CASERTA — Una situazione definita ormai “gravissima”, con il rischio concreto di una paralisi dell’attività giudiziaria. È quanto denunciato in un’interpellanza parlamentare presentata da quattro deputate del Movimento 5 Stelle sulla crisi che sta attraversando l’Ufficio del Giudice di Pace di Caserta.
Prima firmataria dell’atto è l’Onorevole Enrica Alifano, avvocata casertana del Movimento 5 Stelle, che insieme alle altre parlamentari ha chiesto un intervento urgente del Ministro della Giustizia per affrontare le pesanti criticità organizzative e amministrative che, secondo quanto riportato nell’interpellanza, starebbero compromettendo il regolare funzionamento dell’ufficio giudiziario casertano.
Al centro della denuncia vi è la drammatica carenza di personale amministrativo.
Secondo quanto evidenziato nell’atto parlamentare, presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Caserta sarebbero attualmente operative soltanto quattro unità di cancelleria rispetto alle quattordici previste dalla pianta organica.
Una scopertura definita strutturale e ormai non più sostenibile, che avrebbe paralizzato numerosi settori dell’ufficio.
La situazione si sarebbe aggravata ulteriormente nel gennaio 2026, a seguito del trasferimento della cancelliera assegnata ai ruoli di due Giudici di Pace. Da quel momento, secondo quanto riportato, i relativi ruoli di udienza risulterebbero di fatto bloccati: le udienze non verrebbero calendarizzate e i magistrati non riuscirebbero a procedere regolarmente con la trattazione delle cause.
Le conseguenze ricadrebbero direttamente su cittadini, avvocati e imprese, costretti a confrontarsi con rinvii continui e tempi della giustizia sempre più lunghi.
Le criticità riguardano anche l’Ufficio del Ruolo Generale, che — secondo quanto denunciato nell’interpellanza — sarebbe affidato a una sola unità amministrativa.
Il carico di lavoro avrebbe prodotto un accumulo di arretrati tale che, allo stato attuale, non risulterebbero ancora lavorate nemmeno le iscrizioni a ruolo depositate nel mese di gennaio 2026.
Una situazione che rallenta già la fase iniziale dei procedimenti giudiziari e che rischia di produrre effetti a catena sull’intero sistema della giustizia locale.
Tra gli aspetti più critici segnalati dall ‘ Onorevole Enrica Alifano vi è anche il ritardo nel deposito delle sentenze.
Secondo quanto riportato nell’interpellanza parlamentare, alcuni provvedimenti verrebbero pubblicati con ritardi che arrivano fino a un anno.
Una circostanza che, viene sottolineato, comprometterebbe la certezza dei rapporti giuridici e il pieno esercizio della tutela giurisdizionale. Fino al deposito della sentenza, infatti, le parti non possono conoscere formalmente l’esito del giudizio, proporre eventuali impugnazioni o procedere all’esecuzione delle decisioni.
La crisi dell’Ufficio del Giudice di Pace di Caserta sarebbe stata segnalata alle istituzioni competenti già nel corso del 2025.
Il 17 luglio 2025 la Presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dott.ssa Casella, insieme alla Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, avvocato Del Vecchio, avrebbe inviato una nota ufficiale al Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Ministero della Giustizia, alla Direzione generale del personale e della formazione e al Presidente della Corte d’Appello di Napoli.
Nella comunicazione veniva evidenziata la grave insufficienza del personale amministrativo dell’ufficio giudiziario casertano.
Secondo quanto riportato nell’interpellanza, l’ufficio sarebbe inoltre privo della figura del funzionario responsabile e degli ausiliari, con una scopertura del 75% dei cancellieri esperti e del 66% degli operatori giudiziari.
Una seconda nota, dai contenuti analoghi, sarebbe stata trasmessa il 4 dicembre 2025 agli stessi destinatari. Tuttavia, secondo quanto denunciato dalle parlamentari, non sarebbero seguiti interventi risolutivi.
La richiesta al Ministro della Giustizia
Con l’interpellanza parlamentare, le quattro deputate del Movimento 5 Stelle chiedono ora al Ministro della Giustizia se sia a conoscenza della situazione e quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire il corretto funzionamento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Caserta.
In particolare, viene richiesta la copertura immediata dei posti vacanti in organico e l’adozione di misure straordinarie per evitare quella che viene definita una possibile “paralisi definitiva” di un presidio giudiziario fondamentale per il territorio.
La vicenda riporta al centro del dibattito nazionale il tema della crisi della giustizia di prossimità in Italia, dove numerosi uffici continuano a operare in condizioni di forte carenza di personale, con inevitabili ripercussioni sui diritti dei cittadini e sull’efficienza dell’intero sistema giudiziario.
