Vai al contenuto
Radio Caserta TV

Radio Caserta TV

Menu principale
  • Home
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti
  • Partner
  • Video
  • Rubriche
Pulsante chiaro/scuro
DIRETTA TV
  • News

Ritorniamo sulla vicenda del lavoratore Luigi Chiacchio: la replica integrale di CPM Trasporti e Logistica

Giovanna Paolino 7 Agosto 2026
il-dipendente-dopo-10-anni-di-lavoro-e-stato-licenziato-perche-a-causa-di-una-malattia-ha-perso-la-vista-la-denuncia-della-fiom-cgil

Ritorniamo sulla vicenda del lavoratore Luigi Chiacchio, rappresentato dalla sigla sindacale COBAS, che nei giorni scorsi, attraverso la nostra testata, ha denunciato un presunto licenziamento illegittimo da parte di CPM Trasporti e Logistica S.r.l., sostenendo che il provvedimento sarebbe intervenuto in seguito ad un episodio riconducibile ad un colpo di calore.
Sulla vicenda è intervenuta la società CPM Trasporti e Logistica S.r.l., che ha trasmesso una articolata nota con la quale contesta integralmente la ricostruzione diffusa dall’organizzazione sindacale, ricostruisce l’intero iter disciplinare e precisa la propria posizione in merito ai fatti.
Di seguito pubblichiamo integralmente la nota trasmessa dalla Società.
NOTA DI CPM TRASPORTI E LOGISTICA S.R.L.
Con la presente nota, redatta nell’interesse di CPM Trasporti e Logistica S.r.l., si intende contestare formalmente la gravissima campagna denigratoria posta in essere dalle organizzazioni sindacali COBAS ai danni della Società, culminata, in data 5 agosto 2026, nella pubblicazione di un articolo sulla testata online «radiocasertatv.it», che ha amplificato presso l’opinione pubblica le affermazioni già diffuse attraverso precedenti comunicati sindacali.
L’articolo ha infatti recepito la tesi prospettata dall’organizzazione sindacale senza previamente acquisire la posizione aziendale, senza rappresentare la cronologia del procedimento disciplinare e senza dare conto della documentazione tecnica in possesso della Società.
La vicenda trae origine dalla gestione del rapporto di lavoro con il Sig. Luigi Chiacchio, RSA COBAS, nei cui confronti CPM ha formulato, a partire dalla fine del 2025 e per tutto il primo semestre del 2026, plurime contestazioni disciplinari per scarso rendimento lavorativo, documentate mediante dati oggettivi e misurabili.
Tali contestazioni riguardano anche mesi invernali e sono pertanto anteriori e del tutto indipendenti rispetto alla successiva campagna sindacale sulla cosiddetta «emergenza caldo».
CPM non contesta in alcun modo l’esercizio della libertà sindacale, costituzionalmente garantita dagli articoli 39 e 40 della Costituzione e tutelata dagli articoli 14 e seguenti della Legge n. 300 del 1970.
La Società contesta, invece, il superamento dei limiti della verità sostanziale dei fatti, della pertinenza e della continenza, nonché la trasformazione di una vicenda individuale e di una controversia disciplinare in una rappresentazione collettiva e generalizzata di asserite condizioni di lavoro pericolose, priva di adeguato supporto tecnico riferito ai fatti narrati.
Le conseguenze di tale campagna risultano già economicamente apprezzabili.
La Società ha infatti subito la sospensione di almeno due procedure di affidamento di servizi logistici, per un valore complessivo potenziale non inferiore a 5.000.000,00 di euro.
Il licenziamento del Sig. Chiacchio
L’articolo lascia intendere che il licenziamento del Sig. Chiacchio sia stato determinato dalla sua attività sindacale e dalla denuncia dell’emergenza caldo.
Tale ricostruzione è radicalmente contestata.
Il recesso non è stato determinato né dalle doglianze formulate dal lavoratore in ordine al caldo, né dall’esercizio dell’attività sindacale in quanto tale.
L’iter disciplinare aveva avuto inizio mesi prima, con contestazioni formali relative alla reiterata inosservanza dell’organizzazione aziendale, alle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa e allo scarso rendimento.
Quest’ultimo era stato documentato mediante dati di produttività rilevati in 93 giornate lavorative comprese tra dicembre 2025 e maggio 2026.
Il licenziamento è stato, tuttavia, fondato anche sulle ulteriori e più gravi condotte poste in essere dal lavoratore mediante la diffusione e la veicolazione di volantini e comunicazioni contenenti affermazioni ritenute false, denigratorie e gravemente lesive dell’immagine, della reputazione e della credibilità commerciale del datore di lavoro, anche nei rapporti con la committenza.
