Successo ieri pomeriggio per l’apertura ufficiale della mostra presso l’Archivio di Stato di Caserta.
Un viaggio attraverso cinquant’anni di storia, luce ed ombre, sogni infranti e rinascite. E’ questo il filo conduttore della mostra “RI-CONOSCERE IL LITORALE DOMIZIO. IL riscatto di un territorio tra passato e confine. Trasformazione e sviluppo del litorale domizio dagli anni 60’ad oggi”. La mostra ha aperto i battenti al pubblico giovedì pomeriggio presso la stupenda location dell’Archivio di Stato di Caserta, nel suggestivo scenario del Palazzo Reale.
“Il fotografo deve dare sempre libero corso a tutti i sentimenti e a tutte le sensazioni che gli capita di provare e non rifiutare nulla da cui sia naturalmente attratto”.
Una grande occasione per capire le esperienze umane, le emozioni, che si concretizzano nelle immagini fotografiche costruite sapientemente che rappresentano uno dei luoghi più belli della Campania, attraverso lo sguardo di tre grandi maestri della fotografia italiana: Gianni Fiorito, Salvatore Laporta, Giovanni Izzo. Nelle opere esposte, i tre grandi della fotografia evocano uno stato d’animo nella quale la percezione diviene anche cerebrale. Negli anni Sessanta, il Litorale Domizio veniva celebrato come il futuro della costa italiana. Tanti i progetti ambiziosi, gli investimenti milionari e una grande visione urbanistica all’avanguardia lo trasformarono in un simbolo di modernità, tanto da guadagnarsi l’appellativo di ‘California d’Italia’. Un sogno che però si è scontrato con una realtà fatta di abbandono, speculazione edilizia e crisi ambientale. Per gli artisti, infatti il cammino dell’uomo nella natura era un viaggio che iniziava dall’abbandono del territorio, oggi un territorio purificato, rinato, che raggiunge uno stato di ritrovata totale valorizzazione ambientale. Questo percorso è iniziato grazie alla forza umana ed artistica di questi grandi maestri. La mostra, che è stata promossa nell’ambito di Strategia Fotografica dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, si propone di ricostruire questo cammino complesso, dando dignità, umanità a un territorio che oggi vive completamente una fase di riscatto sociale. Oggi dopo le bonifiche, si è tentato di riprendere i progetti di sviluppo turistici ed ambientali che non sono mai stati abbandonati dalla parte sana della popolazione. La mostra raccoglie circa 90 fotografie, organizzate in dittici e polittici, che documentano le trasformazioni paesaggistiche, sociali e culturali di un perimetro che si sviluppa lungo circa 60 chilometri di costa, attraverso alcuni dei luoghi più emblematici e riconoscibili del litorale domizio, da Pozzuoli fino alla foce del Garigliano, includendo località come Licola, Varcaturo, Castel Volturno, e Baia Domizia, offrendo al pubblico uno strumento di riflessione sul passato e possibili prospettive di riscatto sociale del territorio. La mostra si pone come scopo principale attraverso le opere fotografiche di questi grandi tre maestri un percorso alternativo a tre anime che non include solamente le emozioni, ma aspirazioni che reintegrano il sentire e il sapere, la sensibilità, il pensiero, il cuore e il cervello in una ristabilita armonia. L’arte fotografica ha come scopo primario in questa mostra non soltanto una creazione di un senso di sollievo, ma ha come scopo la creazione di una vera libertà per la rinascita del territorio, evidenziando come si è superato lo stigma che si è abbattuto sul litorale domizio . Allestita nelle sale Maria Amalia, e Maria Carolina dell’Archivio di Stato di Caserta la rassegna si sviluppa come un racconto per immagini che alterna:
Scatti d’Archivio che documentano gli anni del boom edilizio e dell’entusiasmo progettuale.
Fotografie contemporanee che testimoniano lo stato attuale del litorale, tra ferite ancora aperte e segnali di rinascita.
Ritratti e paesaggi che raccontano l’identità complessa, di un’area da sempre terra di confine.
“L’adesione a Strategia Fotografica col progetto ‘Ri-conoscere il litorale Domizio’- afferma la Direttrice dell’Archivio di Stato Fortunata Manzi ai microfoni di Radio Caserta Tv –ha però come spiegazione artistica una argomentazione molto importante: stimolare la riflessione della comunità sulla trasformazione di una bellezza straordinaria barbaramente violata nel tempo. Restituendo la complessità di un territorio attraverso approcci distinti e complementari, gli autori ci mostrano cambiamenti che il paesaggio naturale ed antropico ha attraversato in una sorta di continuo conflitto tra sfruttamento e sostegno delle risorse naturali dell’area, confrontandosi con una ricchissima collezione fotografica degli anni 60’del secolo scorso.” Una vasta riflessione critica per capire in conclusione il rapporto tra uomo, ambiente, sviluppo urbano, offrendo spunti per il dibattito futuro della costa domizia

Fotografo: Giuseppe Sorbo
