PIANA DI MONTE VERNA – Ancora una volta il territorio pianese torna a fare i conti con un vasto incendio proprio nei giorni di Ferragosto. Il rogo segnalato oggi, 15 agosto 2026, interessa le località Vascelli e Monte Santa Croce, alle pendici di Villa Santa Croce, e ha richiesto l’attivazione della macchina dei soccorsi.
Il Comune di Piana di Monte Verna ha comunicato di avere immediatamente allertato SMA Campania e le autorità competenti, mentre è stata avanzata la richiesta di un mezzo aereo regionale e di uno nazionale. Ai cittadini è stato rivolto l’invito alla massima prudenza.
Un’emergenza che inevitabilmente riporta alla memoria quanto accaduto appena due anni fa, nell’agosto del 2024, quando le montagne tra Piana di Monte Verna e Caiazzo furono devastate da un incendio di proporzioni eccezionali.
Il precedente del 2024 rappresenta ancora oggi una delle pagine più drammatiche della storia recente del territorio. L’incendio, sviluppatosi sulle montagne a ridosso del centro abitato, impegnò per 56 ore decine di uomini delle squadre antincendio, delle Forze dell’Ordine e della Protezione Civile.
Per contrastare le fiamme furono impiegati anche quattro elicotteri regionali e due Canadair. Le prime stime parlarono di circa 150 ettari di territorio distrutti, comprendenti pascoli, macchia mediterranea, bosco di querce e conifere.
Il sindaco Stefano Lombardi definì allora l’episodio «uno tra gli incendi dolosi più grandi della storia della comunità», annunciando l’intenzione dell’amministrazione di collaborare con gli organismi preposti per individuare eventuali responsabili e valutare i danni subiti dai terreni pubblici e privati.
Il dato trova conferma anche nella documentazione della Regione Campania: per il Comune di Piana di Monte Verna nel 2024 risultano cinque eventi incendiari e una superficie complessiva percorsa dal fuoco di 147,76 ettari, dei quali 47 di superficie boscata e oltre 100 di superficie non boscata.
A distanza di due anni, l’incendio di Ferragosto riporta dunque in primo piano il tema della tutela del patrimonio ambientale di Piana di Monte Verna.
Le località interessate dal nuovo rogo si trovano in un’area caratterizzata dalla presenza di vegetazione e aree rurali, dove la propagazione delle fiamme può essere favorita dalle elevate temperature e dalla vegetazione particolarmente secca durante la stagione estiva.
Ma la coincidenza temporale con il devastante incendio del 2024 non può non suscitare preoccupazione nella popolazione.
Nel 2024, infatti, un altro incendio aveva interessato il Monte Croce, la montagna che domina Piana di Monte Verna e Caiazzo. Le cronache dell’epoca riferirono di numerosi ettari di vegetazione interessati dalle fiamme e di una possibile origine dolosa, circostanza che rendeva ancora più allarmante la successione dei roghi.
La priorità ora è fermare il fronte
Per il momento, di fronte all’emergenza di oggi, la priorità resta naturalmente quella di contenere il fronte del fuoco, proteggere le persone e mettere in sicurezza le aree interessate.
L’attivazione dei mezzi aerei regionali e nazionali testimonia la necessità di un intervento rapido e coordinato per impedire che il rogo possa estendersi ulteriormente.
Resta però una domanda destinata inevitabilmente a riproporsi: come è possibile evitare che territori già duramente colpiti dagli incendi tornino ciclicamente a trasformarsi in fronti di emergenza durante le estati più calde e siccitose?
Dopo i circa 150 ettari andati in fumo nel 2024, Piana di Monte Verna si trova nuovamente a guardare con apprensione verso le proprie montagne.
E il Ferragosto 2026 rischia di lasciare un’altra pesante cicatrice sul paesaggio pianese.