Tale profilo, autonomamente rilevante sul piano disciplinare e fiduciario, ha assunto carattere centrale nella valutazione datoriale, poiché la libertà sindacale e il diritto di critica non possono tradursi nella diffusione di accuse non rispondenti al vero o eccedenti i limiti della continenza, della pertinenza e della correttezza espositiva.
La procedura disciplinare si è svolta nel pieno rispetto dell’articolo 7 della Legge n. 300 del 1970, con piena garanzia del contraddittorio e del termine previsto per la presentazione delle giustificazioni.
Ne consegue che il richiamo all’emergenza caldo non spiega né temporalmente né causalmente il percorso disciplinare, ma rappresenta un argomento sopravvenuto e strumentalmente utilizzato per tentare di giustificare un’improduttività che era stata già oggettivamente rilevata e formalmente contestata anche nei mesi invernali, quando le condizioni climatiche non potevano assumere alcuna incidenza.
Nella Parte 2 inserirò integralmente i paragrafi relativi al presunto colpo di calore, alla documentazione medica, alle misure di sicurezza adottate da CPM e ai dati di produttività, proseguendo senza alcuna omissione. In assenza di seri elementi idonei a confutare i dati aziendali, il Sig. Chiacchio ha progressivamente trasferito la vicenda dal piano dell’adempimento della prestazione lavorativa a quello della contrapposizione sindacale, arrivando, secondo quanto documentato dalla Società, a invitare i colleghi a non attenersi alle direttive e all’organizzazione datoriale.
Tali sollecitazioni non risultano essere state condivise o seguite da alcun altro lavoratore, circostanza che conferma il carattere individuale della sua condotta e smentisce la rappresentazione di un diffuso malcontento collettivo.
CPM precisa espressamente che la documentazione medica relativa alla presenza del Sig. Chiacchio presso l’ambulatorio, recante l’indicazione di cefalea e disidratazione riconducibili a un possibile colpo di calore, fu trasmessa tempestivamente dal lavoratore per giustificare il suo allontanamento dal posto di lavoro.
La Società non intende, pertanto, negare né la ricezione della documentazione né la circostanza che il lavoratore abbia riferito un malessere durante il turno.
Tale certificazione, tuttavia, non coglie nel segno rispetto alla tesi sostenuta da COBAS e ripresa dalla testata giornalistica.
Essa può documentare l’episodio clinico individuale e giustificare l’allontanamento del lavoratore, ma non dimostra che il malore sia stato determinato da una violazione degli obblighi prevenzionistici imputabile a CPM, né prova l’esistenza, nel reparto o nell’intero CEDI, di una condizione generalizzata, strutturale e indistinta di pericolo da caldo.
Soprattutto, il certificato non è in alcun modo idoneo a spiegare o giustificare retroattivamente l’improduttività del Sig. Chiacchio, rilevata e contestata continuativamente per mesi, compresi quelli invernali, ben prima dell’episodio sanitario successivamente assunto a fulcro della narrazione sindacale.
La documentazione medica richiamata nell’articolo di giornale e riferibile al Sig. Chiacchio non contiene, per quanto risulta, misurazioni della temperatura o degli indici microclimatici presso la specifica postazione e nel momento del fatto; non ricostruisce la durata e l’intensità dell’esposizione, le condizioni individuali concorrenti, l’idratazione precedente o altri possibili fattori; non accerta, infine, un nesso eziologico riconducibile a omissioni della Società.
La ricostruzione allarmistica è ulteriormente smentita dall’attenzione concretamente riservata da CPM alla tutela della salute dei lavoratori, che costituisce un interesse primario dell’organizzazione aziendale.
Tra le misure adottate, la Società mette gratuitamente e costantemente a disposizione dei dipendenti acqua potabile, proprio al fine di favorire un’adeguata idratazione durante l’attività lavorativa, oltre ad applicare le ulteriori misure prevenzionistiche previste dalla propria organizzazione della sicurezza.
La disponibilità dell’acqua non viene richiamata come elemento isolatamente decisivo, ma quale riscontro concreto di una condotta datoriale attiva e incompatibile con la rappresentazione di un’impresa indifferente al rischio termico o alla salute del personale.
Deve, quindi, essere tenuto distinto il piano della corretta giustificazione dell’allontanamento del singolo lavoratore da quello, del tutto diverso, dell’affermazione pubblica secondo cui CPM avrebbe imposto a una collettività di dipendenti di operare in condizioni climatiche pericolose.
