Cessione dello stabilimento Barilla al Pastificio Liguori i sindacati insorgono. FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL Caserta, alla luce della comunicazione relativa alla volontà di Barilla di procedere alla cessione dello stabilimento di Marcianise al Pastificio Liguori, esprimono forte preoccupazione per il futuro industriale e occupazionale del sito”, fanno sapere
Lo stabilimento di Marcianise rappresenta da circa cinquant’anni un patrimonio produttivo fondamentale per il territorio casertano e un punto di riferimento per centinaia di lavoratrici e lavoratori. Non possiamo accettare che una decisione di tale portata venga assunta senza adeguate garanzie sul futuro dello stabilimento, sulla continuità produttiva e sull’occupazione”, proseguono.
“A seguito delle assemblee e del confronto con le lavoratrici e i lavoratori, FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL proclamano lo stato di agitazione presso lo stabilimento Barilla di Marcianise, riservandosi di mettere in campo ulteriori iniziative di mobilitazione qualora non arrivino risposte concrete e garanzie adeguate. Chiediamo a Barilla di aprire immediatamente un confronto serio e trasparente, nel quale siano chiariti il piano industriale per il futuro dello stabilimento; gli investimenti previsti; la continuità produttiva; le garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori; il ruolo futuro delle produzioni e dei marchi oggi collegati allo stabilimento; la piena valorizzazione delle professionalità presenti a Marcianise”, sottolineano.
“Non consideriamo acquisita la cessione del ramo d’azienda e continueremo a coinvolgere tutti i livelli sindacali e istituzionali, a partire dal Coordinamento Nazionale delle tre Federazioni, già convocato per il 28 settembre. Il futuro di Marcianise non può essere deciso sulla testa dei lavoratori. FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL saranno al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e utilizzeranno tutti gli strumenti sindacali previsti per difendere il lavoro, i diritti e il futuro industriale dello stabilimento. Il lavoro non si cede, il futuro non si vende, i diritti si difendono”, concludono.
