Parole, emozioni, riflessioni e musica hanno animato il Salone Borbonico in occasione del nuovo appuntamento con “I Venerdì letterari di San Nicola la Strada”, l’iniziativa culturale organizzata dall’assessore alla Cultura Gianluca Feola insieme alla sindaca Maria Natale, con l’obiettivo di promuovere il valore della lettura e dell’incontro attraverso la presentazione di autori e opere letterarie.
Protagonista della serata è stato il libro “La luce che resta” di Monica Aquino, al centro di un dialogo ricco di spunti e riflessioni, capace di coinvolgere il pubblico e di trasformare la presentazione in un autentico momento di condivisione culturale.
A confrontarsi con l’autrice sono state Iolanda Falanga, Anna Izzo e Teresa La Vedova, mentre Gisella D’Anna ha dato voce ad alcuni passaggi dell’opera attraverso letture che hanno contribuito a rendere ancora più intensa e suggestiva l’atmosfera dell’incontro.
La serata è stata arricchita dagli intermezzi musicali alla chitarra di Adriano Laudadio, giovane e talentuoso musicista della Yamaha Music School di San Nicola la Strada. Le sue esecuzioni hanno accompagnato con sensibilità i diversi momenti dell’appuntamento, creando un piacevole dialogo tra letteratura e musica.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla sindaca Maria Natale, ai ragazzi del Liceo “A. Diaz” di San Nicola la Strada e a tutti i cittadini che hanno partecipato, confermando con la loro presenza l’interesse e l’attenzione verso le iniziative culturali del territorio.
L’appuntamento ha ribadito il significato più autentico de “I Venerdì letterari”: non soltanto occasioni per presentare libri e incontrare scrittori, ma momenti preziosi per favorire il dialogo, stimolare la riflessione e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione culturale promosso dall’assessore Gianluca Feola, in collaborazione con la sindaca Maria Natale, per rendere la cultura sempre più accessibile e partecipata, offrendo alla cittadinanza occasioni di crescita e condivisione e valorizzando il Salone Borbonico come luogo di incontro.
Perché la cultura non vive soltanto tra le pagine di un libro, ma prende forma soprattutto quando le persone si incontrano, si ascoltano e condividono emozioni. Ed è proprio questa la luce che, anche dopo la conclusione di una serata, continua a restare.
