decisivo: il pieno coinvolgimento del Comune capoluogo. Senza una guida istituzionale chiara, infatti, la DMO – che per sua natura richiede una forte integrazione tra pubblico e privato – fatica a prendere forma. I primi contatti con la terna commissariale ci sono stati, ma non hanno ancora prodotto sviluppi operativi.
Eppure le basi per costruire un sistema turistico moderno non mancano. Confcommercio Caserta ha già avviato iniziative e rappresenta una rete ampia e articolata di imprese: strutture ricettive, pubblici esercizi, attività commerciali e servizi. Un patrimonio economico che potrebbe essere valorizzato proprio attraverso una DMO, capace di coordinare strategie, promozione e accoglienza.
L’obiettivo non è limitato alla sola città. Il progetto guarda a un modello più ampio, basato su un “patto di destinazione” che coinvolga anche altri comuni della provincia, soprattutto quelli a maggiore vocazione turistica. Un sistema integrato che consentirebbe di mettere in rete risorse, attrazioni e servizi, aumentando la competitività dell’intero territorio.
In questo scenario, un contributo rilevante potrebbe arrivare anche dal mondo accademico. L’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, con il dipartimento di Scienze politiche e il corso in Scienze turistiche, dispone di competenze specifiche e professionalità in grado di supportare la progettazione e la gestione delle destinazioni turistiche.
Non va dimenticato, inoltre, che la Regione Campania considera le DMO uno strumento fondamentale per il rilancio del turismo, sostenendone la diffusione sul territorio. Un’opportunità, dunque, anche in termini di sviluppo economico e occupazionale.
Il rischio, però, è che Caserta resti indietro proprio mentre altri territori si organizzano e si rendono più competitivi. La partita si gioca sulla capacità di fare sistema, superare ritardi e frammentazioni e costruire una governance condivisa.
La DMO non è solo un organismo, ma una visione: quella di un territorio che sceglie di raccontarsi, organizzarsi e crescere in modo coordinato. Per Caserta, trasformare questa visione in realtà non è più rimandabile.
