La Piana Casertana si prepara a raccontarsi attraverso una nuova dimensione territoriale: non più sette Comuni considerati separatamente, ma una rete di comunità, luoghi, memorie e tradizioni collegati da una storia comune.
È questa l’idea alla base di “Terre in Cammino”, il progetto intercomunale che riunisce Capodrise, Carinaro, Marcianise, Portico di Caserta, Recale, San Marco Evangelista e San Nicola la Strada, con San Marco Evangelista quale Comune capofila.
La proposta è stata presentata nell’ambito del programma regionale “Le Stagioni della Campania”, dedicato alla realizzazione di percorsi turistici integrati di carattere culturale, naturalistico ed enogastronomico. La Regione Campania ha destinato al progetto 200 mila euro, ai quali si aggiungono 35 mila euro di cofinanziamento comunale, per un valore complessivo di 235 mila euro.
L’iniziativa assume una particolare rilevanza perché arriva in una fase nella quale i sette territori sono chiamati a superare la tradizionale frammentazione delle singole iniziative e a costruire una proposta comune.
L’obiettivo è trasformare il patrimonio diffuso della pianura casertana in un sistema turistico integrato, nel quale ogni Comune rappresenti una tappa di un racconto più ampio.
La rete coinvolge amministrazioni diverse per dimensione e caratteristiche, ma unite da una comune matrice territoriale e dalla relazione con la storia della Terra di Lavoro.
Capodrise
Sindaco: Vincenzo NegroAssessora referente: Francesca Zarrillo
La nuova amministrazione guidata da Vincenzo Negro ha assegnato a Francesca Zarrillo le deleghe a Pubblica Istruzione, Cultura, Eventi e Gemellaggio istituzionale. Sono proprio cultura ed eventi, quindi, gli ambiti che maggiormente si collegano alla partecipazione di Capodrise a “Terre in Cammino”.
Capodrise rappresenta uno dei centri della cintura urbana casertana, in un territorio nel quale la dimensione contemporanea convive con le tracce della tradizione rurale e con la memoria della storica Terra di Lavoro.
Carinaro
Sindaca: Marianna Dell’AprovitolaAssessora referente: Rachele Barbato
Per Carinaro il progetto è seguito dalla sindaca Marianna Dell’Aprovitola insieme all’assessora Rachele Barbato.
Il Comune porta nel progetto la propria identità di centro della pianura casertana, con il patrimonio delle tradizioni locali e il rapporto storico tra comunità, agricoltura e territorio.
Marcianise
Sindaca: Maria Luigia IodiceAssessore referente: Tommaso Valentino
A Marcianise il riferimento amministrativo per cultura ed eventi è l’assessore Tommaso Valentino, al quale sono state attribuite le deleghe a Cultura, Eventi, Marketing territoriale, Servizi civici, Associazionismo, Movida, Protezione civile e Sanità.
La presenza di Marcianise assume un peso particolare all’interno della rete. È infatti il principale polo urbano e produttivo tra i sette Comuni e può rappresentare uno dei punti di raccordo tra il patrimonio culturale, la dimensione economica e le nuove strategie di marketing territoriale.
Portico di Caserta
Sindaco: Cosimo CristilloAssessora referente: Giusy Merola
Giusy Merola è vicesindaca e assessora con deleghe a Politiche sociali, Pari opportunità, Cultura, Rapporti con il Terzo settore e Patrimonio culturale.
Il suo ruolo appare particolarmente coerente con la natura del progetto, che punta a mettere in relazione cultura, patrimonio, comunità e partecipazione.
Portico di Caserta contribuisce alla rete con il proprio paesaggio, le tradizioni locali e il patrimonio culturale e immateriale della comunità.
Recale
Sindaco: Raffaele PorfidiaAssessora referente: Antonietta Maria Rossi
Raffaele Porfidia guida l’amministrazione di Recale, mentre Antonietta Maria Rossi figura tra gli assessori comunali ed è indicata nella proposta “Terre in Cammino” quale referente insieme al sindaco.
Recale, immediatamente a ridosso del capoluogo, rappresenta un ulteriore tassello della fascia territoriale nella quale il tessuto urbano contemporaneo si sovrappone alle tracce dell’antica organizzazione agricola.
La sua posizione contribuisce inoltre alla continuità fisica e funzionale della rete con Caserta.
San Nicola la Strada
Sindaca: Maria NataleAssessore referente: Gianluca Feola
Nella nuova amministrazione guidata da Maria Natale, Gianluca Feola è assessore con delega alla Cultura e alle attività culturali.