Per quanto consta alla Società, il Sig. Chiacchio è stato l’unico lavoratore del medesimo contesto operativo ad avere riferito un episodio di tale natura e a prospettare una generalizzata «emergenza caldo»; nessun altro dipendente risulta avere denunciato analoghi malori o condiviso la rappresentazione diffusa nei volantini.
Vi è, inoltre, documentazione oggettiva in possesso di CPM dalla quale emerge che lo stesso Sig. Chiacchio, quando svolgeva la prestazione con la dovuta continuità, diligenza e osservanza dell’organizzazione aziendale, raggiungeva concretamente i livelli di produttività richiesti.
Tale circostanza dimostra che il parametro produttivo non era per lui intrinsecamente irraggiungibile e che il successivo richiamo al caldo non può essere utilizzato per giustificare una sottoperformance strutturale protrattasi per mesi, né per trasformare un episodio individuale in una prova di pericolo collettivo, trincerandosi dietro il “caldo” in assenza di argomenti a sostegno. Lo stesso rilievo vale anche per COBAS, che non può utilizzare tale episodio per giustificare una lamentata improduttività protrattasi per mesi.
L’articolo recepisce la tesi secondo cui il parametro di circa 170 movimentazioni orarie costituirebbe uno standard eccessivo e pregiudizievole per la salute.
CPM aveva già documentato ai COBAS, ben prima della pubblicazione dell’articolo, che tale valore costituisce un parametro organizzativo correlato ai volumi affidati dal committente, alle finestre operative, al numero di addetti, alla tipologia delle merci, alle turnazioni e agli standard necessari per l’esecuzione del servizio.
La grande maggioranza dei lavoratori raggiunge ordinariamente tale parametro nel rispetto delle pause fisiologiche e contrattuali.
Il Sig. Chiacchio, invece, ha registrato una performance media pari al 76,32% del parametro e uno scarto cumulativo di 166,01 ore non produttive nel periodo monitorato.
Soprattutto, la sottoperformance è stata registrata con continuità nei mesi invernali:
dicembre 2025: media 127,30;
gennaio 2026: 130,84;
febbraio 2026: 138,63;
marzo 2026: 130,49;
aprile 2026: 122,45.
Questo dato non viene utilizzato per negare l’episodio sanitario individuale, ma dimostra che le contestazioni sul rendimento non sono nate con il caldo e non possono essere retroattivamente rappresentate come reazione alla denuncia dell’episodio.
La correlazione proposta da COBAS tra contestazioni di produttività, malore e licenziamento confonde tre piani distinti: un rendimento insufficiente documentato per molti mesi; un episodio sanitario individuale regolarmente giustificato; una pretesa emergenza collettiva e strutturale, che richiederebbe specifica prova tecnica.
La sovrapposizione di tali piani produce una narrazione suggestiva ma non corrispondente alla sequenza documentale degli eventi.
Nella Parte 3 seguiranno integralmente i richiami alle relazioni tecniche (LCA Ambiente, ISO 7730, UNI ISO 11228-1, metodologia NIOSH), la valutazione del rischio, le contestazioni rivolte alla testata giornalistica e il capitolo conclusivo sui danni subiti dalla Società. A differenza delle affermazioni generiche e allarmistiche diffuse nei comunicati sindacali, CPM dispone di documentazione tecnica strutturata e sottoscritta dalle figure prevenzionistiche previste dalla legge.
Tale documentazione dimostra che i rischi sono stati individuati, valutati e gestiti e che, allo stato, non è stata prodotta alcuna verifica tecnica idonea a sostenere la denunciata emergenza generalizzata.
La relazione LCA Ambiente S.r.l.s. – Prog. 2023.CT.205 (settembre 2023), in possesso di CPM, ha valutato l’esposizione professionale al rischio da stress termico negli ambienti moderati, secondo la norma ISO 7730:2006, e negli ambienti freddi, secondo la UNI EN ISO 11079:2008, presso il Centro di Distribuzione Eurospin di Carinaro, con riferimento al personale CPM addetto alle attività di facchinaggio, movimentazione merci, gestione magazzino, pulizia e lavori in cella frigorifera.
Negli ambienti moderati oggetto di misura sono state rilevate temperature dell’aria comprese tra 24,10 °C e 25,92 °C, umidità relativa tra 51,58% e 63,71%, indice PMV compreso tra 0,51 e 0,86 e indice PPD compreso tra 10,50% e 20,57%, valori collocati dalla relazione nella fascia di accettabilità prevista dalla norma ISO 7730:2006.
La relazione conclude che, nelle condizioni rilevate, non sussisteva uno stress termico incompatibile con l’attività svolta.
Secondo quanto riferisce la Società, tali temperature corrispondono alle condizioni normalmente presenti nel sito anche nei mesi successivi.
