Foto Giuseppe Sorbo
Anna Foglietta entusiasma la Reggia di Caserta: <<La bellezza ci emoziona sempre, la partecipazione è un dovere>>
Una bellissima atmosfera carica di fascino e riflessione umana quella che si è respirata ieri sera nel meraviglioso Vestibolo della Reggia di Caserta il secondo monumento più importante d’Europa. L’attrice e regista Anna Foglietta è stata la protagonista d’eccezione della seconda serata della IX edizione ‘Maestri alla Reggia’, l’apprezzata manifestazione organizzata dalla professoressa Lucia Monaco dell’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ e curata dalla Direzione artistica di Remigio Truocchio. L’incontro è stato moderato dalla bravissima Titta Fiore, giornalista e Presidente Film Commission Regione Campania. La Foglietta ha dialogato con la Fiore, iniziando a raccontare la sua carriera in teatro e in televisione, la diva si è affermata al cinema con ‘Nessuno mi può giudicare’-2011 di Massimiliano Bruno. Negli anni successivi ha recitato in film come Tutta colpa di Freud (2014), e Noi e la Giulia (2015), e Perfetti sconosciuti (2016), e nel 2019 ha ricevuto il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista per ‘Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio’. Ai microfoni di Radio Caserta Tv, l’attrice ha ricordato l’esperienza meravigliosa di ‘Questi fantasmi’ l’adattamento televisivo creato da Alessandro Gassman per il 2024: “È stato un colpo al cuore e un tuffo nel passato, perché dovete sapere che io ho interpretato Maria quando avevo solo 21 anni. Io ho debuttato in teatro nell’anno 2000, e nel 2001 appunto ho fatto questo personaggio, ma soprattutto ho fatto questo spettacolo, in una compagnia diciamo minore, non era una compagnia di quelle situazionali con tournée e quant’altro. Però vi ricordo che avevo già studiato molto bene Questi Fantasmi, la storia di Maria e tutto il teatro di Eduardo, perché poi io vengo appunto da una famiglia in parte napoletana, dove tutta la tradizione del teatro napoletano è come la Bibbia, di fatto è la Bibbia laica”. L’attrice poi ha raccontato un simpatico siparietto di quando Gassman l’ha contattata per ricoprire il ruolo: “Quando Alessandro mi ha chiamato, mi ricordo che stavo bevendo un vino nero con il mio amico Giuseppe Battiston a Cortina, dove stavo girando un film. Ho avuto un mancamento, perché è come se avessi detto: “Ma questa è un’opportunità bellissima!” e non viene, come ho pensato, “la mia mamma”. Anche per mostrare in qualche maniera, per lasciare un documento, perché poi sappiamo che il cinema, rispetto al teatro, ha il pregio di restare. Io amo il teatro soprattutto, ma il cinema lascia una traccia indelebile. E quindi ho pensato che anche per mia madre sarebbe stata una bellissima opportunità di riconoscimento, se non altro di appartenenza culturale. E quindi ho detto subito sì”.
Un personaggio quello di Maria ingabbiato all’interno di uno schema sociale rigido in cui le donne finiscono sempre per essere delle martiri. Rispetto però al testo di Eduardo, la Foglietta mette in evidenza come Maria sia stata un personaggio ancora più sfaccettato anche rispetto ai tempi in cui viviamo.
L’insegnamento che si può ricavare da questo testo, evidenzia la Foglietta, è principalmente umano dichiarando che non bisogna mai avere paura: “Bisogna vivere la propria vita, di non avere paura e di non fare la fine dei fantasmi del testo di Eduardo. Perché la vita è un viaggio e va vissuta fino in fondo, sempre fino in fondo”. Davanti a un pubblico attento e partecipe, la nota artista ha offerto un’intesa lectio magistralis, spaziando tra il valore civile dell’arte, l’evoluzione del linguaggio audiovisivo, l’impegno sociale e ricordi di una carriera ricca di successi. La Foglietta ha esortato il pubblico a non trincerarsi nel proprio privato, ammonendo su quanto accade nel mondo: << Ci sovrasta come un cappello, davanti e dietro; dobbiamo partecipare, non possiamo vivere senza partecipazione>>. Un passaggio centrale della riflessione ha toccato il mondo del cinema e la sua fruizione ai tempi delle piattaforme digitali. La Foglietta ha espresso anche un suo commento in merito ai testi misogini di alcuni artisti musicali, l’attrice ha spiegato oggi che il problema culturale non è solo italiano: “Anche in Messico, in America Latina, in Asia, ci sono cantanti che strumentalizzano le donne. Sta a noi ascoltare certa musica e crescere in modo più consapevole. Non è la musica che ascolto, non potrebbe mai esserlo per le scelte che attuò ogni giorno. Forse dobbiamo rivedere la nostra arte musicale”. L’impegno di Anna Foglietta, tuttavia, non si ferma al set. L’artista ha ricordato il suo attivismo, la sua militanza, come quelli legati alla fondazione “Una Nessuna Centomila” per contrastare la violenza di genere, e un lavoro sul tema del consenso girato durante il concerto del Primo Maggio. In conclusione l’attrice rivolgendosi alla platea nel Vestibolo Superiore della Reggia di Caserta ha ricordato le sue radici napoletane fino ad arrivare a ‘Perfetti Sconosciuti’, è stato un attimo. Un percorso straordinario grazie anche al teatro napoletano, ma soprattutto grazie alla valorizzazione culturale di Eduardo De Filippo. << Ho una madre napoletana di Vico Pergola>>. Stuzzicata ancora da Titta Fiore sui rimpianti professionali, con un radioso sorriso ha risposto così alla platea: <<No, faccio una straordinaria vita >>.