Il ruolo di Feola si inserisce direttamente nella componente culturale di “Terre in Cammino”, mentre San Nicola la Strada completa la rete sul versante orientale della cintura casertana.
Il Comune rappresenta così uno dei collegamenti tra il capoluogo, la pianura e gli altri centri coinvolti nel progetto.
San Marco Evangelista
Sindaco e capofila: Giovanni Rino RicciardiConsiglieri delegati coinvolti nel progetto: Giuseppe Paccone e Francesco Sparaco
San Marco Evangelista svolge il ruolo di Comune capofila della rete.
Qui è necessaria una precisazione: Giuseppe Paccone e Francesco Sparaco non sono assessori, ma consiglieri di maggioranza ai quali il sindaco Ricciardi ha attribuito specifiche deleghe operative.
A Giuseppe Paccone sono state affidate le deleghe a Giovani, Cultura, Sicurezza e Mobilità.
A Francesco Sparaco sono state affidate le deleghe a Sviluppo economico, Finanza ed Eventi.
La distribuzione delle competenze rende entrambi particolarmente collegati ai contenuti di “Terre in Cammino”: Paccone per la componente culturale e giovanile, Sparaco per quella legata agli eventi e allo sviluppo economico.
Il ruolo di capofila attribuisce a San Marco Evangelista una funzione centrale nel coordinamento del partenariato e nella costruzione dell’immagine unitaria del progetto.
Il principale elemento identitario individuato dal progetto è il rapporto con l’antico tracciato della Via Appia.
La strada romana non viene considerata soltanto come una testimonianza archeologica o storica, ma come un possibile filo narrativo capace di collegare territori oggi amministrativamente distinti.
La viabilità antica diventa quindi una chiave di lettura del paesaggio: lungo lo stesso asse si incontrano insediamenti, campagne, luoghi di culto, attività produttive, tradizioni e memorie comunitarie.
È proprio questo passaggio — dalla strada storica al percorso turistico contemporaneo — a dare al progetto una dimensione particolarmente interessante.
La via non è soltanto un luogo da visitare: diventa il principio attraverso il quale leggere il territorio.
Il progetto recupera anche il più ampio concetto storico e culturale di Terra di Lavoro, un’identità territoriale che per secoli ha unito comunità, campagne e centri abitati attraverso agricoltura, commercio, mobilità, religiosità e vita comunitaria.
“Terre in Cammino” punta a trasformare questa eredità in una proposta contemporanea.
Il patrimonio da valorizzare comprende:
antiche vie di comunicazione;
masserie e paesaggio rurale;
tradizioni agricole;
feste e ritualità popolari;
patrimonio religioso;
artigianato;
produzioni agroalimentari;
cultura materiale e immateriale;
musica, teatro e spettacolo;
memoria storica delle comunità.
L’elemento innovativo consiste soprattutto nella messa in rete.
Un bene culturale isolato può rappresentare una meta. Una serie di beni collegati può diventare invece un itinerario.
La programmazione punta a costruire un calendario coordinato di iniziative distribuite nei sette Comuni.
Tra le attività previste rientrano spettacoli, musica e teatro, visite guidate, laboratori ed esperienze dedicate alle tradizioni locali, percorsi del gusto, degustazioni e iniziative di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.
Il calendario non dovrebbe quindi essere interpretato come una semplice sequenza di manifestazioni.
L’obiettivo è costruire un itinerario unitario, nel quale ciascun appuntamento rappresenti una tappa del percorso complessivo.
Il visitatore potrà così spostarsi da un Comune all’altro, trasformando la partecipazione agli eventi in un’occasione per conoscere progressivamente il territorio.
Uno degli obiettivi strategici dell’iniziativa è intercettare i visitatori che arrivano a Caserta per conoscere la Reggia, trasformando il grande attrattore culturale del capoluogo in una possibile porta d’ingresso verso il territorio circostante.
La sfida è quella di passare dal turismo della singola destinazione al turismo territoriale.
Chi arriva per visitare la Reggia potrebbe essere accompagnato verso una seconda esperienza: conoscere i centri della pianura, attraversare i paesaggi rurali, partecipare a un evento, degustare una produzione locale, scoprire una tradizione o seguire un tratto dell’antico sistema viario.
In questa prospettiva, “Terre in Cammino” punta ad allungare la permanenza del visitatore e a distribuire i benefici della presenza turistica oltre il principale polo monumentale provinciale.