CPM precisa, inoltre, di avere già trasmesso ai COBAS, con missive del luglio 2026, i dati contenuti nella relazione relativa alla movimentazione manuale dei carichi, emessa il 29 settembre 2023 a seguito dei sopralluoghi del 21 agosto e dell’11 settembre 2023 e sottoscritta il 10 maggio 2024 dal datore di lavoro/RSPP, dal medico competente e dagli RLS.
La relazione utilizza la norma UNI ISO 11228-1 e la metodologia NIOSH/VLI AP per la valutazione del sovraccarico biomeccanico del rachide.
I parametri rilevati per la mansione di preparatore comprendono:
distanza orizzontale di 30 cm all’origine e alla destinazione;
altezza delle mani pari a 100 cm;
dislocazione verticale pari a 0 cm;
asimmetria pari a 0°;
utilizzo di due arti;
peso effettivamente movimentato pari a 15 kg;
117 sollevamenti medi per operatore relativi a oggetti superiori a 3 kg nell’ambito della mansione complessiva.
La movimentazione media considerata nella documentazione tecnica è pari a 160-200 oggetti/colli.
Il parametro di circa 170 colli/ora risulta, pertanto, coerente con un dato già sottoposto a valutazione tecnica e non costituisce una pretesa aziendale arbitraria o sganciata dalla tutela della salute dei lavoratori.
La Società evidenzia altresì che, a conferma di quanto sempre sostenuto, lo stesso Sig. Chiacchio, all’inizio del rapporto di lavoro e fino a quando ha svolto la prestazione nel rispetto dell’organizzazione aziendale, ha mantenuto tale standard produttivo.
Per tale ragione, secondo CPM, prima di evocare pubblicamente una gestione aziendale inerte o una condizione sistemica di rischio, COBAS avrebbe dovuto acquisire e valutare correttamente i dati oggettivi già in possesso della Società.
CPM sottolinea inoltre che la forza lavoro rappresenta un elemento essenziale del proprio know-how nell’esecuzione degli appalti affidati dalla committenza e che il rispetto degli standard organizzativi costituisce presupposto imprescindibile per garantire la continuità delle commesse e, conseguentemente, la tutela occupazionale dell’intero personale.
La Società rivolge, infine, specifiche contestazioni anche alla testata giornalistica, rilevando che quest’ultima non ha previamente richiesto la posizione aziendale, non ha rappresentato la cronologia del procedimento disciplinare e non ha dato conto dei dati di produttività né della documentazione tecnica in possesso di CPM.
Secondo la Società, l’articolo ha così recepito la prospettazione sindacale senza distinguere tra fatti documentati, qualificazioni cliniche formulate in termini di mera possibilità e conclusioni causali non accertate.
Tale condotta viene contestata alla luce dell’obbligo di rispettare la verità sostanziale dei fatti, nonché dei principi di lealtà, correttezza e buona fede e del dovere di rettificare eventuali informazioni inesatte.
La questione, secondo CPM, non riguarda la libertà di critica, bensì l’omessa rappresentazione di circostanze decisive e agevolmente verificabili.
La Società evidenzia, infine, che la pubblicazione di una ricostruzione ritenuta unilaterale, non sottoposta a preventiva verifica e considerata lesiva della propria reputazione commerciale, sarà valutata nelle competenti sedi sotto il profilo della responsabilità civile e penale, con riferimento all’art. 595, comma 3, c.p. e, ove ne ricorrano i presupposti, alle ulteriori responsabilità connesse al mezzo della stampa.
CPM ribadisce di avere già lamentato e di continuare a lamentare che l’attività posta in essere dai COBAS abbia arrecato e continui ad arrecare rilevanti danni alla Società.
Secondo quanto rappresentato nella nota, il pregiudizio subito sarebbe di duplice natura:
danno patrimoniale, consistente nel lucro cessante e nella perdita di chance derivanti dalla sospensione di due procedure di affidamento di servizi logistici, per un valore complessivo di circa 5.000.000,00 di euro, da quantificarsi ai sensi degli artt. 2056 e 1223 c.c.;
danno non patrimoniale, relativo all’immagine e alla reputazione commerciale della Società, ai sensi dell’art. 2059 c.c., che sarebbe stato aggravato dalla diffusione delle contestazioni attraverso volantini, social media, sistemi di messaggistica e la pubblicazione dell’articolo online.
Con la presente nota, CPM Trasporti e Logistica S.r.l. ha quindi inteso rappresentare integralmente la propria posizione sulla vicenda, contestando la ricostruzione proposta dalle organizzazioni sindacali e ribadendo la correttezza del proprio operato sotto il profilo disciplinare, organizzativo e della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

