Quarta giornata di Abitare il creato, la 4°edizione del festival Laudato sì delle chiese di Capua e Caserta fortemente voluto dal vescovo S. E. Pietro Lagnese e Don Antonello Giannotti presidente della Fondazione Casa Fratelli Tutti, coordinato dal consigliere della Fondazione Raffaele Zito. Il tema di mercoledì 6 maggio è stato “Ambiente e lavoro alla luce della sentenza CEDU terra dei fuochi”. Tanti gli interventi di relatori del mondo del sindacato, di Confindustria, Confagricoltura e del terzo settore documentati da Radiocasertatv social media partner, direttore Enzo Di Nuzzo, come prosieguo fuori studio di registrazione de “Le voci del terzo settore eccellenze del territorio” concept ideato e condotto da Enza Sesio.
I tre panel dell’incontro di mercoledì al campo Laudato sì hanno avuto un unico fil rouge: l’interpretazione della sentenza CEDU per l’emergenza rifiuti in Campania e in particolare nella provincia di Caserta denominata Terra dei fuochi. Al primo panel hanno dialogato con i presenti i delegati delle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL ponendo l’attenzione in particolare sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, al secondo i rappresentanti di Confagricoltura e Confindustria, al terzo panel i rappresentanti delle associazioni del Terzo settore. Enzo Tosti del Comitato per la dignità e per la vita ha descritto bene la battaglia condotta con un gruppo di cittadini residenti nei comuni di Caserta e di San Nicola la Strada che lamentavano che lo Stato italiano non avesse adottato misure necessarie per proteggere la loro salute e l’ambiente dagli effetti nocivi di una gestione di rifiuti disastrosa legata in particolare alla discarica Lo Uttaro. La Corte ha condannato l’Italia per l violazione di due articoli fondamentali della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo come illustra in maniera esaustiva la rappresentante dei giovani imprenditori Confindustria Caserta dottoressa Stefania Lanni, l’articolo 8 Diritto al rispetto della vita privata e familiare e l’articolo 2 Diritto alla vita. In sintesi, la sentenza funge da precedente vincolante: riconosce ufficialmente che la crisi rifiuti in Campania non è stata solo una sfortuna logistica ma una violazione dei diritti umani. La sentenza sancisce che vivere in un ambiente gravemente inquinato è una violazione dei diritti umani e lo Stato ha l’obbligo non solo di non inquinare ma di agire attivamente per proteggere i cittadini dai disastri ambientali.