Il valore strategico dell’iniziativa sta soprattutto nel superamento della frammentazione amministrativa.
I sette Comuni condividono infatti un territorio fortemente urbanizzato e interconnesso, ma spesso raccontato attraverso singole identità municipali.
Il progetto propone un cambio di prospettiva:
non sette destinazioni separate, ma sette tappe di una stessa destinazione.
Questo principio può diventare determinante anche sul piano della comunicazione turistica.
Un visitatore non deve necessariamente sapere dove termina un Comune e dove ne inizia un altro. Deve poter seguire un racconto, un percorso, una sequenza di esperienze.
È la rete, quindi, a diventare il prodotto turistico.
Uno degli aspetti più significativi di “Terre in Cammino” è la volontà di considerare il paesaggio non come semplice sfondo, ma come parte integrante dell’offerta.
La pianura casertana è il risultato di una lunga stratificazione: infrastrutture antiche e moderne, centri abitati, campagne, attività produttive, luoghi di culto e testimonianze della civiltà rurale convivono nello stesso spazio.
Raccontare questo paesaggio significa raccontare il rapporto tra le comunità e il territorio.
Il progetto può diventare anche uno strumento di conoscenza dei luoghi, rivolto alle scuole, alle associazioni, ai residenti e ai visitatori.
La componente enogastronomica rappresenta un altro elemento centrale.
Le produzioni locali possono diventare strumenti di narrazione territoriale: non soltanto prodotti da degustare, ma testimonianze di tecniche agricole, tradizioni familiari, stagionalità e cultura contadina.
La tavola diventa così un altro modo per raccontare la Terra di Lavoro.
Eventi, degustazioni e laboratori possono collegare il prodotto al luogo di origine, creando un rapporto diretto tra patrimonio culturale e attività economiche locali.
La riuscita del progetto dipenderà anche dalla capacità di coinvolgere le comunità.
Associazioni culturali, Pro Loco, operatori turistici, produttori, artigiani, imprese, realtà teatrali e musicali e cittadini possono diventare parte integrante del racconto.
Il patrimonio immateriale, infatti, non può essere valorizzato esclusivamente attraverso strutture o infrastrutture.
Sono le persone a conservare e trasmettere:
racconti;
ricette;
feste;
ritualità;
mestieri;
musiche;
dialetti;
memorie familiari;
conoscenze legate alla campagna e alle produzioni locali.
“Terre in Cammino” può quindi diventare anche un progetto di riconoscimento dell’identità locale
La vera ambizione dell’iniziativa è costruire una nuova geografia turistica della Piana Casertana.
Una geografia nella quale l’antica Appia costituisce il filo storico, i sette Comuni rappresentano le tappe, il paesaggio costituisce lo scenario e le comunità diventano protagoniste.
Il progetto parte da una constatazione semplice: il patrimonio esiste già, ma è spesso disperso.
La sfida consiste nel renderlo leggibile, accessibile e collegato.
Il finanziamento regionale offre quindi l’opportunità di sperimentare un modello nel quale la promozione turistica non sia affidata esclusivamente ai singoli Comuni, ma a una strategia territoriale condivisa.
IL SIGNIFICATO DI “TERRE IN CAMMINO”
Il nome del progetto sintetizza la sua filosofia.
Terre, perché il punto di partenza è il territorio: la pianura, i centri abitati, le campagne, le produzioni, le memorie e le comunità.
In cammino, perché il patrimonio non viene proposto come una serie di elementi immobili e separati, ma come un percorso da attraversare.
La strada antica diventa così una metafora e contemporaneamente uno strumento concreto di valorizzazione.
Dalla memoria dell’Appia alla mobilità contemporanea, dalla civiltà contadina agli eventi culturali, dalla produzione locale all’accoglienza turistica: il progetto prova a costruire un unico racconto capace di attraversare sette territori.
Per la Piana Casertana, “Terre in Cammino” rappresenta dunque un’occasione per sperimentare una modalità diversa di promozione.
Il finanziamento regionale mette a disposizione le risorse; il partenariato intercomunale costruisce la rete; il patrimonio storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico fornisce i contenuti.
Resta la sfida più importante: trasformare la collaborazione amministrativa in una vera esperienza territoriale per chi vive questi luoghi e per chi li visita.
Se il progetto riuscirà a fare questo salto, l’antica strada romana potrà tornare a svolgere, in una forma completamente diversa, la sua funzione originaria: collegare luoghi, persone e comunità.