About The Author

Giovanna Paolino

See author's posts

Cosa ne pensi?

  • News
Tags: caserta cmptrasportielogistica lavoratore Radio Caserta Tv

Navigazione articolo

Precedente: Casertana, il lavoro dà i primi frutti: ottime risposte nel triangolare del Pinto
Successivo: La festa per il ritorno dall’esilio del Re Ferdinando a San Leucio, nel 1815

Altri post dell'autore

Gricignano d’Aversa, blitz della Polizia nelle campagne: arrestato 24enne con circa un etto di cocaina images (1)

Gricignano d’Aversa, blitz della Polizia nelle campagne: arrestato 24enne con circa un etto di cocaina

L’estate dei casertani: Litorale Domitio pieno, Spagna e Balcani boom Estate-2026-dove-vanno-gli-italiani-in-vacanza

L’estate dei casertani: Litorale Domitio pieno, Spagna e Balcani boom

Incidente sulla A1 tra Caianello e Capua: traffico in tilt e 7 chilometri di coda verso Napoli OIP (1)

Incidente sulla A1 tra Caianello e Capua: traffico in tilt e 7 chilometri di coda verso Napoli

Amministrative 2027, a Caserta prende forma l’area moderata: Psi, civici e riformisti guardano al nuovo centrosinistra images (1)

Amministrative 2027, a Caserta prende forma l’area moderata: Psi, civici e riformisti guardano al nuovo centrosinistra

Storie correlate

24611
  • News

Il Pd di Caserta avvia il processo di valorizzazione politica: Rossella Borrelli nominata Vice Segretaria del Partito Democratico di Caserta

Giacinto Di Patre 9 Agosto 2026
24298
  • News

MILANO, VANNACCI CALA L’ASSO: IL GENERALE CARMELO BURGIO CANDIDATO SINDACO!

