CASERTA – Imparare a salvare una vita deve essere un diritto di tutti. Con questo obiettivo, il prossimo 20 giugno, dalle ore 10:00 alle 13:00, presso il Campo Laudato Sì di Caserta, in Via Unità Italiana, si terrà il corso “BLS d’Inclusione – Rianimazione Cardiopolmonare”, un’iniziativa che punta a rendere la formazione sulle manovre salvavita accessibile anche alle persone con disabilità. L’evento nasce dalla convinzione che il soccorso e la sicurezza siano temi che riguardano l’intera comunità, senza distinzioni. Il progetto mira infatti a superare un pregiudizio ancora diffuso: quello che vede le persone con disabilità esclusivamente come soggetti da assistere o da soccorrere, anziché come cittadini attivi e capaci di intervenire in situazioni di emergenza.
Abbiamo intervistato Guido Pennacchietti, infermiere professionista e ideatore del progetto, per approfondire finalità e caratteristiche dell’iniziativa.
Che cos’è il “Basic Life Support di inclusione”?
«Il termine “Basic Life Support di inclusione” non è una definizione tecnica standard del protocollo medico, ma si riferisce generalmente a programmi di formazione BLS (supporto vitale di base) progettati per essere accessibili e inclusivi per persone con disabilità o per contesti di marginalità sociale.»
Qual è l’obiettivo di queste iniziative?
«L’obiettivo di queste iniziative è garantire che chiunque, indipendentemente dalle proprie capacità fisiche o cognitive, possa apprendere le manovre salvavita o riceverle correttamente.»
Quali sono gli aspetti chiave del BLS inclusivo?
«Adattamento delle manovre: formazione specifica su come eseguire la Rianimazione Cardio Polmonare (RCP) o la disostruzione delle vie aeree su persone in carrozzina o con deformità fisiche.»
In che modo viene resa accessibile la comunicazione?
«Comunicazione accessibile: utilizzo di materiali didattici semplificati, interpreti LIS (Lingua dei Segni Italiana) o strumenti visivi per persone con disabilità sensoriali o cognitive.»
Come viene favorita la diffusione sociale del progetto?
«Diffusione sociale: progetti che portano i corsi BLSD in periferie o comunità svantaggiate per abbattere le barriere economiche e culturali alla sicurezza.»
Cosa prevedono le linee guida internazionali seguite dai corsi inclusivi?
«Ogni corso inclusivo si basa comunque sulle linee guida internazionali che prevedono: valutazione della sicurezza, verifica dello stato di coscienza, chiamata ai soccorsi attraverso il Numero Unico di Emergenza 112 e manovre di rianimazione mediante compressioni toraciche e, se disponibile, utilizzo del defibrillatore (DAE).»
In conclusione, Guido Pennacchietti lancia un messaggio che racchiude il senso più profondo dell’iniziativa:
«Tutti possono fare la propria parte. Il soccorso non è soltanto un dovere civico, ma soprattutto un diritto umano. Rendere accessibili le competenze salvavita significa costruire una società più giusta, dove nessuno viene escluso dalla possibilità di aiutare o di essere aiutato. Avere le conoscenze e gli strumenti per proteggere la propria comunità rappresenta il più grande traguardo dell’inclusione.»
