CASERTA – «Portare studenti da tutta Italia e dall’Europa alla scoperta delle aree interne della Campania significa promuovere territori straordinari e, nello stesso tempo, creare nuove opportunità per le economie locali». Nelle parole dell’assessore regionale al Turismo Enzo Maraio c’è una precisa idea di sviluppo: fare del turismo scolastico uno strumento concreto per portare nuovi visitatori anche nei territori meno conosciuti della Campania.
In questa strategia, la provincia di Caserta assume un ruolo particolarmente significativo grazie all’Alto Matese, una delle sette Aree Interne individuate dalla Regione. Il territorio casertano viene quindi inserito in una politica regionale che punta a trasformare i viaggi d’istruzione in occasioni di conoscenza del patrimonio locale e, contemporaneamente, in un volano per strutture ricettive, ristorazione, imprese agroalimentari e artigianato.
La scelta dell’Alto Matese non è isolata. Già nell’aprile scorso la Regione ha previsto per le sette Aree Interne un programma complessivo da 4,2 milioni di euro per rafforzarne l’attrattività turistica. Nella ripartizione indicativa delle risorse, all’Alto Matese sono stati assegnati 641.523,16 euro, la quota destinata al territorio casertano.
Il nuovo intervento sul turismo scolastico si inserisce dunque in una strategia più ampia. Per Maraio, l’obiettivo è «allargare la geografia del turismo campano», portando i flussi oltre le destinazioni tradizionali e facendo conoscere ai giovani borghi, paesaggi, cultura, produzioni tipiche e tradizioni delle aree interne.
Per il Casertano significa soprattutto valorizzare l’Alto Matese come destinazione capace di offrire un’esperienza diversa dal turismo delle grandi città d’arte e delle località costiere: soggiorni, natura, patrimonio culturale, produzioni locali e incontro con le comunità.
La misura per il 2026/2027 prevede 600mila euro e assegna priorità alle scuole che organizzano viaggi con almeno due pernottamenti nei Comuni delle aree interne, accompagnati da visite a siti culturali, ambientali e naturalistici o ad aziende e attività legate alle tradizioni eno-agroalimentari e all’artigianato. È inoltre prevista una premialità per i progetti che garantiscono la partecipazione degli studenti con disabilità.
È proprio il modello di soggiorno, più che la semplice escursione, a poter produrre ricadute significative sulla provincia di Caserta. Due o più pernottamenti significano infatti presenze turistiche, consumi e lavoro per il territorio, mentre le visite alle aziende e alle realtà artigianali permettono di collegare il turismo alla valorizzazione delle produzioni locali.
Maraio insiste anche sulla destagionalizzazione. I viaggi d’istruzione si concentrano normalmente nei periodi di minore affluenza e possono quindi contribuire a sostenere le attività turistiche anche fuori dai mesi di maggiore domanda. Per l’Alto Matese e per l’entroterra casertano questo aspetto può essere particolarmente importante.
«La sfida è fare in modo che chi arriva in Campania non conosca soltanto le mete più note, ma scopra la ricchezza dell’intero territorio regionale», afferma Maraio. Ed è qui che il progetto assume una prospettiva che va oltre il semplice contributo alle scuole: far conoscere oggi l’Alto Matese agli studenti significa costruire potenziali visitatori di domani.
L’idea dell’assessore è infatti che un giovane possa tornare successivamente con la propria famiglia e diventare, nel tempo, un «ambasciatore della Campania». Per la provincia di Caserta, quindi, il turismo scolastico può diventare una leva per trasformare l’Alto Matese da territorio da scoprire a destinazione turistica strutturata e riconoscibile, inserita stabilmente nei circuiti dei viaggi d’istruzione nazionali ed europei.
In questa prospettiva, le parole di Maraio rappresentano un messaggio diretto al territorio casertano: l’Alto Matese non deve essere considerato una periferia turistica della Campania, ma una delle aree sulle quali costruire il futuro della diversificazione e della destagionalizzazione dell’offerta regionale.