Giacinto Di Patre 9 Agosto 2026
Estate-2026-dove-vanno-gli-italiani-in-vacanza
  • News

L’estate dei casertani: Litorale Domitio pieno, Spagna e Balcani boom

Giovanna Paolino 9 Agosto 2026
24117
  • News

Elena d’Amico trionfa sul Matese, la bellezza della 19enne conquista San Gregorio Matese

Giacinto Di Patre 9 Agosto 2026
napoletano-pasquale2022
  • News

SICUREZZA E CONTRATTI COMUNALI, CHIESTE GARANZIE AI COMMISSARI SULLA RETE DRENANTE

Redazione 9 Agosto 2026
Sossio-Fardello-450x463
  • News

Sossio Fardello nella Direzione Nazionale del PSI Avanti: il riconoscimento di un percorso costruito sul lavoro, sul territorio e sulla militanza

Redazione 8 Agosto 2026

IN TENDENZA

San Nicola la Strada, un punto di riferimento per la salute: l’eccellenza medica della dottoressa Maria Teresa Narducci WhatsApp Image 2026-03-26 at 17.08.48 1

San Nicola la Strada, un punto di riferimento per la salute: l’eccellenza medica della dottoressa Maria Teresa Narducci

Il Magistrato Nicola Gratteri ai Salesiani nel ricordo di don Peppe Diana: “Apritevi alla legalità” IMG_8998 2

Il Magistrato Nicola Gratteri ai Salesiani nel ricordo di don Peppe Diana: “Apritevi alla legalità”

È tempo di festa a San Nicola La Strada WhatsApp Image 2026-04-06 at 12.07.02 3

È tempo di festa a San Nicola La Strada

Completati i lavori alla chiesa Santa Maria Degli Angeli le parole di don Antimo Vigliotta Screenshot 4

Completati i lavori alla chiesa Santa Maria Degli Angeli le parole di don Antimo Vigliotta

Categorie

  • Appuntamenti
  • Attualità
  • Cronaca
  • Cultura e Spettacoli
  • Generale
  • I Consigli Dell' Esperto
  • Meteo
  • News
  • Oroscopo
  • Pillole di storia
  • Sport

Articoli Recenti

  • White Fest, una notte di emozioni: Clementino conquista il pubblico e chiude una grande festa
  • Il Pd di Caserta avvia il processo di valorizzazione politica: Rossella Borrelli nominata Vice Segretaria del Partito Democratico di Caserta
  • Casertana, il conto alla rovescia è iniziato: il Savoia è il primo ostacolo della stagione
  • Sessa Aurunca, mini discarica abusiva scoperta dalle Guardie WWF: continua senza sosta la lotta ai crimini ambientali
  • Gricignano d’Aversa, blitz della Polizia nelle campagne: arrestato 24enne con circa un etto di cocaina

Archivio

  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026

Radio Caserta TV
Editore: SABATO NON SOLO SPORTIVO S.R.L.
Sede legale: Via Cairoli, 19 – 81020 San Nicola la Strada (CE)
P.IVA / C.F.: 03728230610
Iscrizione al ROC: Aut. n. 794 del 14/02/2012

Privacy Policy Cookie Policy
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • Home
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti
  • Partner
  • Video
  • Rubriche
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
Copyright © 2026 Tutti i diritti riservati. | Realizzato da Costantino Alfonso - Bigant Agency
Radio Caserta TV
Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}